Il Poggio del Foresto e la Rocca Dermasio

Non ci crederete ma oggi vi farò conoscere due rocce. Sì, avete capito bene, due grandi, enormi rocce.

Voi direte << Ma cosa cribbio ce ne può importare a noi di due rocce? >> perché ormai vi conosco, siete i soliti, ma non sapete invece che è molto importante sapere anche i nomi delle rocce, o Rocche, principali per orientarvi e per sapere tutto, ma proprio tutto, sulla splendida Valle Argentina!

E allora adesso vi racconto del Poggio del Foresto e di Rocca Dermasio.

Naturalmente in Valle vengono chiamate in gergo dialettale “U Pozu du Fuestu” e “A Rocca du Moxiu”.

Stanno uno di fronte all’altra e si vedono bene, entrambi, se si sale sopra al paese di Corte.

Dal Ciotto, guardando verso i “Prati”, eccole sporgere davanti a noi.

Poggio del Foresto, decisamente grandissimo, esce dal bosco come uno sperone pulito. Ha una superficie abbastanza piana e liscia seppur in discesa e, sul bordo più prominente, un pezzo di roccia sembra formare il muso di un rapace.

Riuscite a vederlo? Bello vero? Sembra un’aquila con il becco arcuato!

Non si sa il perché di questo nome ma il bosco dietro di lui dovrebbe essere chiamato Foresto come il Poggio, forse ad indicare una – foresta -. Una foresta che, nel 1892, il Comune di Triora dovette cedere alla Ditta Rossat costruttrice della ex Strada Statale 548 della Valle Argentina (SS 548) che congiungeva (e congiunge tuttora anche se da statale è diventata provinciale) Taggia a Triora.

Ma, con il termine “foresto”, dalle nostre parti, si indica anche il “forestiero” ossia una persona che non è della zona. Chissà a cosa si riferiva chi ha dato il nome a questo Poggio.

Così come non si sa nemmeno il perché del nome della Rocca anche se Dermasio, in base alle ricerche che ho fatto, pare essere un nome di persona.

Questa rocca è più piccola del poggio. Sotto di lei sembra esserci una casa in pietra o una costruzione mentre sopra di lei si distinguono una parte del Passo della Mezzaluna, Cima Donzella, Cima Bussana e poi ancora Monte Monega… fino a fare tutto il giro sopra al Colle del Garezzo e continuare, con gli occhi a seguire la Catena del Saccarello. Una meraviglia.

La sua forma è cubica, come un grande dado gettato nella conca della Valle tra il verde vivace e rimasto lì, chissà da quanto tempo.

E’ verde e colorato tutt’intorno e, più in basso, in mezzo a loro, scorre il torrente.

Cosa ne dite? Vi sono piaciuti questi due punti della Valle che passano il giorno a guardarsi?

Mi fa piacere, allora vedo di cercare altre cose che possono piacervi. Per il momento vi saluto con un bacio roccioso, cioè… granitico… cioè… beh, un forte bacio insomma!

Vignago – il borgo antico

Oggi, Topi, concedetevi un po’ di tempo per seguirmi perché si va a visitare una piccola perla della Valle Argentina.

Il tempo non vi servirà solo per arrivare in questo luogo che si trova sopra al paese di Corte ma anche per immergervi in un altro tipo di tempo che oggi non esiste più ma, in qualche modo, ha saputo lasciare qualcosa di sé, persino il suo profumo e la sua voce.

Attraverso gli oggetti, gli angoli caratteristici, i carrugi, le finestre e l’atmosfera, il – passato è ancora presente – anche se sembra una frase assurda da recitare ma vedrete che dico bene se verrete con me.

Andiamo a Vignago, il borgo piccolo e antico. Il borgo sotto la Rocca.

Il nucleo centrale di questo paesino, infatti, è chiamato – Rocchetta -. Questa protagonista si trova esattamente sopra ai tetti delle vecchie abitazioni.

Per arrivare a Vignago si passa nel bosco e il paese stesso è circondato da Castagni e un’infinità di Roverelle. Un tappeto di ghiande viene calpestato dalle nostre zampe mentre giungiamo ad una delle prime costruzioni importanti.

