Pigmy – Topolina francese II° parte

Ed eccoci, quindi, alla seconda parte del mio tour parigino.

Dopo una colazione tranquilla, ci siamo dirette verso…. Versailles! Abbiamo deciso di andare in taxi, volevamo goderci le distese coltivate e le caratteristiche case, prima di raggiungere il Palazzo Reale di Luigi XIV.

Ebbene, non ci crederete, ma il tassista si è perso. Ve lo assicuro! Si è perso! A un certo punto ha fermato il tassametro perchè stava facendo una figura barbina. Poverino, che tenero! Insomma, gira che ti rigira abbiamo fatto un’ora e mezza di taxi. Posso dire di conoscere i dintorni di Parigi alla perfezione, ora, per lo meno!

Finalmente siamo riuscite a raggiungere la meta desiderata e, credetemi, c’era da lasciarci gli occhi. Ho capito perché i francesi hanno fatto una Rivoluzione! E’ veramente uno smacco alla povertà. Bellissimo, ma dà quasi fastidio vedere tanto sfarzo. Il palazzo era magnifico, esagerato, pieno di affreschi, arazzi e tappeti, ma il mobilio era quasi del tutto assente. Le porte erano alte 5 o 6 metri e sappiamo tutti quanto era alto il Re, invece!

I giardini mi sono piaciuto tantissimo. Sono esagerati, megagalattici, lo so, ma davvero impressionanti. Erano grandi come tutta la mia Valle! Un intreccio incredibile di boschetti, siepi, statue e labirinti… La fontana di Apollo, quella di Saturno, il giardino del Re e quello di Maria Antonietta, i laghi… che magnificenza, topi! E il grande canale è un lago immenso dove si può andare in barchetta accompagnati da splendidi cigni con gli anatroccoli appresso. Insomma, sono rimasta sbalordita.

Siamo uscite dalla reggia dopo avervi trascorso  tutto il pomeriggio e, tornate nella nostra Parigi, abbiamo deciso di fare una bella passeggiata in Avenue du Maine a Montparnasse, dove abbiamo visto la grande torre e la chiesa dell’Alèsia. Infine abbiamo cenato in un ristorantino thailandese. Il cibo era ottimo, per me è stata una bella scoperta. Abbiamo proseguito la passeggiata lungo il viale, che era spettacolare proprio come tutti i viali e i boulevards di Parigi, una città molto più verde di qunato si possa pensare.

L’indomani siamo saliate sulla metropolitana alle 9: dovevamo vedere parecchie cose, non c’era tempo da perdere. Ci siamo dirette verso il Louvre, poteva forse mancare nel nostro programma? Sarò sincera, ne abbiamo visto solo una parte, un po’ per mancanza di tempo e un po’ per lo scarso interesse che nutrivamo nelle ultime opere esposte. Nel Louvre abbiamo visto tanti dipinti famosi che conoscete anche voi e gli appartamenti di Napoleone. Abbiamo scattato qualche foto alla piramide e fatto una piccola merenda nel deor.

Mi è piaciuto il testamento di Luigi XVI: le parole erano tutte ricamate, lettera per lettera, in filo dorato su seta: un lavorone! Conclusa la visita al museo, abbiamo sostato ai bellissimi giardini della Tuileries, che portano fino a Place de la Concorde, dove l’alto obelisco apre la via agli Champs Elysées. Laggiù in fondo, c’è l’Arc de Triomphe. Desideravo tornare in albergo e togliermi un po’ di sudore, perché  prendere il sole nel parco mi ha sì ristorata, ma anche accaldata.

Bene, l’aereo l’avevamo provato, il taxi pure, la metro anche, i piedi li avevamo consumati…. non ci rimaneva che sperimentare il risciò! Pronti… via! E così un ragazzo con musica da discoteca a palla ci ha riportate nei pressi dell’hotel. Che figura! Tutti ci guardavano e ridevano.

La serata si è conclusa con la mitica Tour Eiffel. Di quattro ascensori ne funzionava solo uno e, in quello, la coda arrivava sino al Trocadero. Era impossibile. Così con le mie zampette bioniche ho preso la decisione: Topoamica ha fatto per me una delle più grandi prove d’amicizia di tutti i tempi. Siamo salite a piedi fino al secondo piano della torre. E secondo voi, quante foto ho fatto? Mille!Fantastico. Si vedeva davvero tutta Parigi: le sue luci, i suoi prati, le sue case, le barchette che cavalcavano la Senna e gli ultimi uccellini che andavano a dormire.

Il ritorno all’albergo, è stato ancora più divertente di quello del pomeriggio. Non ci siamo fatte mancare nulla e con un’ape-car cabrio panna e bordeaux ci siamo dirette al  nostro nido. Ancora una volta abbiamo dato spettacolo ai parigini divertiti che ci guardavano e ci indicavano. La mia vacanza è quasi finita topi. Abbiamo fatto un salto al cimitero di Montparnasse. Ho visto la tomba malconcia di Baudelaire e di Sartre assieme alla moglie Simone de Bouvoir, poi abbiamo fatto una passeggiata in Rue Froidevaux scorrazzando tra i banchi di un mercatino dell’usat, poi abbiamo affrontato il volo di ritorno.

Allora, vi è piaciuta la mia gita? A me tantissimo. Mi sono divertita e rilassata e ovviamente, è così bella questa città che sarei voluta stare molto di più. Ma c’è un tempo per ogni cosa, non disperiamo. Sono stata già molto contenta così, anzi, non credevo di riuscire a fare e vedere tutto quello che vi ho raccontato.

Vi abbraccio e vado a prepararvi un nuovo post della mia Valle, la topina francese è un bel ricordo, ora però c’è da lavorare!

Baci!

M.