Da Sanremo a Imperia, a piedi o in bicicletta

DSC_0806Cari topi, oggi vi parlerò di una importante costruzione. Vi parlerò della pista ciclabile della Liguria di Ponente. Una pista ciclabile tra le più lunghe di tutto il Mediterraneo. E’ quella della Riviera dei Fiori, la mia Riviera, ed è lunga, pensate, ben 24 km circa. PercorreDSC_0807 la costa passando dove una volta passavano i binari della ferrovia (Genova-Ventimiglia), ora smantellati, e congiunge Sanremo a Imperia. Una vera passione per ciclisti e amanti delle passeggiate. E sì, anche perchè devo dire che gode di un meraviglioso panorama:

DSC_0809 monti verdi da una parte e infinito azzurro mare dall’altra. E’ meraviglioso vedere tutta la costa, il faro, il Porto Sole e quello degli Aregai, passare sotto ai tunnel dove un tempo correva il treno. E ci sono le panchine per riposare, i parcheggi per le bici, i fioriDSC_0811 e i giochi per i bambini; famosi quelli nella zona chiamata – Sud-Est – di Sanremo. Da qui si ha una visuale diversa. Tutto ciò che fino a ieri non avevamo mai potuto vedere, in quanto zona pericolosa e vietata, è ora divenuta una delle strade più panoramiche che ci siano.DSC_0817 E che bello vedere chi si diverte! Grandi e piccini. Naturalmente, non solo le bici come mezzo di trasporto sono consentite, c’è infatti chi usa il tandem, lo skate-board, i pattini, il pedalò, insomma, è solo questione di fantasia! Questa strada è stata creata e finita nel 2008 e divide,DSC_0815 grazie a due corsie, i mezzi dai pedoni ma non è finita qui! Si parla infatti di un progetto che vuole allungarla ulteriormente e farle raggiungere la lunghezza di ben 60 km. Ci pensate? Se ad oggi, sono 8 i comuni attraversati da questa pista,DSC_0820 chissà in futuro! Ed è una strada ben organizzata: ci sono anche delle regole da rispettare, come la velocità e i semafori, soprattutto quando s’interseca con la via Aurelia spesso pericolosa. Tanti sono gli impianti di SOS disponibili ogni tot metri e 28 sono invece le videocamereDSC_0826 di sorveglianza anche se c’è chi dice che di notte, sotto ai tunnel, non si può stare proprio del tutto tranquilli. Purtroppo si sa, dove ci sono nascondigli adatti, c’è ahimè, chi ne fa uso. Tutto il tracciato, provvisto di accessi diretti dai comuni, ogni 350 metri circa,DSC_0828 è stato però progettato pensando al comfort e alla tranquillità degli utenti il più possibile, ed è dotato anche di una serie di punti di sosta con fontanelle per bere e punti ristoro. In più, nel paese attraversato, è facile trovare forniti stand per il noleggio delle biciclette,DSC_0840 e altro, direttamente sulla pista ciclabile e in grado di accontentare tutti i gusti e tutte le età, dalle mountain bike, alle biciclette da passeggio, ai tandem per due o più persone senza scordarci tutti gli accessori disponibili come il casco e l’accesso alle innumerevoli spiagge e scogliere,DSC_0843 alcune un tempo non raggiungibili se non via mare. Questa è una cosa da non sottovalutare perchè, alcune stradine, creuze chiamate da noi, sono pittoresche, comode e belle. L’itinerario è in prevalenza pianeggiante, rettilineo e facile da percorrere,DSC_0845 e si snoda in mezzo alla profumata e coloratissima costa della Riviera di Ponente. Vi basta o ne volete di più? Che dirvi… dico che tutto ciò è meraviglioso. Finalmente un posticino dove poter camminare con il proprio cane, scorrazzare con i bimbi, pedalare,DSC_0846 far ginnastica e, ricordatevi, in estate, la crema abbronzate; non sapete quanto sole si prende percorrendola. Cari topi, a me non resta altro che ringraziare la mia socia per le bellissime immagini che mi ha mandato ora che si è messa a fare footing,DSC_0849 e invitarvi, gambe in spalla, a venirla a vivere. E’ un comodo metodo per visitare in un colpo solo quelli che sono i miei luoghi, prevalentemente marittimi. Un bacione grande topini!