La macchia diventa meno fitta, alcune rocce si sporgono sulla vallata mostrando Triora che domina di fronte e un’edicola ci aspetta presentando la meraviglia che stiamo per vedere.

Le giro intorno; è piccina, un tempo conteneva la statuetta di una Madonna.

Attraverso una delle sue aperture si nota Monte Pellegrino (1.521 mt) che, in questo periodo mostra anche un foliage spettacolare oltre le radure che lo contraddistinguono.

Davanti a lei, un grande albero di Alloro, ritto e austero, sembra consentire l’accesso al sentiero che scende e porta alle vecchie abitazioni.

Una manciata di case completamente in pietra. Una pietra oggi abbandonata. Nessuno vive più qui ma un tempo c’era persino la scuola. Pare che i bambini fossero una decina e gli adulti più numerosi ma, durante il dopoguerra, questa gente decise di trasferirsi in altre zone.

In effetti, salendo per il sentiero che parte dalla località Molini di Pio, dopo Molini di Triora, e quindi dalla parte bassa che conduceva ai paesi più forniti, non è per niente semplice arrivare qui eppure, un tempo, si percorreva questa strada ogni giorno per poi tornare su, superare i primi capanni e raggiungere una delle case più grandi.

Se invece arrivate da Corte e dal bosco di sopra, introdursi in questo borgo è un’esperienza fiabesca e par quasi di sentire una vocina cantare “A mille ce n’è…”…

Si nota subito come in certi tratti la natura, una meravigliosa natura, abbia preso il sopravvento ma non sembra presuntuosa anzi, sembra voler proteggere quel luogo immerso nel silenzio.

Solo qualche lieve fruscio si percepisce, ogni tanto, provenire da dentro i ruderi. Sono i miei cugini Pipistrelli, si saranno sentiti disturbati dalla mia visita, sono dei dormiglioni!

Dopo quel che rimane di qualche casa raggiungiamo una fontana sulla quale una minuscola targa recita queste parole: “Con la unione di tutta la popolazione di Vignago sorge la fontana dell’acqua potabile 12 – 5 – 1951”.

E’ situata in una piccola piazzetta ora ricoperta da erba alta e si trova nel mezzo della striscia di case.

Vignago è infatti un insieme di dimore che costeggiano l’unico carrugio accessibile.

Alcune di loro non hanno più nemmeno il tetto, altre invece riportano una copertura ancora in ciappe di ardesia, altre sono pericolanti, mentre qualcuna è piena di ragnatele al suo interno.

Se le travi e le solette fossero più resistenti penso che un regista, una volta giunto qui, pensi d’essere arrivato nel suo set cinematografico preferito!

Tutto è da guardare, da osservare, da contemplare. Tutto ha tanto da dire. Se ci si ferma con lo sguardo sopra ai vari particolari si notano cose mai viste prime, si può sentire un’antica narrazione e si può immaginare ciò che non si è mai vissuto.

Ho così tanta voglia di portarmi tutto in tana che faccio foto a non finire.

Questa piccola frazione di Corte, e quindi di Molini di Triora che fa Comune, fino al 1903 appartenne al territorio di Triora distaccandosi poi assieme ad altre frazioni vicine ancora oggi abitate.

Alcuni punti ombrosi sono umidi e bui. Capisco perché i Chinotteri qui si trovano bene tra le braccia di Morfeo ma, attraverso alcuni pertugi, la luce del sole entra e i suoi raggi rendono tutto ancora più affascinante donando un bagliore quasi argentato a quei resti circondati da una natura florida.

Travi di legno massicce, lastre incise, porte pesanti e sedie tarlate. Tra le pietre dei muri escono chiodi enormi, arrugginiti, in grado di sostenere il peso eccessivo.

Ci sono finestre chiuse da persiane di legno mentre altre sono oggi solo buchi dalla forma quadrata che permettono di vedere il mondo.

