Velenosa e bellissima – la Tromba degli Angeli

Velenosa, ma meravigliosa (che fa anche rima) la Brugmansia, chiamata anche volgarmente “la Tromba degli Angeli”.

Questo nome gli è stato conferito a causa della forma dei suoi fiori, che oggi ho fotografato per voi e che sono di colore rosa, sebbene ne esistano anche delle tinte arancio, fucsia, bianco, rosso e bicolor. Esistono diverse specie di Brugmansia, alcune profumano addirittura di Vaniglia. Molti botanici la classificano con il nome di Datura, ma sembra non si siano ancora accordati tra la specie “erborea” e quella “erbacea”. In natura, inoltre, questa pianta non esiste più, o meglio non nasce più spontaneamente; per ricrearla occorre un clima tropicale.

Come ho detto, questa pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae  è molto velenosa, quindi bisogna trattenersi dal maneggiarla troppo, poiché si rischia di avvicinare le mani alla bocca o ad altre parti sensibili del corpo, come gli occhi. La sua tossicità, però, crea seri danni soprattutto se la pianta viene ingerita.

Pensate che alcuni indigeni dell’America del Sud, luogo di nascita di questa pianta, la usavano persino come veleno per la caccia, perciò fate davvero attenzione con lei. Gli Indios, invece, traevano dai suoi semi una sostanza stupefacente da consumare durante riti o feste particolari, ma ne conoscevano bene la dose, che poteva invece essere aumentata per renderla fatale al nemico. Oggi, gli esperti ne traggono un principio attivo molto potente, anche se tossico, che viene messo all’interno di alcuni antidolorifici.

Sarà forse proprio la sua tossicità mortale ad averle conferito anche un altro nome, quello di “Fiore del Diavolo” o “di Strega”. Ebbene sì, dal Paradiso, con tanto di angioletti che la suonano come una trombetta, si scende all’Inferno, dove Satana la fa sua narcotizzando gli ignari grazie alle sue proprietà dannose, che possono provocare anche forti allucinazioni, tanto potenti da condurre alla morte.

Per alcuni sostenitori della divisione delle due specie, infatti, il significato cambia tra il male e il bene delle due piante (Datura e Brugmansia), dove la prima è quella considerata infernale, mentre la seconda sarebbe quella paradisiaca. Questo perché il termine Datura deriverebbe etimologicamente da “mela spinosa” e, quindi, pungente e urticante, perciò malefica. Tutti, però, su una cosa sono d’accordo: per via della sua bellezza poco duratura, simboleggia l’estetica esteriore che ha poco valore e, per via del suo essere anche nociva, simboleggia l’incertezza, la preoccupazione e la magia.

Non è autoctona della mia Valle, come ho detto, ma non manca in nessun giardino. E’ molto ornamentale quando fiorisce e può raggiungere dimensioni notevoli persino in vaso. Si adatta abbastanza bene in qualsiasi tipo di terriccio, pur prediligendo il calcare, e ama il sole. Se messa in piena terra si consiglia assolutamente la potatura durante la primavera.

I suoi fiori sono grandi e le sue foglie una prelibatezza per le lumache che, evidentemente, non la patiscono. Vederla evolvere in tutto il suo splendore è una meraviglia!

E voi Topi? Ne avete, di Brugmansie? O Dature? O Trombe degli Angeli? O…. Oh mammatopa! Quanti nomi!

Un Bacio! Alla prossima!

