Pigmy e la pietra filosofale – l’Ardesia

Si, per noi è proprio come la pietra filosofale e, una pietra lo è davvero. La rispettiamo. Ne andiamo fieri e la sua maestosità ce la rende magica. Oggi vi parlo di questa ricchezza che abbiamo qui, abbondante, nella Valle Argentina. Sua Maestà Ardesia.

Senza di essa, i miei luoghi sarebbero vuoti. Come recita una delle tante tavole che si possono incontrare perlustrando la mia valle, vi racconterò che l’Ardesia è forse la roccia più caratteristica nell’area ligure e soprattutto, nella provincia d’Imperia, costituisce uno dei litotipi storicamente più diffusi. Si trova all’interno dei flisch, strati geologici presenti nell’estremo Ponente da Alassio alla Francia, sotto forma di intercalazioni ardesiche in calcari di diverso tipo.

Rispetto all’Ardesia più famosa e diffusa della Fontanabuona, a Levante, questa dell’Alta Valle Argentina si caratterizza per alcuni tratti peculiari, che ne determinano l’uso: contiene infatti minor carbonato di calcio e presenta scistosità di tipo differente.

La composizione conferisce alla roccia maggior impermeabilità, robustezza e resistenza agli sbalzi di temperatura e ne favorisce l’uso come lastra di copertura per i tetti e di protezione dei muri esposti a Nord.

Tuttavia non è possibile spaccarla in lastre molto sottili, si romperebbe e, la sua stessa composizione chimica, rende la superficie piuttosto scabra e rugosa.

Tutt’ora in uso, l’Ardesia estratta dalle cave della zona di Verdeggia, venne adoperata già nel Medioevo e i centri urbani della Valle Argentina sono costellati di scale, pavimentazioni, portali, stipiti, architravi per finestre, lapidi e perfino di selciati fabbricati con questa roccia.

Con tutte le sue varie tonalità di grigio (ma la troviamo prevalentemente con sfumature azzurre), si accoppia perfettamente con il territorio agricolo e alpino circostante e ne possiamo trovare di due tipi, una chiamata volgarmente Lavagna, più scura, che si sfalda e si scheggia maggiormente, l’altra, che mantiene il suo nome, più chiara, più compatta e più robusta.

Insieme all’Arenaria, più chiara e solitamente tendente al rosso, formano qualsiasi tipo di costruzione.

Essa tende comunque a diventare sempre più chiara a contatto con l’ossigeno, una volta estratta dalle cave. Il carbonio del quale è composta tende appunto a schiarirsi. Non c’è casa qui che non abbia il tetto ricoperto da “ciappe” che, come già vi ho spiegato, sono lastre semplicemente appoggiate sui tetti delle dimore. Non c’è chiesa che non abbia fuori sul proprio portone una lastra disegnata o lavorata. Una lapide sulla quale le lettere, con battiti veloci e leggeri, vengono scolpite. Bellissimi sono anche i dipinti che riporta; si perchè, oltre che per sculture, si presta molto anche per rappresentare magnifiche pitture effettuate con colori appositi lucidi o opachi.

Spesso aspra e rude, questa roccia, caratterizza i luoghi facendoli sembrare aspri e aridi ma in realtà non è così.

La sua particolarità è proprio questa, essere sempre circondata da un verde vivace della flora di questa vallata.

Questa roccia metamorfica non si trova però solo in Liguria, anche alcune zone del Piemonte ne sono ricche e soprattutto la zona francese chiamata Ardennès, dal quale appunto prende il nome mentre, nei dialetti alpini, si sentirà spesso chiamarla Piòda.

Nella mia zona, le cave, possiamo trovarle a Realdo e a Verdeggia come già sapete ma, anche nella località di Drego, vicino ad Andagna, dove esiste anche un insediamento preromano, ve ne è abbondantemente.

Pensate che a Chiavari, proprio vicino alla località più conosciuta come Lavagna appunto, in provincia di Genova, è stata rinvenuta una necropoli formata da tombe “a cassetta” completamente fatta proprio in ardesia. Questo ci fa capire come veniva già largamente usata in epoca romana. Ma non erano i soli.

Spesso, tagliente e frastagliata, va toccata con attenzione. E’ infatti con questo materiale che, uomini primitivi, formavano e costruivano utensili ma soprattutto armi imbattibili, contro il nemico o prede.

Comodo giaciglio per serpi e lucertole in estate, l’Ardesia assorbe i raggi del sole e ne mantiene il calore, viceversa, la si può sentire umida e fredda durante l’inverno. Le case in pietra hanno però la particolarità di essere fresche durante l’estate e mantenere, grazie al riscaldamento, più caldo durante l’inverno. Proprio come il mio mulino.

Un abbraccio pietrificante vostra Pigmy.

M.

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