Verde come lui

Il Muschio topi. Appena lo si intravede si pensa al Nord, all’umidità, all’ombra. In effetti quando nasce e dove nasce e il perchè nasce è proprio dovuto a questi fattori. Tanti sono i punti nella mia Valle ricchi di questa erba che si scontra con SONY DSCpiante più provenzali, per noi tipiche, e capaci di vivere nella siccità, arrampicate per i massi, come: il Timo, l’Origano, il Biancospino, la Lavanda.

E’ soffice, morbida ma anche molto pregiata. Ricca di sali minerali e idratante. Sfatiamo il mito che può essere utile solo per fare il presepe di Natale, anche se molto adatto. Avete mai pensato, ad esempio, che può servire anche per tenere in fresco gli alimenti? Carico di fredda acqua, e avvolto sopra il sacchetto contenente il cibo o le bevande, è un ottimo, anche se temporaneo, frigorifero naturale. Così facevano i nostri vecchi quando trasportavano le merci per la Via del Sale, fino in Piemonte. Appartiene alla famiglia delle Bryopsida e il suo vero nome è Bryophyta, la razza più comune SONY DSCquantomeno. Ce ne sono di tante tipologie, pensate, ben 24.000. Sono tantissime. Fa parte di quelle piante che nutrono, difendono e arricchiscono il sottobosco ed è un utile nascondiglio e habitat perfetto per quegli esserini minuscoli che popolano i piedi degli alberi. Esserini che noi nemmeno vediamo. Questo tipo di flora è definito – non vascolare – rispetto alle altre piante in quanto manca di strutture vascolari completamente differenziate e lignificate. L’assorbimento e il trasporto dell’acqua e dei sali della terra, infatti, entrano all’interno di essa grazie ad un circuito capillare come quello SONY DSCdel nostro strato epidermide (il primo strato della cute) e interessano tutta la superficie della pianta. Esse sono anche strutture di sostegno e rendono le sue foglie e i piccoli rametti sodi e turgidi. Di Bryophyta ne esistono di molti tipi, come vi dicevo prima, dalla più piccola, che non raggiunge nemmeno il millimetro di altezza, alla più grande, ma non italiana, che arriva fino ai 70 centimetri.

Il Muschio è così bello accarezzarlo con il palmo della mano e, in campo estetico, è molto efficace nel trattamento della pelle seborroica; è un sebonormalizzante, disinfettante, tonico e rivitalizzante. Ha SONY DSCinoltre proprietà antisettiche poichè contiene iodio e quindi impedisce o rallenta lo sviluppo di virus e batteri. Si può infatti mettere anche sulle ferite per evitare la formazione di infezioni e anticipare la guarigione. Senza contare che c’è gente alla quale il Muschio ha letteralmente salvato la vita. Coloro che si sono, ahimè, dispersi nella Tundra, ambientazione fantastica e quasi surreale, si sono alimentati grazie ad esso e, sempre grazie ad esso, hanno potuto ingerire sali minerali e oligoelementi utili al nostro organismo e per la sua sopravvivenza. E possiamo forse dimenticarci delle leggende legate a questa particolare pianta? Certo che no.

Nella mitologia alpina, ad esempio, esso serviva a nascondere la gobba schiena delle Anguane, figure acquatiche protettrici dell’acqua e di ogni sua fonte, simili alle Ninfe con piedi di gallina, di anatra o di capra, gambe squamate e con una schiena rovinata. Il Muschio era la loro veste e così si mimetizzavano nei boschi. Come oggi fanno i nostri soldati durante le missioni speciali. Verde come lui. C’è solo lui. Chiaro o scuro che sia. Intenso.

Il Muschio, una pianta importante da accarezzare che abbraccia gli alberi, la terra, le pietre, l’asfalto. Una pianta indispensabile per varie ambientazioni.

Un bacione verde topini.

M.

Pappa sana: Il Grano Saraceno

Quanti di voi stanno storcendo il naso e dicendo “bleah“? Ebbene topini cari, lasciatevelo dire, siete in errore. Orsù, la cioccolata è più buona, come no. Il salame è più buono, perbacco! La pastasciutta, ricca d’intingoli, certamente. Ma ce la vogliamoSONY DSC dare una pulizia a stè panze almeno una volta all’anno o no? Che poi, insomma, non è nemmeno questo gran sacrificio… credetemi, non vi stò mica dicendo di mangiare… che so… il pane di segale ecco! Lo conoscete il pane di segale?! Quel coso nero, duro, che sembra un mattoncino, già tagliato a fette, avete presente? E cavoli! Farà anche bene, ma da deglutire è davvero tremendo! Lo mangio ogni tanto ma, con un po’ di fatica, lo ammetto.