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Sulla Rocca di Monaco

Questo luogo lo conoscerete sicuramente in molti ma è una gita che non può mancare nel mio blog. E’ come un punto d’arrivo; chiunque, di noi, è andato almeno una volta nella sua vita a vedere il Palazzo Grimaldi, il Palazzo dei Principi di Monaco ma oggi, ci andremo insieme. SONY DSCIl castello è posizionato sulla Rocca ossia in un punto altissimo, sopra Monte Carlo, dal quale si può godere di un panorama meraviglioso. Da qui possiamo ammirare la distesa azzurra del mare, le colline retrostanti liguri e francesi e il riparato e intimo porto di Fontvieille, ubicato ai piedi della Rocca verso la parte orientale.SONY DSC Un porto giovane, nato nel 1966 e arricchito dallo Zoo dei Principi, dal Museo della Filatelia e della Numismatica e dal Museo dell’Automobile, nel quale risiede anche l’auto di Grace Kelly. Grace Kelly in Grimaldi, una donna che mi è sempre piaciuta tantissimo, nonchè Principessa appunto, di Monaco. Chissà quante volte si è affacciata da questo muretto di pietra, incorniciato da vecchi cannoni, per godere di queste visioni mozzafiato. Qui infatti, proprio al centro della piazza della Rocca, risiede il bellissimo Palazzo.SONY DSC Un edificio dalle tonalità chiare e difeso da mura, torri e guardie che tutto il giorno camminano avanti e indietro per garantire la protezione totale alla Famiglia Reale. SONY DSCGuardate, potete vedere il sentiero consumato del su e giù di questi ragazzi che, impeccabili sia nel modo che nella divisa, percorrono tutto il giorno. SONY DSCAlcune invece, stanno ferme davanti ai portoni e non permettono a nessuno, di oltrepassare le grandi catene di confine. Davanti al portone principale, enorme, le due guardiole, sono l’unica sede di questi guardiani e dietro a quella porta, si sviluppa tutto l’abitato con tanto di Cappella e piscina. A viverci ora, regnando, è il figlio maschio di Grace, Alberto II, anche Marchese di Baux, salito al trono, dopo la morte del padre, Principe Ranieri III, adorato da tutti i monegaschi. SONY DSCQuest’ultimo, rimase vedovo prematuramente dopo la scomparsa della sua amata e bellissima moglie Grace che morì in un incidente stradale il 14 settembre del 1982. Una famiglia abbastanza sfortunata che vive e ha vissuto in un posto da favola. Guardate topi, guardate queste immagini, sembra di essere in un altro mondo. Qui tutto è meraviglioso. SONY DSCSi cammina su mattoncini rossi che si intersecano a piastrelle d’ardesia e, insieme, salgono e scendono percorrendo la piccola città. Siamo nella parte vecchia, la parte che accoglie importanti monumenti, Cattedrali antiche, il Museo Oceanografico e palazzi dalle importanti sculture. SONY DSCSculture maestose e che meritano lunghe osservazioni. SONY DSCSiamo nella parte di città impreziosita da statue, fontane, magnifici negozietti pieni di souvenirs e profumi speziati che ricordano Nizza Vecchia.SONY DSC Anche le lastre indicanti le vie la ricordano. Il dialetto nizzardo, molto simile al nostro, è sparso ovunque in questo luogo. Leggete, anche qui, i vicoli coperti, sono chiamati carrugi e questo è il carrugio della chiesa, “carrugiu d’à geija”. SONY DSCI proprietari dei ristorantini tipici e accoglienti aspettano i clienti addobbando deors colorati e graziosi dall’aria provenzale mentre, i trompe l’oeil sulle facciate delle case, fanno credere quel che non è.SONY DSC La parte di questa città qui sulla Rocca, è tremendamente affascinante. Le viuzze si snodano con una poetica aria vintage e, in alcuni punti, sembra di essere in un borgo ancora medievale che ha mantenuto tutte le caratteristiche di quel tempo.SONY DSC Ci vengo sempre volentieri. E’ a pochi minuti dalla mia valle e ne approfitto. Entrei in continuazione in tutte queste botteghe che rapiscono letteralmente.SONY DSC Mi guardo intorno, ci sono oggetti preziosi e semplici soprammobili, ci sono monete e opere d’arte, ci sono gadgets della Ferrari e di Monaco. E ci sono i ricami, la Lavanda, gli utensili. E i lampioni. SONY DSCI lampioni che con la loro luce fioca, donano un’atmosfera surreale. E ci sono le campane, attaccate alle chiese che suonano a festa. SONY DSCLa Rocca, è sempre piena di gente che fotografa queste meraviglie. Gente che si sofferma a guardare i particolari, gente che spera di veder passare qualche nobile personaggio, gente che attende lo spettacolo del cambio della guardia, una cerimonia che si può ammirare tutte le mattine poco prima di mezzogiorno. SONY DSCPer questo evento, un’intera folla si apposta intorno al palazzo, vicina ai vecchi cannoni e ai mortai che, con a fianco montagne di vecchie palle di ferro, offrono postazioni per foto molto suggestive.SONY DSC In quel momento la Rocca, diventa deserta. Tutti sono davanti al Palais du Prince, un Palazzo, una vecchia fortezza conquistata nel 1215 da Francesco Grimaldi che, travestito da monaco, entrò nell’edificio costruito dai genovesi. SONY DSCMa il vero fascino su questo paese, Monaco, chiamato anticamente dai fenici Monoike, scende alla sera, quando le persone iniziano a ritirarsi, le strade diventano più solitarie e di lui s’impradonisce il rosa. SONY DSCTutto assume un colore pastello, un colore fiabesco e, dal lato Est, si può ammirare ulteriore bellezza. Che emoziona.SONY DSC Uno spettacolo per gli occhi. Un altro porto, quello più grande, più conosciuto.SONY DSC Laggiù il Luna-Park dove il Natale si sente già. Di fronte a noi i palazzi, la collina, le luci, i colori. Ancora rosa che bacia il mare e il cielo circondando i monti. SONY DSCE al calar della sera, anche il Palazzo si accende di tutto il suo splendore e si prepara al riposo. SONY DSCSpero che questo giro vi sia piaciuto topi e, per chi non ci fosse ancora stato, potrebbe essere una buona occasione per farci un pensierino. Un bacione grande.