Passeggiando in bicicletta accanto a te,
DSC_0852pedalare senza fretta la domenica mattina,
fra i capelli una goccia di brina
ma che faccia rossa da bambina,
mai un fumetto respirando,
mentre mi sto innamorando.
DSC_0854Lungo i viali silenziosi accanto a te,
con quegli occhi allegri e accesi d’entusiasmo ragazzino,
che ne dici ci mangiamo un panino,
c’è un baretto proprio qui vicino,
mentre il naso ti stai soffiando,

io mi sto sempre più innamorando.

DSC_0858Ed il pensiero va oltre quel giardino,
vedo una casa e poi vedo un bimbo e noi.
Passeggiando in bicicletta accanto a te,
pedalare senza fretta sentendoti vicina,
da che parte adesso siamo indovina,
il futuro è nato stamattina,
DSC_0863prima freno e poi discendo,
scusa se ti sto abbracciando,
scusa se ti sto abbracciando.

Ed il pensiero va oltre quel giardino,
vedo una casa e poi vedo un bimbo e noi.
Passeggiando in bicicletta accanto a te,
pedalare senza fretta la domenica mattina,
Mentre mi sto innamorando.
Mentre mi sto innamorando.
Mentre mi sto innamorando.
Io mi sto sempre più innamorando           (Riccardo Cocciante)

M.

Dove cadde Eugène

La maggior parte delle volte che percorro alcune delle mie strade, soprattutto i sentieri, mi viene spontaneo osservare il fiorellino rosa, l’albero alto e imponente, l’animaletto che sguscia via spaventato, la sua tana, il nido… ma non sempre mi rendo conto che le mie zampe, mentre son persa a scrutare l’orizzonte, stanno calpestando una chiazza di sangue, una ciocca di capelli, un vecchio schioppo, un bavero strappato…

No, non sono impazzita. Esattamente là dove poggiano le suole delle mie scarpe, in quello stesso punto, anni prima stava sdraiato un militare ucciso nel difendere la sua terra. La mia terra. Urla, fumo, bombardamenti… Quelli erano i rumori di allora, mentre oggi si sente soltanto il ronzare di un’ape. Un altro palcoscenico e si possono immaginare i mercanti trasportare con i loro muli carichi di formaggi, ortaggi e cereali. Si asciugavano la fronte e canticchiavano inni d’incitamento. Oggi uno stanco pastore alza la mano ad accompagnare il suo “Bona!”, mentre ci saluta senza nemmeno guardarci. Un pastore, probabilmente l’unico rimasto. Ricordate i pascoli di Drego, oggi disabitati? (li trovate nel mio post “Drego, il paesaggio fantasma”) E Bregalla, Creppo, Realdo, Verdeggia, paesi che un tempo vivevano sulla pastorizia?

Le pecore di quest’uomo hanno precedenza su chiunque. Ad accompagnarlo c’è un grosso cane. Sono loro i personaggi che hanno popolato e popolano tuttora le terre della mia Valle che confinano con Francia e Piemonte per diventare brigasche. I crinali furono le prime vie dell’uomo verso le Alpi e la Pianura Padana. Da migliaia di anni sono percorsi da cacciatori, pastori e contadini. Batì Luro, il più vecchio pastore dei Lanteri di Realdo, ci offre una visione leggendaria dell’abbandono delle montagne da parte del pastore. E allora prendo ancora una volta in prestito le parole di un gentile scrittore che, con il sorriso, ha regalato tanto sulla mia terra e mi ha permesso di arricchirmi di conoscenza. Eccomi, quindi, a raccontarvi una storia che ci permetterà di pensare, quando andremo su questi sentieri, che oltre al fiore rosa, alla pianta e all’animale che fugge (esseri degni di stima e affetto), ci sono anche stati dei nostri simili che hanno permesso a noi di vivere l’esistenza che conduciamo ora, grazie ai loro grandi sacrifici del passato. Questa persona è Giampiero Laiolo, al quale simpaticamente invidio tanto sapere.