Siamo a circa 700 mt s.l.m. ma potendo vedere, attorno a noi, nei pressi di questo borgo, alcuni degli alti monti della mia Valle, pare di essere ancora più vicini al cielo. Siamo in un punto alto, aperto, che gode di aria buona e tanto sole.

Il panorama è stupendo e obbliga a spalancare gli occhi ma anche le piccole creature accanto a noi non sono niente male.

Insetti, fiori, funghetti, frutti… c’è davvero di tutto qui. Tantissima vita in un luogo che, a prima vista, sembra parlare soltanto di staticità.

E’ vero, il tempo in effetti sembra essersi fermato ma, nonostante il passare di molti anni, un’energia movimentata continua a imperlare tra queste mura.

Non vorrei più andarmene. Mi piacerebbe vivere quest’atmosfera durante le varie ore del tempo ma i miei lavori in tana chiamano e se non torno indietro voi rimanete qui a Vignago senza altri articoli.

E’ bene ch’io rientri quindi ma prima vi mando un bacio antico e vi aspetto per la prossima avventura.

Buon proseguimento Topi!

Sulla Rocca di Monaco

Questo luogo lo conoscerete sicuramente in molti ma è una gita che non può mancare nel mio blog. E’ come un punto d’arrivo; chiunque, di noi, è andato almeno una volta nella sua vita a vedere il Palazzo Grimaldi, il Palazzo dei Principi di Monaco ma, oggi, ci andremo insieme. SONY DSCIl castello è posizionato sulla Rocca ossia in un punto altissimo, sopra Monte Carlo, dal quale si può godere di un panorama meraviglioso. Da qui possiamo ammirare la distesa azzurra del mare, le colline retrostanti liguri e francesi e il riparato e intimo porto di Fontvieille, ubicato ai piedi della Rocca verso la parte orientale.SONY DSC Un porto giovane, nato nel 1966 e arricchito dallo Zoo dei Principi, dal Museo della Filatelia e della Numismatica e dal Museo dell’Automobile, nel quale risiede anche l’auto di Grace Kelly.

Grace Kelly in Grimaldi, una donna che mi è sempre piaciuta tantissimo, nonchè Principessa, appunto, di Monaco. Chissà quante volte si è affacciata da questo muretto di pietra, incorniciato da vecchi cannoni, per godere di queste visioni mozzafiato. Qui, infatti, proprio al centro della piazza della Rocca, risiede il bellissimo Palazzo.SONY DSC Un edificio dalle tonalità chiare e difeso da mura, torri e guardie che tutto il giorno camminano avanti e indietro per garantire la protezione totale alla Famiglia Reale. SONY DSCGuardate, potete vedere il sentiero consumato del su e giù di questi ragazzi che, impeccabili, sia nel modo che nella divisa, percorrono tutto il giorno. SONY DSCAlcune guardie invece, stanno ferme davanti ai portoni e non permettono a nessuno di oltrepassare le grandi catene di confine. Davanti al portone principale, enorme, le due guardiole sono l’unica sede di questi guardiani e, dietro a quella porta, si sviluppa tutto l’abitato con tanto di Cappella e piscina. A viverci ora, regnando, è il figlio maschio di Grace, Alberto II, anche Marchese di Baux, salito al trono, dopo la morte del padre, Principe Ranieri III, adorato da tutti i monegaschi. SONY DSCQuest’ultimo rimase vedovo prematuramente dopo la scomparsa della sua amata e bellissima moglie Grace che morì in un incidente stradale il 14 settembre del 1982. Una famiglia abbastanza sfortunata che vive e ha vissuto in un posto da favola. Guardate topi, guardate queste immagini, sembra di essere in un altro mondo. Qui tutto è meraviglioso. SONY DSCSi cammina su mattoncini rossi che si intersecano a piastrelle d’ardesia e, insieme, salgono e scendono percorrendo la piccola città. Siamo nella parte vecchia, la parte che accoglie importanti monumenti, Cattedrali antiche, il Museo Oceanografico e palazzi dalle importanti sculture. SONY DSCSculture maestose e che meritano lunghe osservazioni. SONY DSCSiamo nella parte di città impreziosita da statue, fontane, magnifici negozietti pieni di souvenirs e profumi speziati che ricordano Nizza Vecchia.SONY DSC Anche le lastre indicanti le vie la ricordano. Il dialetto nizzardo, molto simile al nostro, è sparso ovunque in questo luogo. Leggete, anche qui, i vicoli coperti sono chiamati carrugi e questo è il carrugio della chiesa, “carrugiu d’à geija”. SONY DSCI proprietari dei ristorantini tipici e accoglienti aspettano i clienti addobbando dehors colorati e graziosi dall’aria provenzale, mentre, i trompe l’oeil sulle facciate delle case, fanno credere quel che non è.SONY DSC La parte di questa città, qui sulla Rocca, è tremendamente affascinante. Le viuzze si snodano con una poetica aria vintage e, in alcuni punti, sembra di essere in un borgo ancora medievale che ha mantenuto tutte le caratteristiche di quel tempo.SONY DSC Ci vengo sempre volentieri. E’ a pochi minuti dalla mia Valle e ne approfitto.