Una giornata alla Villa Ephrussi de Rothschild

Cari topi,index oggi vi porto con me in un luogo fantastico e che ci rimanderà indietro nel tempo. Andiamo a trovare una baronessa. La baronessa Beatrice Ephrussi de Rothschild. Lei, una splendida ragazza, malinconica ed esigente, viveva in questa meravigliosa casa che aveva fatto costruire da quaranta architetti ed è una casa enorme, piena di stanze e una bellissima sala nella quale riceveva gli ospiti. Oggi, questa casa, è una delle dimore più belle della Costa Azzurra, si trova nella baia più suggestiva del sud della Francia, Cap Ferrat e, in solo un’ora di strada, mi è possibile raggiungerla. La baronessa Beatrice era un’amante dell’arte e dei giardini e queste sue passioni, non si possono non notare. Amava molto anche viaggiare e spesso, si soffermava sulle terrazze del suo immenso parco, ad ammirare le navi che passavano su quel mare azzurro e che si confondeva con il cielo, godendo di uno dei panorami più affascinanti che il Mediterraneo può offrirci. Venticinque erano i suoi giardinieri e ogni giorno, lei controllava che svolgessero il suo lavoro al meglio. La casa invece,SONY DSCvenne costruita in sette anni e, a predominare, come potete vedere, era il colore rosa, il preferito dalla ragazza, un pò eccentrica e un pò romantica. Un colore che tinteggia non solo le pareti ma anche diversi oggetti all’interno della casa come orologi,SONY DSC lampade, drappi. Beatrice nacque a Parigi nel settembre del 1864 e morì in Svizzera nell’aprile 1934. Morì giovane e il cognome Ephrussi lo prese dal marito Maurice. Il suo nome da nubile era infatti Charlotte Beatrice de Rothschild. Era una grandeSONY DSC collezionista di opere d’arte ed essendo figlia di un famoso bancario poteva godere di grandi somme di denaro grazie anche alla sua nobiltà. Nella sua casa si respira il suo animo sognatore, la passione di dipinti e statue, come i putti che adorava e la musicaSONY DSC che amava ascoltare. Oggi, al centro del grande parco, in suo onore, diverse fontane si muovono schizzando fiotti d’acqua a tempo di musica. Vivaldi, viene interpretato dall’acqua fresca che si tuffa nelle vasche e tutto sembra un trionfo di gioia. Intorno, quei giardini bellissimi, SONY DSCpermettono di vivere diversi stili e diverse sensazioni. I giardini sono infatti sette e ognuno è particolare. Si passa da quello spagnolo al giapponese, dal fiorentino al francese, realizzato per assomigliare al ponte di una nave (la baronessa obbligava i suoi SONY DSCventicinque  giardinieri a indossare i vestiti da marinai), fino al giardino dell’amore, in cui appunto le fontane musicali, si attivano ogni 20 minuti. E poi quello delle pietre, più aspro e primitivo e quello provenzale. I roseti e lassù, a dominare,SONY DSCla statua della Dea Venere, dea dell’amore e della bellezza. Ma dei giardini parleremo meglio un’altra volta, oggi, vi farò entrare in questa splendida villa. Il portone di accesso ci permette di metter piede in un grande salone e da qui, si smistano i vari locali.SONY DSC Primo fra tutti, il salone per ricevere gli ospiti che, come altre stanze, si affaccia sui giardini di un verde smagliante. Le poltrone, imbottite e lavorate, mostrano l’usura degli anni ed è facile immaginare la giovane donna, seduta a chiaccherareSONY DSC con amiche o artisti. Poco più in là, si può accedere alla sua stanza. E’ una camera da letto che da sul rosa. Un rosa tenue, dolce e, meraviglia delle meraviglie, possiamo vedere su una sedia, il suo abito delicatamente sistemato, le sue piccole SONY DSCscarpette bianche ed eleganti e un vassoio d’argento contenente le tazze per il tè e la teiera. Il letto è grande e sembra comodo. Il copriletto, lavorato minuziosamente. E i suoi guanti, il suo specchio, la sua spazzola. Come una principessa. E che bellezzaSONY DSC gli affreschi sulle pareti, sul soffitto, a volte alternati da arazzi enormi, costruiti a mano, e mosaici originari di Pompei. Anche il pavimento del primo piano, è in realtà un vasto mosaico. Tutto è sontuoso ma senza strafare, c’è un tocco di delicatezzaSONY DSCe buon gusto che regna ovunque. Questa casa è ricca di suo. Ricca di storia, di arte, ma anche di finezza. Un patrimonio per tutta la Riviera della Francia del sud. E quanti regali da tutto il resto del mondo ha ricevuto la nostra baronessa! Soprattutto dall’Oriente.SONY DSCA parte le statuette in giada e quarzo, guardate queste piccolissime scarpette. Venivano usate dalle donne e più avevano il piede piccolo, più venivano considerate affascinanti. Molto lavorate così come i vestiti. Tutti doni per Beatrice, SONY DSColtre a oggetti preziosi acquistati direttamente da lei. E cosa dire dei suoi set? Ricchi di ogni utile oggetto. Il set da bagno, con tanto di acqua di rose e acqua di colonia, e il set da safari; immagini che fanno sognare. Sognare quella BaronessaSONY DSC di Rothschild nella giungla africana trasportata da elefanti e uomini di colore e con l’ombrellino sulla testa, non pensate anche voi? Una vera nobildonna. Frustino, cannocchiale, zanzariera. E anche tutte le sue collezioni di porcellane sono da nobildonna,SONY DSCper non parlare della sala da pranzo, imbandita da tanto valore e dove, sopra a un caminetto, regna un grosso orologio anch’esso rosa. Tutto quello che vediamo appartiene oggi all’Accademia delle Belle Arti francese ed è di estremo valore. E’ stata la stessa Beatrice a donare tutta la sua dimora all’ Istituto attraversoSONY DSC il testamento del 25 febbraio del 1933, un anno prima di morire. E tutto è stato mantenuto come allora, con la stessa cura e la stessa gelosia che aveva lei. Le tapezzerie di queste stanze, e i tendoni, arrivano dal Vaticano e sono preziosissimi e imponenti. Sfavillanti di ogni colore, SONY DSCattorno all’orologio rosa, fanno pensare a un tempo che si è fermato tanti anni fa e tutto, è rimasto come allora. Qui, in questo salone, il pavimento è composto da un elaborato parquet. Lo stile Impero dei mobili è stato prettamente deciso da un tocco femminile, su questo non c’è dubbio. GliSONY DSCarchitetti uomini, hanno probabilmente pensato a tutto il resto. Ora, possiamo andare al piano superiore dove c’è la sala dei Putti. Da quaggiù, la si può intravedere attraverso la balconata sorretta da colonnine di marmo e che splendore, tutto SONY DSCda guardare il soffitto! In legno, intagliato e rivestito da ritratti di personaggi illustri. Sembra quasi che la Baronessa non sapesse più dove mettere le sue opere d’arte alle quali teneva particolarmente. Una scalinata di marmo ci porta al pianoSONY DSC superiore, topina è felicissima di poter far finta di essere una principessa e salendo, continua a lanciare occhiate a quegli abiti protetti da teche di vetro. Quanto vorrebbe indossarli e uscirci per farli vedere alle sue amiche senza dover per forzaSONY DSC aspettare il carnevale! Degli uccelli di bronzo si affacciano e guardano di sotto accompagnando il nostro cammino che si è nuovamente riempito di curiosità. Molti sono gli specchi, antichi, che allargano e ravvivano il corridoio. Molti i busti e iSONY DSC tappeti, anch’essi, inutile dirlo, cucini completamente a mano. Qui, c’è ancora una camera da letto e una stanza dedicata alla lettura dotata di comodo divanetto. La camera matrimoniale invece, chiamata “stanza blu” è composta da due letti ricopertiSONY DSC da un tessuto blu scuro, profondo e con testiere importanti e rivestite di velluto. Dagli spiragli delle persiane leggermente aperte s’intravedono i giardini, curati nei minimi particolari, non vedo l’ora di scendere e andare a vederli più da vicino. SONY DSCE la baia di Cap Ferrat, meravigliosa. Laggiù, una villa a ridosso del mare, ha persino un porticciolo privato; possono usare la barca come noi usiamo l’auto, ci pensate? Giro l’angolo. Prima di poter scendere ho ancora molte cose da vedere. SONY DSCMi colpisce il tavolo da backgammon o tavola reale che dir si voglia. Un gioco anticchissimo, si dice sia nato addirittura 5.000 anni fa ma mi fa sorridere pensare a dei nobili intenti a queste attività ludiche eppure, perchè no? Anzi, ci sono delle SONY DSCricamate sedie tutt’intorno e questo significa che si facevano gare importanti e con tanto di pubblico! Sopra a questo tavolino che si può aprire e chiudere, due grossi candelabri in argento. E poi, ancora statue, ancora sculture, ancora regali: SONY DSCorientali, fiamminghi, africani. Delle lavorazioni che lasciano di stucco. E poi, tappeti enormi, grandissimi. Non avete idea la loro immensità; riuscivano a riempire un salone intero. Bene, ora finalmente posso andare a scorrazzare nel parco. SONY DSCNon vedevo l’ora anche se, dettagliatamente, ve lo racconterò in un prossimo post perchè merita un articolo tutto suo e inoltre, non voglio tediarvi troppo. Passo prima al piccolo chiosco chiccoso della villa a bere un fresco cocktail e m’inoltro. SONY DSCI barman sono gentilissimi e tutti vestiti con elegante divisa. Ve l’ho detto che Villa Eprussy è anche locazione per matrimoni. Sposarsi in questo contesto dev’essere incredibile per le spose che amano fare le cose in grande e sentirsi delle vereSONY DSC principesse quel giorno! E ora perdonatemi ma devo proprio andare, non resisto più, quei meravigliosi giardini mi chiamano e inoltre, stà per iniziare la musica e quindi le fontane inizieranno a danzare. Che spettacolo divertente. Andrò aSONY DSC sedermi su quelle panchine in cemento per ascoltarla meglio e rilassarmi. Villa Eprussy non è piccola, ho già camminato tantissimo! Non mi resta altro che augurare anche a voi una felice giornata e ovviamente consigliarvi di venire aSONY DSC visitare questa dimora se vi capita di passare da queste parti. Passerete un pomeriggio fantastico e vi conviene farlo durante la bella stagione per poter godere anche dell’esterno. Questa casa è sempre aperta e, in estate, lo rimane ogni giorno finoSONY DSC alle ore 19:00. Potrete anche sedervi sulle ringhiere bianche in muratura e lasciarvi ammaliare dal panorama vasto e azzurro che vi si presenta davanti e vi fa sognare. Un bacione topini e vi aspetto per la prossima avventura. La vostra Pigmy.SONY DSC

