Tutti a casa di Alda

E continuiamo con l’arte. Oggi topi vi porto a conoscere una persona davvero speciale, o meglio, vi porto a vedere la sua tana e sarà così che potrete capire quanto questa donna sia originale e artista.

La topina in questione si chiama Alda e, pur vivendo nella bellissima Torino, viene a passare nella mia Valle parecchie giornate durante l’anno. E’ infatti qui, vicino a me, che Alda, con tutta la sua famiglia, ha comprato un appartamento che ha arredato con le sue mani e con opere davvero fantasiose.casa-alda-2-067 Opere che io definisco spunti magnifici per chi non avesse fantasia per quel che riguarda il design di una tana che deve essere personalizzata.

Alda, che è gentilissima, simpatica e spesso anche comica, mi apre le porte della sua dimora con entusiasmo e, insieme a Mamma Topa, posso ammirare infinite, sono davvero tante credetemi, creazioni che ci circondano arricchendo la nostra visuale. Non sapevo più dove guardare, gli occhi schizzavano da una parte all’altra. Era come essere in un mondo a parte.casa-alda-2-056Tutto è bello, tutto è strano, alcune cose mai viste prima.

Ebbene dovete sapere che di ogni cosa lei riesce a farne un complemento d’arredo, al di là del decoupage e del patchwork, tecniche simpaticissime con lei quali ha sapientemente reso belli sedie e cuscini, si cimenta in vere e proprie interpretazioni dell’oggetto che gli è capitato tra le mani al momento. Guardate, non vi racconto bugie! Un paio di zoccoli usati è divenuto una chicca appesa al muro dopo essere stato pitturato allegramente e reso chic da un fiore con nastrino. casa-alda-2-007Le pentole, invece, (oh! nemmeno quelle si buttano) basta ridipingerle e posizionarle sopra alle finestre o in giro per casa; faranno un figurone.casa-alda-2-011 Per non parlare dei taglieri, dei vassoi e delle lastre di ardesia. Alda li dipinge e li fa diventare dei bellissimi quadri che non hanno però solo la funzione di quadro ma possono essere utili appendi-chiavi o appendi-salviette. casa-alda-2-015Originali no? Decorano e mettono allegria. A me non era mai venuto in mente. La mia amica non butta nulla. casa-alda-2-020E su alcuni, addirittura, vengono incise delle splendide frasi. Un fenomeno questa signora.

Di quadri “veri”, però, non è che Alda non ne abbia, è solo che sono ancora più particolari. Ammirate ad esempio questo: una cornice vuota, una corda marinaresca, girata e incollata attorno, e dentro? Un vero cappello da marinaio. casa-alda-2-001Non avevo mai visto niente di simile e mi ha colpito molto anche il quadro di occhi. Sì, tantissimi occhi, truccati e non, ritagliati da delle riviste e incollati a formare una specie di macchia tribale o un maestoso uccello su una tela tutta dipinta di nero. Niente male. casa-alda-2-089Ma non è finita. Pensate forse che Alda possa tenere il telecomando della televisione come facciamo tutti? No. Il suo telecomando deve avere un posto ben definito dove stare. Innanzi tutto, così facendo, non si perde e non si rovina e poi può godere anche lui di un giaciglio diverso dal solito. casa-alda-2-003Così come le cuffie che stanno comodamente adagiate su una testa finta abbellita da ghirigori fatti a mano e da una splendida rosa di seta nera. Alda ha proprio buon gusto.casa-alda-2-004 Allora topi, cosa ne dite? Oh ma che sbadata! Prima vi ho parlato dei taglieri ma non vi ho mostrato il mattarello! E si! Ecco cosa ne fa dei mattarelli Alda! casa-alda-2-071Ci avvolge intorno una tovaglia, o un tovagliolo, e poi appende anche loro come eleganti souvenirs! Oppure appende la tovaglia al bastone delle tende e, al tagliere, avvolge un nastro di raso.casa-alda-2-027 Questa donna è una scoperta. E voglio farvela conoscere. Eccola! Questa è Alda, una vera artista e so già che con tutta la sua umiltà, quando vedrà questo post, mi dirà imbarazzata – Oh, ma Signur! Ma dai! -.alda Io invece le dico che è bravissima e che deve continuare a creare perchè le sue mani, ma soprattutto la sua fantasia, non devono andare sprecate. A voi mando un bacione e spero che la tana della mia amica vi sia piaciuta.