Entrare in continuazione in tutte queste botteghe che rapiscono letteralmente.SONY DSC Mi guardo intorno, ci sono oggetti preziosi e semplici soprammobili, ci sono monete e opere d’arte, ci sono gadgets della Ferrari e di Monaco. E ci sono i ricami, la Lavanda, gli utensili. E i lampioni. SONY DSCI lampioni che con la loro luce fioca, donano un’atmosfera surreale. E ci sono le campane, attaccate alle chiese che suonano a festa. SONY DSCLa Rocca, è sempre piena di gente che fotografa queste meraviglie. Gente che si sofferma a guardare i particolari, gente che spera di veder passare qualche nobile personaggio, gente che attende lo spettacolo del cambio della guardia, una cerimonia che si può ammirare tutte le mattine poco prima di mezzogiorno. SONY DSCPer questo evento, un’intera folla si apposta intorno al palazzo, vicina ai vecchi cannoni e ai mortai che, con a fianco montagne di vecchie palle di ferro, offrono postazioni per foto molto suggestive.SONY DSC In quel momento, la Rocca, diventa deserta. Tutti sono davanti al Palais du Prince, un Palazzo, una vecchia fortezza conquistata nel 1215 da Francesco Grimaldi che, travestito da monaco, entrò nell’edificio costruito dai genovesi. SONY DSCMa il vero fascino su questo paese, Monaco, chiamato anticamente dai fenici Monoike, scende alla sera, quando le persone iniziano a ritirarsi, le strade diventano più solitarie e di lui s’impradonisce il rosa. SONY DSCTutto assume un colore pastello, un colore fiabesco e, dal lato Est, si può ammirare ulteriore bellezza. Che emoziona.SONY DSC Uno spettacolo per gli occhi. Un altro porto, quello più grande, più conosciuto.SONY DSC Laggiù, il Luna-Park, dove il Natale si sente già. Di fronte a noi i palazzi, la collina, le luci, i colori. Ancora rosa che bacia il mare e il cielo circondando i monti. SONY DSCE, al calar della sera, anche il Palazzo si accende di tutto il suo splendore e si prepara al riposo. SONY DSCSpero che questo giro vi sia piaciuto topi e, per chi non ci fosse ancora stato, potrebbe essere una buona occasione per farci un pensierino. Un bacione grande.

M.