Piccola, dolce, Tea

Tea,SONY DSC la dolcezza fatta a cagnetta. Un muso che parla da solo, e due occhi che chiedono solo baci. Occhi grandi, scuri, profondi, sinceri.

E Tea, i baci, è anche ben felice di darli! Sottrarsi al suo affetto è praticamente impossibile! Tea, che meritava anche lei la sua pagina qui, in prima linea, e di essere conosciuta da tutti voi.SONY DSC

Tea, alla quale basta davvero poco per risultare un piccolo concentrato di simpatia e dolcezza. E beh… insomma, tanto piccolo non direi se si conta che è lo splendido frutto tra un beagle, un labrador, un segugio e qualcos’altro di simile. Uno strepitoso cocktail instancabile e carico di ardore.

Sempre con il tartufo piantato a terra, sempre ad annusare, Tea, sa dire perfettamente da quanto tempo è passata una probabile preda, ma non è quello il suo lavoro. I suoi padroncini non la utilizzano per la caccia ma solo per la compagnia. Già, dico compagnia perchè… perchè era TeaSONY DSC che avrebbe dovuto accompagnare loro nelle passeggiatine tra i campi, e non viceversa. Oh insomma, beh sì, erano loro che sarebbero dovuti stare seduti sul divano, e non viceversa. Ma cavoli, erano o non erano loro che comandavano in quella casa?! 😀 SONY DSCEbbene, questo è quello che Tea è riuscita a fare: stravolgere la tranquillissima vita dei miei due mega topo-zii. Completamente.