Ciao a tutti e… un grande ciao a Alda! Ringrazio anche Mamma Topa, mia complice in questo tour.

M.

La piccola chiesa di Gavano

Se entrando in Val Gavano, giriamo a sinistra, trovandoci davanti al primo bivio della strada principale, riusciamo a vedere la chiesa.

Essa se ne sta lì, proprio nel bel mezzo di un tornante, e può ammirare tutto il giorno i monti soleggiati di fronte a lei.

Essendo posizionata al centro della conca, tra due montagne, non gode purtroppo della luce diretta del sole ma la zona è aperta e ampia e, davanti a lei, una piccola piazzetta, permette in estate, funzioni religiose all’aperto.

Sul suo muro laterale, sopra ad una lapide in marmo, dopo l’elenco dei caduti in guerra, una breve preghiera invita a pregare per loro chiunque passi di lì: “Pellegrino o viandante fermati: rivolgi un tuo pensiero ed una prece ai nostri caduti e dispersi”.

Su quasi tutte le chiese della mia Valle ci sono delle scritte o gentili richieste come questa, soprattutto quando si tratta di ringraziare la Madonna o per non passare davanti ad un luogo sacro con indifferenza.

Sotto al tetto, sulla facciata principale, è stata messa in bella mostra la cosiddetta Stella di David che, nella religione cristiana, troviamo molto raramente, dagli inizi del novecento (penso sia l’unica chiesa qui, ad avere questo simbolo) e, se non erro, questa chiesa è stata costruita nel 1904, salvo poi le varie ristrutturazioni.

E’ in pietra. La nostra classica pietra. Ma, la facciata principale, con le recenti ricostruzioni, hanno preferito intonacarla per proteggerla e renderla più solida. Purtroppo non è sempre facile mantenere l’Arenaria o l’Ardesia in bella vista e in perfetta “forma”.

Non posso entrare. Come tutti i santuari semi-sperduti, è chiusa a chiave. Viene aperta solo ogni tanto, la domenica, per la messa, e durante la festa del Patrono che si è celebrata proprio in questi giorni. San Vincenzo.

Attraverso un vetro però riesco a fotografare e guardare l’interno.

Parecchi oggetti sono fasciati e protetti da lenzuola e, alcune cose, addirittura, sono messe dentro agli scatoloni.

Sulle sedie c’è tantissima polvere e giù in fondo, vicino all’altare, una scopa e un bastone per lavare i pavimenti aspettano di essere utilizzati.

Il suo soffitto bianco è altissimo. E’ tutta bianca e piena di luce.

Il prete, dal pulpito, può tranquillamente vedere chiunque.

E, posizionato in primo piano, un quadro del Sacro Cuore di Gesù.

Il suo campanile è piccolo quanto lei ma, attaccato a lei, pare ancora più minuto. Due piccole campanelle ossidate, penzolano affacciandosi dai piccoli davanzali di quell’altezza. E’ sotto di lui che trovo un’altra scritta, questa volta una dedica rivolta ad un certo Gianni Zappia. Non so chi sia ma, sicuramente, doveva essere una persona buona e socievole perchè la lastra recita queste parole – A Gianni Zappia / Gavano. Buono, onesto, sempre disponibile con tutti. In memoria la famiglia e gli amici – e poi, ovviamente, le date di nascita e morte. Nei piccoli paesi si usa così.

Come avrete notato vi ho nuovamente portato in Val Gavano. E’ un posto ricco di storia e cultura inerente alla mia Valle e ho quindi voluto farvela conoscere in tutto il suo splendore.

Oltre questa chiesa, il sentiero si perde nel bosco, su per i monti e inizia a calar la sera. E’ ancora periodo di cinghiali in circolazione, meglio tornare nella mia tana. Un abbraccio. Vostra Pigmy.

M.