Scioglilingua dialettale

Per questo scioglilingua dialettale devo anticiparvi, e ammettere, che riuscire a capire cosa o chi sia il protagonista di questa specie di filastrocca è stato davvero arduo.

In conclusione, mi è parso di capire si tratti di un uccello. Un uccello che, se esiste anche dalle vostre parti, lo noterete giocare con una pietra facendola rotolare. Ah! E’ anche ghiotto di fichi! Proprio come me. Queste le ultime novità dagli anziani della mia vallata:

Sciù u campanin de San Muissiu, ghe tre prè de papa figu. Nun sun mae stae papapichestrae. U vegnià u papapichestraù cu e papapichestreà.

Ehm… ok, provo a tradurla:

Sul campanile di San Maurizio ci sono tre pietre di “papa figu” (il famoso uccello del quale non conosco minimamente il nome scientifico ma “figu” mi sembra essere la pianta del Fico). Non sono mai state “usate” da questo volatile. Verrà un altro “papa figu”, un  altro uccello che le “userà”.

Vi prego, se qualche ligure delle mie parti, decide di commentare, si metta una mano sulla coscienza che sono una fragile e tenera topina, grazie. Anzi, se fosse così buono da darmi una mano…

Vostra Pigmy.

M.

A ognuno i suoi

Ed ecco cari topi, soprattutto per gli appassionati, quest’oggi, una sfilza di proverbi, scioglilingua e modi di dire della mia terra. In realtà ce ne sono tantissimi, ma ho scelto i più simpatici, quelli che riescono sempre a rubare un sorriso, soprattutto se detti nel giusto momento e nella giusta occasione. Tradotti in italiano non saranno più in rima ma, per farvi capire il senso, sono obbligata. Ogni regione d’Italia e ogni zona del mondo ha i suoi, questi sono i miei.

Buona lettura.

1- Sa so a nu sa, sa a senna a sa de sa.

1- Sua sorella non sa, se la cena sa di sale.

2- Finchè e prie i l’anderan au fundu, de abelinai ghe ne saià cin u mundu.

2- Finchè le pietre andranno a fondo, di stupidi ce ne sarà pieno il mondo.

3-I paenti i sun cumme e scarpe, ciu i sun streiti e ciu i fan ma.

3- I parenti sono come le scarpe, più sono stretti e più fanno male.

4- Quande i cavei i se fan gianchin, molla e donne e atachite au vin.

4- Quando i capelli si fanno bianchi, molla le donne e attaccati al vino.

5- Pin fa pin e gianda a fa gianda.

5- Il pino fa pini e la ghianda fa ghianda.

6- L’uselu in ti na gaggia su nu canta d’amù u canta da a raggia.

6- L’uccello nella gabbia se non canta per amore, canta dalla rabbia.

7- Spia, spion, porta u lampion, porta a bandea,…set’anni de galea.

7- Spia, spione, porta il lampione, porta la bandiera,…sette anni di galera.

8- Chi poe u poe, chi u nu poe u va a pè.

8- Chi può, può, chi non può, va a piedi.

9- Nu gh’è sabbu sensa sù, nu gh’è zuena sensa amù, nu gh’è coe sensa duù.

9- Non c’è sabato senza sole, non c’è ragazza senza amore, non c’è cuore senza dolore.

10- -Ti che ti tacchi i tac, tac i tac a mi?-, -Mi ca tache i tachi a ti? Tachite ti i toe tac, ti che tacchi i tac!-.

10- (sono due calzolai che parlano) – Te che attacchi i tacchi, mi attacchi i tacchi a me?-, -Io che attacco i tacchi a te? Attaccati te i tuoi tacchi, te che attacchi i tacchi!-.

Vi sono piaciuti? Spero di si. Un abbraccio Pigmy.

M.