In fondo, li capisco. Come si può resistere a certe espressioni? Ora, dovete sapere, che in queste immagini era proprio ancora solo una cucciola, (si accontentava del super materassone, non riuscendo a salire sulle nostre ben più comode sedute!) ma il brutto/bello è, che ancora oggi, nonostante sia cresciuta, è rimasta uguale! E’ solo un poco più chiara come tonalità di mantello. Può forse bastare questo a rinnegarle qualcosa? DireiSONY DSC proprio di no. E oggi, monta tranquillamente al nostro posto, sui comodi cuscini che dovrebbero accogliere ben altri fondoschiena.

Ma Tea è Tea e ogni cosa è per lei una scoperta e una conquista. Rincorrere le farfalle, saltellare libera nei boschi, annusare qualche fiore. Tea, e il suo nome è poesia, amabilità, cortesia. Anche lei splendida come una rosa. Che va d’accordo con tutti, gatti compresi, chi può non volerle bene? Con quelle sue zampone paffute e le orecchie che spesso usa come sipario per nascondersiSONY DSC se ne combina qualcuna…

Tea, che è stata tanto fortunata e altrettanto fortunati sono stati loro, ad averla accolta e poter oggi godere di tutto l’amore che sa regalare. Tea, nome di rosa, pura bellezza. Dirompente negli animi e che sa trascinare con enfasi e gioia. Tea, che fa bene all’umore, una grande cucciolona. Mille dosi di caffè. La sgargiante primavera. Tutte doti innate in lei.

Tea, che sembra non patire niente invece è molto fragile e non si vergogna di dimostrarloSONY DSC. Questo non la fa certo apparire più debole ai nostri occhi, solo più tenera, come se tutto il resto non bastasse.

Tea, che star con lei vuol dire fare un carico di felicità e allegria, che perdura per giorni, che ti rimane dentro.

Cara Tea, cagnetta felice, quanto sei bella. E allora io ti auguro tanta SONY DSCtanta gioia simpatica cagnetta, anche un pò mia.

E… pssss, mi raccomando, falli disperare un po’ gli zii ogni tanto, ma non diciamo niente, facciamo come se fosse ogni volta una bellissima sorpresa!

Un bacione!

M.

Il miraggio di Fata Morgana

Monte Ceppo, Valle Argentina, ore 16:30.

C’era una volta, tantissimi anni fa, qui nella mia Valle, una fata. Era una bellissima fata dai capelli lunghi e corvini, e dalle labbra rosse come i petali di una rosa.

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E questa splendida fata ballava, ballava. Passava le sue ore a danzare nel bosco, attendendo invano il principe della sua vita. La sua, era una danza malinconica; nessuno desiderava entrare in quella foresta scura. Nessun cavaliere, nessuna aitante guardia. Non c’era nulla di affascinante ad attrarre. Niente di particolarmente seducente nell’antro ombroso di quel suo nascondiglio. E allora la fata, che si chiamava Morgana, stanca di rimanere sola, decise di trarre con l’inganno un uomo accanto a lei. E, da quel giorno, iniziò a costruire la sua trappola, la quale, doveva assolutamente funzionare“.

Molte volte vi ho portato qui, in questo particolare angolo di mondo. La luce, la foschia, le nubi. Qui c’è la magia. Il sapore agrodolce della terra che entra nelle narici e si appoggia sulla lingua e una stranaA_7f76baa10d umidità che penetra nei vestiti.

La penombra dei Larici, il verde dell’erba perenne e il grigiore del cielo e della nebbia intorno a noi. S’innalzano e ci avvolgono il rosa e poi l’azzurro, e poi il fresco e l’aria che fa socchiudere le palpebre. Gli occhi lacrimano. Il clima?2012-11-16 17.04.29 Lo stupore? Chissà.

Utilizzo per descrivervi questo spettacolo, l’immagine che sanremonews ha dedicato a un mio articolo, (un caro regalo, che un giorno vi mostrerò) e una splendida foto che già conoscete, della mia amica Mirial (del blog: Sogni di una notte di Luna Piena).

E sapete di quale spettacolo vi sto parlando? Di quello chiamato – Il Miraggio di Fata Morgana -. Un nome magico come lui.

Conoscete tutti questo miraggio? E’ un miraggio particolare. Prende il nome dalla celtica fata che attirava a se marinai e guerrieri, un po’ come le sirene cercarono di fare con Ulisse.

Morgana (che a me invece piace credere amica di Merlino), riusciva a far vedere, ai malcapitati, luoghi inesistenti ma attraenti e condurli così a morte certa, attirandoli nella sua trappola, nella quale si perdevano senza via d’uscita.

Questo è il fenomeno. Si vedono cose che non esistono ma che sembrano vere e potete credermi! Io non so bene spiegarvi cosa accade scientificamente, ma so che è un insieme di curvature di luci, atmosfera e temperatura caldo/freddo a realizzarlo. E da qui, dal Monte Ceppo, a 1600 mt s.l.m., da dove si possono guardare i monti ma anche il mare, è facile, nel pomeriggio o all’alba (dipende dalla stagione), poter ammirare città che in realtà non ci sono di certo o vedere una Corsica, in quel momento invisibile, o troppo alta e troppo vicina per essere davvero lei! Oppure il mare, proprio lì, a due passi.