La colorata magia dell’Acquario

SONY DSCAh! Che fascino! Con i topini li abbiamo già girati tutti. Piacciono, non c’è che dire. Agli adulti dispiace vedere dei pesciolini rinchiusi in teche di vetro ma i bambini s’incantano, come forse facevamo anche noi da piccoli. Tutti quei colori, quel frenetico movimento, quegli sguardi incuriositi che escono da piccole tane sott’acqua. SONY DSCSono tanti e, vicino a me, ce ne sono moltissimi compreso quello di Genova che è uno dei più grandi, se non il più grande d’Europa. D’Italia sicuramente. Esso è anche arricchito da una sala per i Colibrì e da una biosfera con stupendi fiori, pesci e uccelli. Tra l’altro, riguardo a questo Acquario, vi dico anche che, se la fanno ancora, una volta al mese, questa struttura propone la “Notte con gli Squali”, offrendo a un massimo di 35 ragazzi per notte di dormire davanti alla vasca degli squali, passando un’intera notte all’interno dell’acquario, per scoprire tutto sul comportamento notturno dei suoi abitanti.SONY DSC Ma io oggi vi porto nell’Acquario di Montecarlo. Più piccolo, ma davvero bello, con tanto di museo e ricostruzioni. Il suo vero nome infatti è Museo Oceanografico. In nemmeno un’ora, possiamo godere di questo spettacolo. Inaugurato nel 1910, dal suo fondatore il Principe Albert I, questo eccezionale Museo, dedicato a tutte le scienze del mare, è un capolavoro di architettura monumentale.SONY DSC E’ situato dentro un Palazzo bellissimo arricchito da marmo, legno e vetro. La sua maestosa facciata domina il mare, a picco, da 85 metri e i pesci marini, vengono alimentati direttamente dalle acque della Costa Azzurra. Per la sua costruzione sono occorsi pensate, undici anni di lavoro e 100.000 tonnellate di pietra.SONY DSC Nelle sue imponenti sale, aperte al pubblico su due piani e tutti i giorni, dal mattino alla sera, sono presenti collezioni incredibili di fauna marina, raccolte proprio dal Principe Alberto, e numerose specie di scheletri tra cui quello di una balena di 20 metri. SONY DSCSi possono inoltre osservare modelli di navi-laboratorio del Principe e sottomarini vecchissimi ma un tempo realmente funzionanti, realizzazioni artigianali, il tutto utilizzando prodotti del mare. Nella parte sotterranea invece, ecco il famoso “Acquarium” che offre al visitatore l’affascinante spettacolo di una fauna e una flora marina esuberante. Le specie più rare di pesci dai mille colori, provenienti da tutti i mari del globo, guizzano in 90 vasche.SONY DSC E qui i topini sono nel loro regno. Se la parte precedente era pura scienza, biologia e zoologia, qui c’è solo da divertirsi e da rimanere estasiati. Un mondo di silenzio sommerso, ma anche di bellezza. I piani inferiori ancora, fino al livello del mare, sono riservati, su una superficie di 2000 mq, a laboratori scientifici di ricerca costantemente in funzione ma a noi non serve andare lì. Da qui, non ci muove più nessuno. SONY DSCE allora vai con “Nemo” il Pesce Pagliaccio. “Guarda mamma, è proprio lui! E dov’è Doris? Eccola, eccola!” e le tinte vivaci iniziano a roteare su e giù. Il giallo e il blu del Pesce Chirurgo, il bianco e il marrone della Murena Zebrata, l’ocra acceso del Pesce Farfalla, l’argenteo della Cernia, un arcobaleno. SONY DSCE poi ancora squaletti, tartarughe, gamberetti, meduse e persino le vasche tattili con dentro le pazienti razze che si lasciano toccare o arrivano se si picchietta piano sulla superficie dell’acqua. E poi i Piranha, che paura! Che muso imbronciato e che espressione col grugno hanno! SONY DSCChe simpatici invece i Pesci Coltello, piatti, piatti, sottili, sottili, sembrano davvero delle lame. E questi? Guarda, sembrano Sardine e si muovono tutte insieme quasi a tempo di musica. Ci sono pesci velenosi come il Tetraodon, il Pesce Palla, e quelli invece più curiosi e spavaldi come l’Haemulidae o Pesce Grugnitore. SONY DSCTutti hanno una caratteristica. All’acquario di Montecarlo non ci sono pesci enormi come in quello di Genova ma il