I tramonti che non ti aspetti

Sapete che amo zampettare nei boschi e sulle creste rocciose della mia Valle, sono la mia passione principale, ma… ci sono giorni in cui mi piace passeggiare anche in riva al mare e godere dei suoi ritmi, dell’andare e venire di quelle onde salate che plasmano costantemente la costa ligure.

tramonto gabbiani

Un pomeriggio di questi mi trovavo proprio a zampettare in prossimità della spiaggia, col ritmico fragore del mare ad accompagnare i miei passi. Gli amici cormorani pescavano indisturbati tuffandosi in acqua, qua e là qualche gabbiano solcava il cielo e sulla sabbia i cani inseguivano i bastoni lanciati dai loro padroni.

In quel quadretto già felice e armonioso poi, nel giro di pochissime ore, il cielo s’è acceso di tinte così vivide da far spalancare gli occhi di meraviglia.

tramonto spiaggia sole

Sì, perché in Liguria, soprattutto nelle stagioni più fredde, le albe e i tramonti sanno regalare emozioni difficili da dimenticare.

Ti entrano dentro, urlano la loro bellezza a ogni tua cellula, e tu non puoi fare a meno di ammirarla e desiderare di portarla con te.

tramonto silouette

E allora, con la macchina fotografica tra le zampe, scatti un clic dopo l’altro, per cogliere ogni attimo, ogni istante di quello spettacolo naturale che incanta tutti. Ogni topo si ferma a rimirare tanta beltà e tutti cercano di immortalarla, i più con il topo-smartphone nella zampa.

Ma, ditemi, come si fa a restare indifferenti davanti a questi colori accesi, infuocati?

mare tramonto

Le onde del mare paiono diventare d’oro fuso, quando il sole le bacia più da vicino mentre si abbassa sempre di più verso l’orizzonte.

Laddove i raggi non giungono più, ecco che invece l’acqua si fa plumbea, ma al contempo si tinge di lievi tocchi violetti, come se invisibili dita macchiate di colore avessero indugiato sulla tela del mare sporcandola appena.

onde tramonto

E i viola! Ah, topi, le sue sfumature tolgono il fiato a chiunque! Lilla, rosa, violetto, indaco… sono tutti colori di cui la tavolozza dei miei cieli è assai ricca.  Vengono sfoggiati quasi con spudorato orgoglio, affinché noi che abbiamo le zampe ben piantate a terra possiamo goderne appieno.

porto tramonto

Tutto si trasforma, ogni cosa assume tinte diverse e va a creare scenari fantastici; le barche cambiano colore, i profili scuri dei pescatori sui moli fanno contrasto con le onde dalle tinte cangianti, le banderuole si stagliano su spicchi di cielo surreali e inverosimili,  ma… ma tutto non dura che pochi minuti.

tramonto1

La notte incalza, reclama il suo regno fatto di ombre e di buio. Il sole tenta un po’ di ritardare il suo tuffo simbolico nel mare, pare fermarsi un secondo, indugiare. E, in quel suo apparente tentennamento, tira fuori tutta la luce e tutti i colori di cui ancora dispone, in un ultimo guizzo d’energia prima di abbandonare queste latitudini e andare a colorarne altre.

banderuola tramonto

Un miracolo, topi. Un incanto. E io sono grata e fortunata perché posso godere di tanta meraviglia, ma voi lo siete con me, perché ci sono io a mostrarvela, anche quando non potete goderne di presenza.

Un saluto colorato a tutti!

Ad Arma, le spiagge della Valle

Come ogni fiume e ogni torrente del mondo, anche l’Argentina sfocia nel mare in quella che è chiamata “zona della Darsena”, ad Arma di Taggia. Si immette nel Mar Ligure, un mare chiaro dal carattere deciso che ha scolpito e intagliato nel tempo, col suo andirivieni, paesaggio e abitanti.

Un mare che si infrange contro scogli scuri, moli sistemati dall’uomo nell’ultima metà dello scorso secolo e spiagge chiare, color maggese, che accolgono spesso folate di forti venti nonostante il clima mite che perdura a ogni stagione.

Quella che si presenta è una spiaggia sabbiosa che nel 2016 ha ottenuto il conferimento della Bandiera Blu dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education).
Arma, con le sue spiagge, risulta essere una zona bella e pittoresca del Golfo Ligure e la passeggiata a mare che costeggia i lembi di sabbia è lunga quanto tutto il paese.
In queste zone, i gabbiani sono i padroni assoluti, sorvolano gridando sulle teste di chi passeggia pigro, per poi tuffarsi nell’acqua e lasciarsi cullare dalle onde. Anche i piccioni bazzicano sulla sabbia tiepida e le loro impronte sono inconfondibili.
Un bello svago e un gran vantaggio anche per gli amici a quattro zampe degli armaschi, i quali possono scorrazzare liberi e giocare con un’onda e con l’altra, soprattutto durante la stagione invernale.
Anch’io mi diverto molto sulla morbidezza di questo terreno. E mi diverto a rincorrere le alghe essiccate al sole che svolazzano rapite dalle correnti.

