Angoli di Valle – Molini, Triora, Langan

Ci sono delle zone, nella mia Valle, che permettono di vivere momenti indimenticabili solo lasciandosi ammirare.

Quante volte impazziamo meravigliati dalla bellezza della scenografia di un film? Quante volte vorremmo essere in quei luoghi che stiamo vedendo e invidiamo gli attori? Quante volte pensiamo che non sia possibile che esista davvero tanta meraviglia su questo pianeta?

Ebbene topi, oggi voglio mostrarvi degli angoli della Valle Argentina che trasportano direttamente sul set di un film fantasy dove, soltanto per una questione di sfortuna, non sono riuscita a immortalare uno gnomo o una fata dei boschi. Li chiamerei: fantangoli se non vi dispiace.

Non siamo in Irlanda e nemmeno in Scozia, siamo sempre qui, vicino al mio mulino, in un piccolo spicchio della Liguria di Ponente. Gironzoliamo precisamente tra il paese di Molini, quello di Triora e poi andiamo ancora più su, verso Langan. Siamo nei boschi e negli abitati precedenti alla zona denominata “Alta Valle Argentina”, dove la natura è meno aspra e accoglie nel suo modo unico.

Guardate. Queste immagini parlano da sole. Ovviamente tanto splendore è dato anche dall’atmosfera. Un’atmosfera che la mia Valle può mostrare in autunno. Un po’ di bruma per il mistero, un goccio di umidità per lo scintillio e toni caldi per colorare l’ambiente come farebbe un pittore capace.

La mancanza del vento rende tutto più stabile e immobile in modo da poter essere maggiormente visto e percepito. Proprio così: percepito. Non si può infatti non entrare dentro a tanta arcana natura con tutti noi stessi, che siamo umani o animaletti.

Un fascino che lascia stupiti e fermi, proprio come lui.

L’aria è statica, preponderante. Avvolge tangibilmente e si vive uno degli abbracci più belli che si possano ricevere: quello di Madre Terra.

Ogni volta che in questo periodo esco alla ricerca di qualche ghianda da mangiare, rimango affascinata e rapita da questo palcoscenico che sa di mistero e devo poi affrettarmi a fare ritorno in tana. Il buio arriva presto in questa stagione circondando il mio mondo. I rami degli alberi diventano arabeschi che disegnano strane e bizzarre figure contro il cielo e alcuni animali notturni, come i rapaci, rendono il tutto ancora più incredibile. Da pelle d’oca. Sicuramente, uno di questi giorni, vedrò sbucare da dietro un tronco Harry Potter. Tutto sembra un segreto, un posto enigmatico da perlustrare lentamente.

Il manto di foglie a terra, morbido e bagnato, attutisce i rumori e il silenzio regna sovrano.

Per chi non vede con i propri occhi, pare impossibile possano esistere luoghi così in una regione d’Italia e invece è tutto reale, anche se magico e fantastico, ed è tutto vivibile, assaporabile e tutto mio.

Se volete seriamente vivere un film, cari topi, abbandonate il divano, la televisione e le casse stereo. Mettetevi un comodo paio di scarpe alle zampe e venite qui.

Gli abitanti del Piccolo Popolo vi stanno aspettando, in autunno, nei dintorni di Molini, di Triora e di Langan, sempre nella Valle Argentina.

Un bacio elfico a voi.

Il Nome della “Valle Argentina”

Con questo post, vorrei invitare chi vuole e chi sa, o chi immagina, a raccontare una curiosità inerente al nome della mia valle.

E’ da qualche mese che scrivo articoli su di lei perché sento di farne parte, perché sono luoghi che amo e perché merita di essere esplorata fino in fondo. Nonostante tutti i miei vari scritti però, ancora non vi ho detto perché questa mia vallata si chiama “Argentina”.

Ebbene cari topi, dovete sapere che le teorie a riguardo sono davvero tante, questo un po’ mi dispiace, perché apprezzerei conoscere l’origine di tale nome ma, allo stesso tempo, mi affascina tantissimo ascoltare le varie versioni, tutte, incredibilmente e possibilmente, valide.

La più attendibile e, se devo essere sincera, è per me anche la più bella e suggestiva, è data dagli Ulivi.

Questa valle, completamente ricoperta di tali alberi e spesso ventosa, si dice prenda il nome proprio dal colore argenteo delle foglie degli Ulivi che, mossi dal vento, mostrano il retro delle loro foglie, di un verde quasi madreperlato, luccicanti al sole. Le stesse foglie, brillano ancora di più se cullate dal torrente, in quanto, a contatto con l’acqua, rendono la Valle scintillante.

Questa versione la si trova anche su libri e vecchie scritture. Addirittura, per la maggior parte degli anziani essa è la giusta teoria ma, tra di loro, c’è anche chi afferma che, questo nome, deriva dal colore del torrente.

Un torrente limpido, che percorre un determinato percorso tra i monti e, in certi punti, baciato dal sole, tra alberi e rocce, si propone di un grigio fulgido proprio come l’argento quando brilla. E’ chiamato infatti Torrente Argentina. Mi da però l’idea che qualsiasi torrente possa assumere questo colore e quindi non so quanto ritenere valida questa affermazione anche se è vero che, tale rio, effettua un viaggio in una natura particolare.

Un’altra ipotesi, raccontata dagli anziani del posto, include come protagoniste le formiche argentine del Sud America. Le formiche che hanno invaso non solo la mia Valle ma tanti altri luoghi italiani. Trasportate fino a noi dal Nuovo Continente, con i barconi di un tempo, si sono presto costruite dimora in tutta la Valle, moltiplicandosi negli anni, e diventando tra i primi abitanti di boschi, campagne e città. Dopo essere arrivate qui insieme a pirati, mercanti e guerriglieri che solcavano i mari, si sono adeguate ad un clima diverso ma senza la minima fatica.

Ora ditemi, ne conoscete per caso altre di versioni? Avete mai scoperto chi ha dato il nome a questa vallata e perché?

Comunicatemelo se vi va, sono curiosa e trovo divertente conoscere tutte le supposizioni. Questi che vi ho elencato sono quelli che ho scoperto io. Mi chiedo quali altri possono esserci.

Vi lascio con questo dilemma e, a tutti, auguro un buon inizio di settimana.

La vostra Pigmy.

M.