Insomma, se ne sentono di tutti i tipi e se ne vedono di tutti i colori. Quelli che hanno visto questo fenomeno, ne raccontano di ogni… Andando alla ricerca di questo miraggio, per potervelo spiegare meglio, ahimè invano, mi sono imbattuta in Wikipedia e ho scoperto che è molto frequente nello Stretto di Messina. Studiato quindi anche nelle terre vicine a noi, mantiene il nome di – Fata Morgana – anche all’estero. Se siete bravi scienziati, o fisici in gamba, questa enciclopedia virtuale vi potrà spiegare meglio di me in cosa consiste http://it.wikipedia.org/wiki/Fata_morgana_(ottica)

Uno spettacolo unico al mondo. E raro. Vederlo è una vera fortuna anche se ci sono luoghi in cui è più comune. Quello che usiamo fare noi della Valle Argentina, avvistato l’incredibile miraggio, è esprimere un desiderio. Siamo completamente circondati dalla natura più viva e, in quel momento, è bellissimo sognare. Palcoscenico suggestivo ed emozionante.

E voi, l’avete mai visto? Vivete anche voi in un luogo così incantato che offre certe visioni?

la prima foto è di forumalfemminile.com.

M.

Pioggia profumata

Cari topini, ogni tanto qui da me piove. Si comincia a starsene in casa alla sera mentre la calura estiva lascia spazio al freschetto del crepuscolo e allora mi sono detta “perchè non trovare un qualcosa di bellissimo e utile da far fare ai miei amici roditori?”. E così ho pensato ad un consiglio da darvi.

Si tratta di cosine che noi, qui nella Valle, prepariamo spesso e sono sicura che ne rimarrete soddisfatti anche voi. Oggi, infatti, vi voglio insegnare a fare un profumo. Un profumo che potrete usare sia per il vostro corpo che per i vostri ambienti.

Solitamente uso ricette di nonne e bisnonne ma, questa volta, desidero osare e prendere spunto dalla bravissima e famosa Titania Hardie che compone questo – Elisir di Giovinezza – includendolo nel paragrafo “Pioggia Profumata” del suo libro “Pozioni d’Amore”.

Questa è una pozione che lei indica perfetta per chi è giovane sia di età che nel cuore.

Dice Titania – Ravviverà le vostre energie in una giornata troppo lunga, faticosa, noiosa, dando sollievo alle menti stanche. Spruzzatevelo sul corpo dopo la doccia o vaporizzatelo su tende e lenzuola rilasserete voi stessi, l’atmosfera, l’ambiente e…. potrete anche attrarre l’altro sesso! -. E allora non perdo altro tempo, vi scrivo subito gli ingredienti che sono facilissimi da trovare e anche molto naturali e vi auguro un in bocca al lupo!

Allora, dovete procurarvi:

3 cucchiaini di acqua di fonte – 3 cucchiaini di alcool etilico (che potete trovare in farmacia) – 5 gocce di olio di rosa – 5 gocce di olio di bergamotto – 5 gocce di olio di rose geranium – 1 goccia di olio di zenzero.

La mia bisnonna creava gli oli essenziali ma, oggi, vado anch’io a procurarli in una buona erboristeria o distilleria. Nella mia Valle, ad Agaggio Inferiore, ce n’è una molto fornita delle sorelle Cugge.

Miscelate gli ingredienti in una bottiglietta per profumo, preferibilmente con atomizzatore, ed eccovi pronta una soluzione fresca e adatta ad ogni occasione. Vedrete che energia vi darà! Otterrete 25 ml di pozione, da agitare prima dell’uso.

Ah! Quasi dimenticavo, la foto che vedete in questo post non ha nulla a che vedere con gli ingredienti sopra citati ma mi piaceva e quindi ce l’ho messa 🙂 Fatemi poi sapere cosa siete riusciti a creare topini allegri! Io per adesso vi mando un bacio profumato e vi aspetto per la prossima creazione.

M.

La prorompente eleganza dell’Ortensia

Sono tanti i suoi colori. Il rosa, il fucsia, l’azzurro, il bianco, il verde… tanti e tutti meravigliosi. Non saprei quale scegliere.

L’Hydrangea, questo il suo vero nome, proprio grazie alla sua forma particolare, alle dimensioni che raggiunge e ai colori, è spesso la protagonista di belle opere in giardini e parchi.

Coltivarla infatti non è difficile ma ci vogliono alcune accortezze che, tra l’altro, ne determinano appunto il colore. La coltivazione in piena terra richiede clima fresco durante l’estate e sempre la mezz’ombra. Esige terreno di brughiera con aggiunta di terriccio di foglie e sabbia, neutro o acido. L’acidità del terreno, influenza appunto il colore dei fiori: il blu indica un terreno più acido.

Non dimenticate poi che essa ha i gambi vuoti al loro interno e può quindi far rifornimento d’acqua. E’ per questo che non dovete esagerare nel darle da bere o la farete marcire.

L’Ortensia, anche nome proprio di persona, significa voler fuggire, evadere, essere freddi ed altezzosi. Avere una spocchia sopportabile ma pur sempre esistente. E’ per questo che è stato usato spesso per i nobili come nel caso di Hortense Eugeniè Cècile Bonaparte, figlia di Giuseppina e figliastra di Napoleone e, in seguito, consorte di Luigi I, fratello sempre di Napoleone.

Oppure Ortensio, al maschile, personaggio della commedia cinquecentesca –La Bisbetica Domata – di William Shakespeare. Esso però, non era un nobile ma un gentiluomo.

Chi porta questo nome, non sta mai fermo. E’ un sognatore. La sua è una continua lotta per raggiungere una meta e, una volta soddisfatto il proprio desiderio, ne cerca un altro e si rimette in moto.