fascino è assicurato ugualmente potete credermi. Non dimenticate infatti che, oltre tutto, sul vasto tema del mare, sono stati realizzati dei filmati da Jacques-Yves Cousteau e proiettati in continuazione nel ricco scenario della “Sala delle conferenze”. Un salone molto grande. SONY DSCMa non è tutto! A rendere ancora più suggestivo questo luogo, una splendida e ampia terrazza offre un panorama magnifico che si estende dalla riviera italiana fino al massiccio dell’Esterel e dalla quale si può vedere tutta Montecarlo. SONY DSCSiamo sulla Rocca. Proprio in cima; e da qui volendo si può visitare tutta la parte alta di Monaco compreso il Castello che offre il breve spettacolo del cambio della guardia. Ma torniamo giù, ci sono ancora tante cose da vedere, ci sono i Coralli e le Meduse, le rocce e gli Anemoni che fluttuano in quell’acqua cristallina mostrando tutti i loro colori sgargianti. SONY DSCE come sembrano leggeri! Così armoniosi, con le bollicine che li solleticano. A vederli sono molto tranquilli e, a proposito di ciò, vorrei fare un appello, consentitemelo ma è una cosa che davvero non sopporto: “Cari genitori, potreste per cortesia fare in modo che il vostro figlioletto eviti di picchiare con i pugni contro i vetri delle vasche???!!! Grazie!”.SONY DSC Lo so, vi sembrerà retorico e stupido ma sarò andata in cento acquari, cento volte e, ogni volta, c’era qualche bambino che urlava massacrando i vetri per spaventare queste creature. Cosa ancora più grave, il genitore dietro di lui, se la rideva. Questi poveri pesci già son chiusi sottovetro ancora sbattergli contro… E’ così divertente? Non mi sembra ma cambiamo discorso, oggi voglio solo presentarvi una cosa bella. SONY DSCCi sono anche le sale parto sapete? Si. Qui nascono i piccoli pesciolini e alcuni sono davvero minuscoli. E’ anche grazie alle nascite che, in questo Museo, si possono trovare sempre cose nuove, esemplari mai visti prima, e queste sono ottime scuse per tornarci. SONY DSCMi ha fatto piacere vedere gli acquari tenuti bene anche se alcuni, a mio parere, sono un pò piccoli. Sopra ognuno, una spiegazione dettagliata racconta tutta l’origine dell’animale che ospita, da dove arriva, di cosa si nutre e qual’è solitamente il suo carattere. E non sono storie sapete? SONY DSCSono molto evidenti a volte le varie personalità e, in alcuni casi, sembra quasi ci sia il boss che comanda tutti. Una sorta di gerarchia come esiste anche negli esseri terrestri. Gli Squali, che se ne dica, sono i più tranquilli e pacifici, anche tra di loro. SONY DSCTra l’altro, l’ultima realizzazione dell’acquario, è proprio la sua “laguna degli Squali” che svela, in una vasca gigante di circa 450 m3, non solo questi esemplari ma un’intera barriera corallina dalla bellezza indescrivibile. Sono microuniversi questi che mozzano il fiato. Sono meravigliosi. SONY DSCViene voglia di nuotare insieme a loro. Bhè, non proprio con tutti. Vicino ad alcuni, non metterei neanche il dito! Alcuni pesci mangiano i topini sapete? I Branzini nei nostri porti, ne vanno matti e qui, c’è un intero reparto dedicato ai pesci del Mar Mediterraneo e vicini alle nostre coste: il Sarago, la Girella, il Cefalo, l’Orata e che bello vederli nuotare.SONY DSC Quando li peschiamo non possiamo ammirare tutta la loro bellezza; le sfumature dei loro toni di grigio, la pinna dorsale alzata come una cresta, i loro movimenti rapidi e scattanti, i loro occhi vivaci che guizzano di qua e di là.SONY DSC Sembrano così lontani da noi, così strani, ma stupendi. Venite a vedere se anche per voi è così. Se vi fanno questo effetto. Io spero che questa gita vi sia piaciuta e, se vi và di viverla fisicamente, qui a Monaco, in Avenue Saint-Martin, proprio a ridosso dell’azzurro mare, SONY DSCc’è un nuovo mondo che vi aspetta e, con tutto il contorno di una delle più belle zone della Costa Azzurra, potrà farvi passare un’intera giornata indimenticabile. Vi mando un bacione con le bolle… se riesco a farle.SONY DSC