Il crinale: la strada del pastore, del militare, del mercante e del mulattiere. Sui crinali s’elevarono dalla preistoria luoghi di culto poi riconsacrati da cristianesimo, oggi segni tangibili della continuità tra la nuova e l’antica fede. I crinali furono vie della fede ma anche percorsi di guerra. Nel 1794 su queste terre si affrontarono gli eserciti francesi e piemontesi. Le truppe rivoluzionarie erano comandate dal generale Massena. Tra i suoi ufficiali vi era un giovane corso, Napoleone Bonaparte. Il marchese Costa de Bouregard che dirigeva le difese sabaude trincerate lungo il crinale dei monti Saccarello e Frontè, ci ricorda quei drammatici momenti. Con lui combatteva il suo diciassettenne figlio Eugenio.

Il 27 aprile i Francesi e Piemontesi si affrontarono lungo il ripido crinale. Si avviò la sparatoria e il suo crepitare andò a risvegliare le lontane postazioni nemiche. Repentinamente tutte le creste si coprirono di segnali, da tutte le parti accorsero i battaglioni che si srotolavano nella neve come grandi serpenti neri. L’accanimento di alcuni uomini incassati nella gola diede tempo di arrivare ai rinforzi e la mischia divenne ben presto generale con alternarsi di successi e  sconfitte. Respinti in un primo tempo, i Francesi ritornarono alla carica e lanciarono una colonna alla baionetta protetta da due pezzi da montagna. Il combattimento divenne allora una lotta corpo a corpo dove i repubblicani si mescolavano ai Piemontesi. Eugène assisteva il Capitano Pean. Dietro Eugène suo padre lo guardava. Il marchese avrebbe voluto che il mondo intero fosse là per ammirare il suo figliolo. I proiettili imperversavano. Tutto ad un tratto il conte di Saint-Michel, alla testa di un battaglione di guardie, piomba sul fianco dei repubblicani, essi indietreggiano; i granatieri reali, per un istante scossi, si riuniscono e caricano al grido di: -Viva il Re!-. Eugène marcia per una decina di passi e tutto d’un tratto s’abbatte nella neve. Suo padre lo osserva, il suo animo trepida. Eugène è fra le sue braccia. Il marchese non sa ancora se è morto o vivo. Il piccolo lo abbraccia e gli  mostra il sangue che scorre a fiotti dall sua ferita. Henry cerca di metterlo in piedi, il ragazzo si sforza, ma la sua gamba pende inerte. “Non posso” dice e ricade nelle braccia di suo padre. Due giorni dopo Eugène morì.

A Punta Santa Maria domina  il monumento al Redentore. Da lì si gode un’eccezionale panoramica sulle Alpi Liguri e Marittime. Monte Bego, il marguareis, il Colle di Tenda cuore alpino del Ponente Ligure. Il rapido e convergente degradare di queste montagne sul mare ha reso possibile la formazione di un territorio culturalmente omogeneo. I pastori liguri, provenzali e piemontesi che per millenni s’ incontrarono su queste montagne le chiamarono “la catena del mondo”. Un simbolismo cosmico che rappresenta il perno della loro vita. E nulla, che ci crediate o no, potrà far pensare il contrario. E oggi, ho imparato, quando cammino e i miei occhi scrutano quelle cime meravigliose, quelle infinite distese di fiori viola, e le poiane sorvolano quel mondo da lassù, chissà… forse lì, dove ora stò appoggiando i miei piedi, forse lì è caduto Eugène.  

M.