Il Bastione della Biscia

Ancora una volta vi porto qui. Qui in cima al più storico borgo che si conosca. Qui, dove tutto un tempo iniziò; sembrerebbe nel lontano periodo preromano. Questo dicono le fonti locali inerenti ai primitivi insediamenti umani, dove gliSONY DSC storici non escludono un probabile luogo di culto, dedicato al Dio Belleno, nella zona denominata di Capo Don.

La curva, cosiddetta – del Don -, è la curva che collega il paese di Riva con quello di Arma. Nel centro di questa curva, molto ampia, c’è la salita che porta a Castellaro.

La più antica testimonianza del luogo risale tra il X e il VII secolo avanti Cristo, grazie al ritrovamento di antiche tombe cinerarie nella zona detta delle Grange e, più avanti nel tempo, come molti altri paesi e villaggi liguri, subì la dominazione da parte dell’Impero Romano prima, e della Repubblica di Genova poi, diventando sede militare di un importante porto commerciale d’imbarco.

Topini e topine vi sto parlando ed eccovi ancora una volta a Taggia, anzi, in un punto particolare di Taggia. Uno dei primi ad essere “formati” e, più precisamente, davanti al Bastione della Biscia, uno dei tanti bastioni che formavano una fortificazione come sistema difensivo del paese. Un nome buffo non trovate? Non si conosce il perchè di questo nome.

Sono ancora molti i torrioni di Taggia e, alcuni, ve li avevo già presentati l’anno scorso. Questo è uno di quelli più belli, grazie anche al panorama che lo circonda. In quest’angolo, questo baluardo, è stato eretto tra i primi.SONY DSC E’ tra quelli più verso il mare e, dalla sua altezza, si poteva osservare l’arrivo pericoloso dei violenti Saraceni che sbarcavano spesso proprio dove ora sorge la famosa curva di cui vi parlavo e da lì, su verso Taggia.

La via nella quale è situata questa fortificazione è chiamata la Via dei Bastioni, un unico ciottolato con, ai lati, due lastre piatte dove potevano appoggiare le ruote dei carri. Classico Medioevo.

Questo punto fortificato riproduce la struttura del Bastione Grosso con il quale si trova in asse visiva e difensiva. Si tratta, come vi dicevo, di una delle prime strutture erette a proteggere la città. Un bellissimo torrione invaso da qualche margheritina di campo che spunta timida dai buchi che servivano da stazione alle baionette. La forza di gravità le fa pendere verso il basso e questo fa si che, alzando il muso, l’alta torre ci sembra ornata di foglie e fiori. In alto, i merletti hanno vita semplice nel farci immaginare qualche guardia a tenere tutto sotto controllo giorno e notte.

Vicino a lui, il Convento dei Domenicani, un bellissimo luogo panoramico. Si rimane affascinati dalla splendida vista, nonostante alcune serre, a mio parere, seppur indispensabili, rovinino la bellezza naturale del territorio.

Si vede tutto l’inizio della mia Valle, il torrente Argentina, l’Autostrada dei Fiori e laggiù, di fronte, sulla cresta a Est, ecco Castellaro e il suo magnifico Palazzo che spunta facendo le corna alla collina di Ulivi.

bastioni

Le bandiere colorate di azzurro, con la striscia rossa in diagonale, rappresentano uno dei rioni tabiesi o taggiesi, come meglio preferite: quello appunto dei Bastioni. È uno dei rioni più esposti, costituendo il limite Sud-Occidentale.

La parte più antica del rione è caratterizzata da un tipico insieme di costruzioni. È notabile però la presenza della terza cerchia di mura rimaste quasi intatte fra la porta di Parasio e la torre del Ciazo. Quanti angolini ho da mostrarvi ancora amici!

È percorsa dalla strada detta una volta “dei nobili” che fu appunto fatta costruire per il più comodo accesso al Convento nel 1485. Potete trovare la descrizione degli altri rioni di Taggia sul sito sanbenedettotaggia.it dove io ho trovato questo stemma e queste due righe che non conoscevo.

Un altro piccolo posticino che volevo mostrarvi topini, un altro luogo che sa di magia, che descrive una storia, la nostra storia, il nostro passato.

Io vi abbraccio e vi aspetto per il prossimo tour, la vostra Pigmy.

M.