Su queste spiagge si possono trovare anche molte cose interessanti. È la corrente a portarle. Come gli splendidi pezzi di legno, levigati dall’acqua, dalle forme più stravaganti. Solo la fantasia può dare un senso a certe sagome bizzarre, ma il divertimento è assicurato.
Per non parlare di sassolini e conchiglie: ce ne sono per tutti i gusti!
È bello vedere le persone anziane ritemprarsi al profumo di salsedine e al rumore soave del mare.
Se ne stanno lì, seduti per ore, a contemplare l’infinito azzurro. È in questo infinito che si può scorgere la Corsica in base a determinate condizioni meteorologiche.
I più attivi, invece, e anche più giovani, sono decisamente più sportivi, ma questa zona balneare offre spunti interessanti per l’attività fisica. Immaginatevi cosa vuol dire correre o camminare sulla spiaggia con un panorama come questo. C’è anche chi può praticare nordic-walking, uno stile di camminata molto salutare che si esegue con i bastoncini.
E che meraviglia quando queste spiagge vengono baciate dai colori delle albe e dei tramonti! Nessun pittore riuscirebbe a creare qualcosa di più bello… no, no.
Le sfumature si riflettono sulla sabbia beige e l’accendono di toni caldi e nutrienti.
Nutrono lo sguardo e il cuore.
Le spiagge di Arma, un luogo meraviglioso di cui godere, nella pace e nella quiete, preludio di una Valle incredibile che offre tutto.
Uno zampettante bacio marino topi, alla prossima!

Il Mio Mare

Ciaf! Ciaf!

Così faccio, come una Topina ancora piccola.

In queste calde mattine di giugno, con ancora pochi Topi intorno a me, e l’acqua più limpida di quella che beviamo, mi sono concessa una splendida passeggiata in riva al mare. Il mio mare… il Mar Ligure.

L’acqua non è freddissima e mi arrivava alle ginocchia. Ogni tanto un’onda mi bagna la coda, come se quell’immensa distesa azzurra volesse dirmi – Ehi! Sono viva eh?! Mi muovo! -. Altrimenti, data la pace e il suo esser così calma, non si sarebbe mai detto.

E’ bellissimo ammirare l’orizzonte celeste. E’ bellissimo guardare il mio paese, Arma di Taggia, che si riflette in quello specchio immenso. E’ divertente vedere quelle poche persone, prevalentemente anziane, fare ginnastica sugli scogli per mantenersi in forma. Attivi. Così si fa! Tutta la mia ammirazione.

Non si sentono rumori, persino i Gabbiani non osano emettere alcun suono. Volano sopra la mia testa, planando delicati, tra le lievi correnti d’aria.

Nell’acqua, qualche pesciolino trasparente, dai riflessi brillanti, guizza di qua e di là. Sembra di essere in un microcosmo fantastico e mai visto prima.

Eppure è lei. E’ sempre Arma ad offrire questo panorama, questa vita così particolare. Quest’anno ha ricevuto persino il riconoscimento internazionale Bandiera Blu.

Quella sabbia morbida sotto alle mie zampe che sento spostarsi ad ogni mio passo e formare una culla.

L’acqua fa attrito e mi massaggia le gambe, una sensazione di benessere unica.

Camminare nell’acqua è terapeutico davvero. Si smuove la circolazione, per cui si ossigena il sangue, si elasticizzano i vasi sanguigni, diminuiscono gli edemi, proprio un toccasana.

Che quiete, che rilassamento!

Il sole indisturbato illumina ogni cosa e le creste d’acqua scintillano sotto ai suoi baci.

C’è anche qualche barchetta più al largo che con la sua vela disegna chiari triangoli verso la Corsica.

Peccato dover rientrare in tana, vorrei continuare ad ammirare questo mondo.

La mia passeggiata è stata mattiniera ed è durata solo un’ora e mezza ma è stata meravigliosa. Ne farò un’altra sicuramente.

Come vi ho già detto tante volte, il bello della mia Valle è proprio questo: poter scegliere quel giorno, quale ambiente frequentare, se il mare o la montagna. Ambedue sono vicini a me e pronti a farsi vivere e a tener compagnia.

Lo so, vi faccio un po’ invidia… ma so anche che la vostra è un’invidia buona.

Vi saluto e vi lascio attendere. Chissà dove sarò la prossima volta!

Un bacio marino a voi!

Il mare della Valle Argentina

Tra poco arriveranno i turisti e le spiagge della mia Valle si affolleranno di gente. No, non sto dicendo che non amo i turisti, ma il mare, a me, piace guardarlo in solitudine. Amo molto la montagna e il bosco, ma anche il mare sa affascinarmi. E’ natura, non potrei  non adorarlo. Spesso mi siedo sulla sabbia e in beata solitudine, in compagnia del mio  cagnolone, rimiro e ammiro l’immensa distesa blu. E lui mi parla, mi spiega. Mi dice che oggi è arrabbiato, oggi è calmo, oggi è grigio, allegro, verde chiaro, ricco, malinconico, triste, dispettoso. Ogni giorno esibisce un lato diverso della sua personalità e a me piace sempre, indifferentemente. Diciamo, però,  che quando è calmo e paziente ha più voglia di starmi ad ascoltare. Sì, perchè è quasi come se anch’io gli parlassi.

Il mare mi piace tantissimo al tramonto. I colori che assume sono indescrivibili e in quel momento il suo più grande alleato diventa il cielo. Il mare che sostiene le barche e culla i pesci. Che s’infrange sugli scogli e che perpetuo bagna la spiaggia dorata. E allora a lui vorrei dedicare una poesia di Eugenio Montale, un poeta nato a Genova e che, con i suoi occhi, ha visto lo stesso mare che guardo io e che ogni giorno m’incanta.

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi la tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e svuotarsi cosi d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Buon mare anche a voi topini!

M.