Seconda regina del giardino, invidiosa probabilmente della sua rivale Rosa, porta il nome della Dea Venere e, la radice del suo nome significa proprio “che sta nell’orto”. Dato ciò, si sente probabilmente in diritto, di poterci e volerci star da sola.

E’ così superba da essere addirittura tossica. Se ne sconsiglia quindi l’uso in cucina ma, in antichità, se ne beveva un thè preparato mettendo a macerare le sue foglie durante matrimoni e riti funebri per poter così evadere con la mente e mettersi in contatto con gli spiriti.

Mi fa sorridere pensare che anche i fiori hanno, per così dire, un loro “carattere”. Una personalità.

Si dice comunque, o meglio, alcuni ne sono convinti, che abbia proprietà diuretiche e antimalariche. Non lo so, vi riferisco semplicemente ciò che alcuni studiosi come, Carl Peter Thunberg, dicono di aver scoperto.

L’Ortensia è coltivata ovunque, come vedete dalle immagini, ce l’abbiamo io, la mia amica Niky che mi ha fornito le sue foto, mio nonno, mio padre e tutti quanti, sia sul terrazzo che in giardino ma la sua origine è orientale e asiatica. Sono infatti la Cina e il Giappone i suoi “genitori”. Le patrie nelle quali è spuntata per la prima volta.

Sono piante molto antiche ma, nonostante ciò, di loro, non si conosce ancora molto. Anche catalogarle in una famiglia è difficile. Facendo una ricerca, noterete che ognuno, la colloca in una famiglia diversa. Facciamo attenzione quindi. Magari usiamola solo a scopo estetico che direi essere l’ideale. Soddisfa pienamente le nostre esigenze da questo punto di vista. I suoi fiori, a forma di ombrello, possono formare composizioni davvero pompose. E’ meravigliosa a mio parere anche se un pò scorbutica a quanto pare!

M.

Due nuove amiche

Ed eccovi le due ultime arrivate a casa. Sono roditori anche loro.

Erano spaventatissime all’inizio, invece adesso si sono ambientate in questa tana che, per matta che è, è sempre meglio del cubicolo di vetro nel quale si trovavano.

Per lo meno, sono libere di girare diverse stanze, ora. Riempite di coccole fin dal primo momento, hanno capito subito di esser state fortunate e, alla sera, dopo essere state messe sul divano, se ne vanno dritte, dritte, sulla pancia di topino. Comode, le signorine!

Io sono stata detronizzata, ma sono i miei nuovi amori, così dolci e carine! Sono un porcellino d’india e una cavia peruviana e sono buffissime.

La cavietta ha un pelo morbidissimo, sembra angora, ed è tutto frisè, mentre il porcellino, anzi, la porcellina, ha il pelo irto come quello di un cinghiale e i baffi tutti stropicciati.

Sono piccole, stanno in una mano. Hanno un musetto dolcissimo e simpaticissimo. Sono animaletti adatti a chiunque, perché molto umili, non sono per niente agressivi e non mordono mai. Questo però, ci tengo a dirlo, non significa che siano dei giocattoli e che essendo così buoni, i bimbi (soprattutto) possano fargli di tutto e di più. Anzi, bisogna sempre trattarli con molta calma e dolcezza perchè sono paurosi. Sono i roditori con la gravidanza più lunga. tant’è che nascono già con il pelo e gli occhi aperti, pronti alla fuga! Davvero!

Inoltre, non sono i nostri bidoni della spazzatura, non sono nemmeno delle galline, alle quali potete dare da mangiare qualsiasi cosa. Un panino, a loro, fa molta gola, ma fa anche tanti male! Diamogli raramente un pezzettino di pane secco, tanto da farle contente, ma atteniamoci alla dieta più salutare per loro, come il fieno e alcuni legnetti da rosicchiare. Questi sono indispensabili, se non vorrete vedere il vostro porcellino con denti lunghissimi,  che provocano seri danni alla bestiola! I rami di prugna gli piacciono tanto, soprattutto se hanno i germogli e qualche fogliolina attaccata. Non fate mancare mai a queste  bestioline la vitamina C, per loro è fondamentale. La sua assenza, nell’alimentazione, può provocare tanti deficit e, infine, anche la morte. La assumono dal kiwy o dall’arancio e, ovviamente, nei negozi specializzati potrete trovarla in diverse forme. La lettiera dev’essere anch’essa naturale: segatura, truccioli, fieno pressato… E poi, va bene la libertà, mai bisognini si fanno nella gabbietta.

Sono educatissime e molto pulite. Pensate che, di tutta la gabbia che hanno a disposizione, fanno la pipì solo in un punto ben preciso. Tutto il resto deve servire a mangiare, a dormire e a giocare. Per l’igiene, non le batte nessuno. Devo dire la verità, però: Rosa, quella con il pelo lungo, ogni tanto s’imbratta parecchio e allora devo farle il bagnetto. Non c’è nessun problema a lavarle, ma bisogna poi asciugarle bene, bene. Mai lasciarle nell’umido e, anche la verdura e la frutta che gli date devono essere sempre ben asciutte e mai fredde di frigo.

L’altra, invece, si chiama Cigala. Quando ci chiamano, emettono un suono simile a  un cigolio. Un “si” francese -Ui! Ui!-.

Interagiscono molto con l’essere umano se sono trattate bene. A modo loro, sanno essere davvero affettuose.