Invece il grano, questo spettacolare e piccolo frutto della terra, oltre ad essere salutare è anche buono! – Non è vero -, direte voi. Allora forse non siete riusciti ad accompagnarlo con i giusti elementi che riescono a renderlo buono. Ok, topi, posso crederlo e, a questo punto, non mi resta altro che descrivervi il mio metodo. Vi premetto che questo, è il modo più semplice. Cioè quello di quando arrivi a casa alla sera e non sei ancora riuscita a preparare nulla da mettere sotto i denti.SONY DSC Figuriamoci se ci perdiamo un po’ di più. Diventerebbe davvero goloso.

Bene, allora dai, mi preparo, taglio a rondelle sottili uno scalogno e lo metto in un tegame con un filo d’olio e due o tre foglie di salvia. Non farò sfumare con del vino bianco perchè voglio fare una ricetta salutare ma, l’idea, ve l’ho data ugualmente.

Tanti di voi possono usare, a questo punto, il dado. Io sono contraria al dado che si compra, sia vegetale che di carne, e quindi, o uso il dado che mi faccio io, o non uso dadi e vado giù di spezie.

Aggiungo infatti un po’ del mio caro curry e una punta di noce moscata. Gli amanti della macrobiotica non mancheranno di mettere il miso, una polpa di soja, sale e orzo (buona e salutare che funziona come un dado).

La migliore variante è quella con la verza. Tagliata fine, a striscioline, è ottima per accompagnare il nostro Grano. Questa volta io non l’ho messa ma, che sia chiaro, potete unire ogni verdura che volete.

Butto in pentola il Grano. Prima l’ho risciacquato in un colino sotto l’acqua fredda corrente e ora ha fatto un sordo ssssh… all’interno del recipiente.

Il fuoco è sempre al minimo, cerco di far tostare il Grano più che posso prima di aggiungere l’acqua. Acqua che poi dovrò mettere obbligatoriamente ma, mezzo bicchiere per volta, non di più e, prima di mettere l’altra, mi accerterò che la prima si sia ben prosciugata.

Salo e, la mia chicca sono i semini salati di sesamo. A noi topini piacciono tantissimo! Sono una prelibatezza! Il mio Grano, in tutto, ha cotto poco più di venti minuti ed era quello decorticato. Ma questo lo sentite a vostro piacere. In questo caso, niente ammollo il giorno prima. SONY DSC

Una volta cotto, verrà versato su di lui un filo d’olio crudo extra vergine (poco mi raccomando) e, abbellito con qualche guarnizione, oltre ad essere buono, piacerà alla vista e a tutto il vostro organismo potete starne certi! Anzi, se starete in silenzio, sentirete i vostri organini ringraziarvi più volte!

Oh si roditori… vedete, il Grano Saraceno, originario dall’India, è ricco di sali minerali, come il ferro, lo zinco e il selenio e irrobustisce tantissimo le pareti dei nostri vasi sanguigni riducendo il rischio di emorragie nelle persone affette da ipertensione e migliorando la microcircolazione nelle persone con insufficienza venosa cronica, per non parlare dei capillari che si spaccano nelle gambe delle donne o sul viso.

L’unica controindicazione che il Grano Saraceno possiede è quella che gli si può essere fortemente allergici ma, sono state rare, in Europa, le reazioni allergiche verso di lui.

Esso, inoltre, grazie alla sua capacità di fornire energia e vigore, può essere introdotto anche in diete per sportivi, per donne in gravidanza e per persone anziane ma, datelo senza paura anche ai vostri bimbi in crescita, magari al posto del pane (per chi soffre di epistassi per esempio è l’ideale).

Insomma, potete fidarvi, è un ottimo alimento. Dopo avervi dato questi consigli, io vi saluto e vi aspetto per il prossimo post. Bacioni!

M.

Andiamo ai Laghetti

Oggi topi vi porto alla scoperta di un luogo davvero incantato della mia Valle.

Siamo nelle vicinanze di Badalucco e, qui, il torrente Argentina, ci mostra il meglio di se. Il palcoscenico che possiamo vedere e vivere è meraviglioso.

Un’acqua limpida e cristallina, dalle tonalità verdi, scende dagli alti monti, e precisamente dai pressi del Monte Saccarello per andare poi a sfociare nel mare tra Riva Ligure e Arma di Taggia. Questa è la casa delle trote, dei gamberi di fiume, delle ranocchie e dei gerridi. Delle ninfee e tante altre piante acquatiche.

E’ l’acqua che brilla sotto il sole che s’infrange contro le pietre bianche e spruzza goccioline rinfrescanti.

Chiamato anche Fiumara della città di Taggia, questo fiumiciattolo è lungo circa 40 km e, nella sua discesa, forma tanti laghetti che d’estate diventano una delle mete preferite da bambini e bisognosi di quiete e divertimento.

Eh già… è bellissimo fare il bagno nel fiume!

Questi laghetti sono, ad esempio, “il laghetto delle Noci” di Molini, o il “lago Verde”, “i laghetti” di Montalto e tanti altri. Tra questi, i laghetti di cui vi parlo oggi.

Delle splendide pozze d’acqua dove, udite udite… ci si possono ovviamente portare i nostri amici animali a fare il bagnetto! E vi assicuro che si divertono un mondo!

Questi laghi, alimentati dai sali minerali delle rocce e, in modo scarso nel nostro caso, anche da nevai e ghiacciai, offrono comunque un’acqua ricca di sodio e magnesio e, ovviamente, hanno anch’essi una salinità se pur bassissima.

Il loro colore è dovuto proprio a ciò che contengono ma anche dal muschietto che si forma sulle pietre del fondo essendo acqua meno corrente.

Fate molta attenzione infatti a fare il bagno in questi posti, il rischio di cadere e fare scivoloni è all’ordine del giorno.

Anche in estate, quest’acqua, è molto fredda, in inverno, impraticabile del tutto. Negli ultimi anni addirittura si forma in superficie uno strato di ghiaccio semitrasparente e i pesci ci nuotano sotto. Mi chiedo come fanno! Mi vengono i brividi solo a pensarci!

E mi vengono i brividi, ma dall’emozione, anche a guardare queste zone. Non le trovate bellissime anche voi? Capite perchè mi considero fortunata?

Questi piccoli laghi e quest’acqua che scorre, tutti gli alberi intorno, i fiori, i cespugli… sono una meraviglia della natura!

Non mi stancherei mai di ammirare ciò che mi circonda. E, a proposito di ciò, vorrei segnalarvi una bellissima poesia intitolata “Penso a…” del progetto scuola elementare – Poesie sull’Acqua

Penso…
ad un animale che salta nel silenzio,
all’ acqua che scroscia
tra le pietre del fiume.
Penso…
ad una tempesta che inonda le navi,
ad un delfino che salta tra una nuvola e l’altra

Penso a…
Un mare con la luna
che splende nel cielo blu
con tante stelle cadenti attorno
che sembrano fuochi d’ artificio.

Penso a…
una notte d’autunno;
le foglie cadono dolcemente
dentro l’acqua
mentre c’è la luna piena.
Un’onda porta via le foglie,
arriva la pace.
E’ un lieve sogno.

Bella vero? Ora però topini vi saluto.

I laghetti mi aspettano e io non resisto. M’infilo il mio costumino fatto di foglie di fragoline rosse e vado a tuffarmi nell’acqua! Chi me lo fa fare di andare al mare dove non c’è nemmeno un buchino per posizionare il mio guscio di noce? E poi qui, possiamo divertirci davvero tutti. Di qualsiasi razza siamo!

Un bacione, alla prossima!

M.

Anche gli alberi hanno freddo

Siamo in estate. In questa stagione, come è risaputo, fa caldo (che bello!), tanto caldo.

Tutta la natura vive senza dover affrontare il gelo invernale, persino noi topini cambiamo il pelo. Va via quello più soffice e folto e rimane quello più sottile. Anche i miei cugini scoiattoli in questa stagione sembrano spelacchiati, ma in realtà, tutti noi abbiamo meno pelo per non patire il caldo.

La stessa cosa auccede alle piante. La corteccia si assottiglia, si squama quasi come in uno dei processi di cheratizzazione del corpo umano, quando le cellule morte scompaiono e dallo strato germinativo ne nascono altre, più sottili, morbide e idratate. E allora, a questo punto, ci possiamo chiedere: come fanno in inverno alcuni alberi a non patire il freddo?

Hanno i loro trucchetti. Guardate queste immagini.

Avete già capito, vero? Sì, il muschio che le ricopre sembra davvero una calda copertina di lana. Queste foto sono state scattate a febbraio, a Monte Ceppo (1600 metri di meraviglia). Immaginatevi il freddo. E’ davvero intenso, posso assicurarvelo. A maggio, in alcune curve, c’era ancora la neve!

Queste conifere, abituate alle basse temperature, nonostante tutto si godono questa stufetta vegetale che viene in loro soccorso. I licheni, che formano questa lanugine, hanno anche altri importanti compiti. Primo fra tutti quello di mantenere e introdurre nella pianta i metalli e i sali minerali utili al vegetale per crescere sano e forte. Infatti, sono prevalentemente le piante più anziane a venir ricoperte. Ma non è finita qui. Essi sono anche ottimi indicatori ambientali. E’ risaputo che dove c’è la loro presenza l’aria è salutare e poco inquinata.

Può capitare spesso di vedere i licheni, ma forse non ci si  domanda perchè sono lì. Ebbene, oggi, se ancora non lo sapevate, avete scoperto le loro importanti funzioni. Nella mia Valle sono davvero numeros, questo mi rende contenta perché, oltre a essere bella è anche sana!

Squit a tutti, topini!

M.