Ok, ora basta, non voglio fare il veterinario della situazione. Volevo farvi conoscere queste mie due nuove amiche con le quali passerò sicuramente tanto tempo insieme divertendomi e, un giorno, vi farò conoscere anche tutti gli altri loro amici. Ops! Non ve l’ho detto. Se ben accuditi, questi animaletti possono vivere dai quattro ai sei anni, tolte le eccezioni!

Un bacione a tutti!

M.

Il cielo della Valle Argentina

Cari topi, il cielo della mia Valle è come il vostro, ma voglio raccontarvelo lo stesso.

E’ quella distesa limpida e azzurra o coperta di nuvole che paiono la barba del Padreterno.

E’ il cielo grigio, offeso e arrabbiato.

E’ il cielo brulicante di uccelli e di luci colorate, sfumature affascinanti.

Il cielo della mia Valle, però… Ah! E’ proprio particolare.

La sua volta ti protegge, ti avvolge, è onnipresente e sembra davvero di poterla toccare.

Cambia colore e si manifesta in tutta la sua bellezza nelle sfumature sempre diverse dalla sera alla mattina.

E’ un cielo che segue le stagioni, i mesi, le giornate e le ore. Nei periodi freddi è gelido anche lui, mentre in quelli caldi sa offrire ancor più calore.

Tiene compagnia, con la sua presenza e i suoi mille rumori. Il canto dei suoi abitanti alati è sublime e la sua stessa voce accompagna la vita di noi esseri umani. Talvolta impreca sfogandosi con voce tonante, altre resta in silenzio a guardare la vita che scorre sotto di lui. A guardarlo, ispira sogni e intuizioni. E’ questo, il cielo della mia Valle.

E’ uno spicchio di atmosfera terrestre che qualche volta si tinge di arcobaleno.

In questo post voglio regalarvi cinque scatti del mio cielo. Guardate i raggi del sole che squarciano le nuvole per potersi allungare verso i paesi. Guardate ancora una volta le nuvole che si scostano per lasciarci rimirare  la luna alta nel cielo in un tempo da lupi. Nelle mie immagini potete vedere l’azzurro intenso, il turchese col quale mi sveglio quasi ogni mattina e il pallido rosa del tramonto.

Il cielo è tutto bello, da qualsiasi luogo lo si osservi. A volte l’uomo lo annebbia, ma, al di là dell’artificiale foschia, lui c’è.

E’ talmente magnifico che per me è un toccasana anche il solo guardarlo. Non per niente ha ispirato poeti e cantanti… gli artisti gli hanno dedicato le parole più belle.

Ammiratelo anche voi. Vi farà fantasticare, come quando eravate topini. E’ lui che ci permette di volare, pur non avendo ali. E quando da adulti, non lo consideriamo più come un tempo, dando meno importanza alla sua presenza, proviamo a soffermarci un secondo solo e alziamo gli occhi a guardarlo. Se sapremo farlo nel modo giusto, ci regalerà sensazioni uniche.

Vostra Pigmy.

P.s.= Non sono l’unica autrice di queste immagini, alcune sono state fatte anche da Niky e sono meravigliose.

M.

Benvenuta Primavera!

Si. E’ arrivata. In silenzio, discreta, senza nemmeno farsi sentire. Non ha fatto nemmeno un rumore. Ma non rimane nascosta, invisibile. Non può. Ciò che porta con sè esplode. In un tripudio di colori, di delicatezza, di armonia. Un trionfo alla gioia, alla luminosità. Chiunque la festeggia. E noi topi, la vediamo in ogni cosa. Anche nel verde più rigoglioso delle foglie.

Un verde più estroverso, meno gentile, meno pallido di un mese fa. Ma è inutile, anche a noi, come a voi esseri umani, ciò che colpisce più di tutto sono gli alberi in fiore e i loro colori.

Piante, arbusti, cespugli che si vestono a festa per onorare questa stagione.

E allora eccoli i Mandorli, i Peschi, i Ciliegi, i Susini tutti fioriti!

Fiori di una delicatezza incredibile. Basta guardarli che, i loro petali, si staccano e cadono dolcemente sul terreno da tanto che sono delicati. Basta un piccolo soffio di vento che passa a trovarli.

Allo stesso tempo però hanno una forza indescrivibile e sapete perchè? Perchè quando erano ancora solo piccoli germogli sono riusciti a sopravvivere al gelo. Un gelo importante quest’anno. Si sono aggrappati alla vita con i loro butti teneri e pelosetti e, da lì, non si sono più mossi.

Instancabili, tra poco, ci daranno anche i loro frutti.

Tra di loro, nella mia Valle, spiccano tantissime ed enormi piante selvatiche di Mimosa. Il loro giallo acceso le fa distinguere da tutto il resto e, passarci sotto, sembra volersi far piovere addosso piccoli pallini di cotone colorato. Come si può rimanere insensibili a tanto fascino? Come si può passare e non notare tanta meraviglia?

Anche i fiori dei prati e dei campi sembrano cantare un inno di felicità mostrandoci tinte forti che colpiscono. C’è il viola cupo, l’arancio intenso, il blu ciano e il rosso carminio.

Ci salutano le Primule che torneranno il prossimo inverno e lasciano il posto ai fiori selvatici.

E’ come se la natura dovesse andare ad un importante ricevimento. E’ come se volesse farsi ascoltare, farsi vedere. E per me è tutto. E’ come una divinità.

Rimango estasiata da tanta bellezza.

E allora, visto che proprio in questo periodo possiamo notarla meglio, impariamo a rispettarla di più questa natura che ci circonda.

Benvenuta Primavera! Sono felice che tu sia arrivata. La tua Pigmy.

M.