Topina al 100%

No, abbiate pazienza, ora non è per dire ai quattro venti che ieri è stato il mio compleanno ( che comunque per me è un giorno sacro 😀 ) ma, amici cari, questa torta che mi hanno fatto fare non potevo tenervela nascosta. WP_20150524_014E non è la prima volta. Quest’anno Topomarito è andato proprio a scegliere quella che è la mia topina preferita. Quella della favola di Cenerentola. WP_20150524_015Ma vi immaginate voi la faccia del pasticcere quando gli è stato chiesto di scrivere “Topina” sulla torta e di associare quel nomignolo ad una candelina che riportava il numero…… 37?! WP_20150524_016E si ride, ovvio direi. Ecco. E volevo condividerlo con voi. Con chi meglio di voi che così mi conoscete? Vabbè, il prossimo articolo ve lo faccio un pò più serio eh?! Abbiate fede! Intanto nel bosco continuano i festeggiamenti… Ancora per oggi, godo del potere legislativo assoluto in famiglia. Corro ad approfittarne! Un bacione a tutti!

Questo non è un blog hot!

Gente! Anzi… uominiiii!!!! Qua, urge chiarire.

Allora, mi vedete? Mi vedete bene? Si, sono questa qui. Questa che vedete in foto.

Ora, io capisco che in questa immagine sono rimasta particolarmente bene, come vedete, pettinato così, all’indietro, il pelo mi sta decisamente in modo meraviglioso. Capisco anche che, i miei dolcissimi occhioni, non vi lasciano indifferenti, capisco che la mia coda possa avere su di voi un fascino particolare e il mio musetto faccia parte dei vostri sogni proibiti, capisco tutto. Tutto. Ma… NON SONO CIO’ CHE CERCATE.

Ammetto di essermi scelta un nome che la dice lunga e sono consapevole del fatto che il termine “Topina“, possa farvi fantasticare su quello che probabilmente vedete di rado ma è giunto il momento ch’io vi tolga l’illusione.

La Topina, in questo particolare frangente, è semplicemente la femmina del topo. E’, ancor più semplicemente, un animaletto simpatico, indaffaratissimo, saggio, tenero, dolce, gioioso, instancabile, curioso, coraggioso, altruista, intelligente, affascinante, allegro, astuto, docile, umile, onesto e soprattutto molto molto, modesto!

Ecco perchè l’ho scelto. Inoltre, è proprio un animaletto dei boschi e delle campagne, di legnaie, fattorie, prati, monti… tutto quello che comprende la mia Valle! E’ proprio adatto capite?

Poi, voglio dire, un bimbo, ad esempio, non lo chiamate topino? Un fidanzato, non avete mai sentito chiamarlo topo dalla propria compagna? E allora! Topino si, Topina no. E perchè mai? Nella mia famiglia sono termini usati giornalmente.

Siate sinceri, potevo chiamarmi forse “la civetta della valle argentina”? O “la rana della….” o “la mucca della…”. No.

In fondo, voglio dire, ciò che intendete voi, ha già mille nomi, non potete mica appropriarvi di tutti i nomini e i vezzeggiativi presenti?!

Quindi volevo chiarire e mi sembra che sia abbastanza palese e semplice.

Inoltre, mi spiace molto di comparire nelle vostre ricerche intitolate: sederone in Argentina – la topina della cinese – il seno della topa, etc, etc… (Guardate che le vedo eh? Mattacchioni!) ma potete leggermi ugualmente…. conoscete la Serendipity? Praticamente accade quando state cercando una cosa e ne trovate un’altra migliore.

Bene, quella sono io!

Sicuramente, saprò farvi passare il tempo in modo più costruttivo. Buon proseguimento!

M.

Una notte da toporeporter

Squit! Volevo raccontarvi la mia avventura di qualche sera fa.

Sono stata invitata da un amico di famiglia a partecipare al Festival Jazz di Nizza. Ma no! Non a suonare, bensì a fotografare i musicisti! Che bellezza, ero sicura di divertirmi: fare foto è la mia passione.

Allora parto con mamma e topino, che sono grandi appassionati di jazz (io un pò meno, ma come vi ho detto il mio compito era un altro). Arriviamo a Nizza e vengo accolta come una vera fotografa, mi danno persino l’aperitivo nello spazio riservato ai giornalisti e un pass! Che emozione! La serata, nel caso in cui ve lo foste chiesto, è stata un regalo che mi ha fatto questo nostro amico.

Metto il pass al collo, convinta di potermene andare a zonzo tranquillamente scattando foto qua e là. All’occorrenza, ero persino sicura di riuscire a fare anche una pennichella, nel caso in cui qualche sax avesse prolungato troppo il suo lamento. Ebbene, niente di tutto ciò.

All’improvviso mi sento prendere per un braccio e un uomo, in francese, con un teleobbiettivo più grande di lui, mi grida eccitato che è iniziato lo spettacolo al palco numero 1. Mi calo immediatamente nella parte (è una strategia di noi topini): per lui sono una collega, non posso certo far finta di niente! Corro e, dopo aver percorso circa duecento metri, mi trovo davanti a una folla mai vista. Grazie al pass posso (e devo, se voglio fotografare) passare davanti a tutti, i quali, poverini, con me davanti, non avrebbero visto più nulla.

Le zampe iniziano a tremare dalla vergogna, sento i loro insulti colpirmi le spalle e un milione di occhi puntati su di me. Non sapete quanto io stia rimpiangendo il mio mulino! Tuttavia, ormai sono in ballo e noi topi non ci arrendiamo davanti a niente.

Arrivo annaspando davanti al palco, posso toccarlo con la punta dei baffi.

Vicino a me altri fotografi. Inutile, il muso da fotografa inesperta è tanto evidente che  un topo gentile mi spiega che per fare le foto ho solo un quarto d’ora, poi dovrò scappare. Ah, lo stavo dimenticando: non posso assolutamente usare il flash! Sempre più difficile, accipicchia.

La serata sta per trasformarsi in una vera e propria missione. Alcuni giornalisti, tra uno spettacolo e l’altro, guardano le foto fatte da noi…. Chissà se a qualcuno piaceranno le mie. Dovevo impegnarmi al massimo! Ora, non so se lo sapete, ma al buio, se non si usa il flash, bisogna riuscire a stare immobili, altrimenti… be’, sfido chiunque a capire cosa si è fotografato!

Non ho neppure la possibilità di usare un sostegno, quindi devo arrangiarmi.

Risultato? Ho quindici minuti, la tremarella per la vergogna e gli spintoni che arrivavano dai “colleghi” vogliosi di acchiappare il primo piano migliore non mi aiutano di certo. Stare fermi è praticamente impossibile, ogni click è un pianto, uno scempio.

Nel frattempo, inizia lo spettacolo al palco numero 2 e, di nuovo, ho solo il fatidico quarto d’ora. Corro disperatamente, arrivo al 2 e oltrepasso i bodyguards che mi guardano in modo scimmiesco, come a dire “Sei in ritardo”. La mia reputazione sta andando a rotoli e….. la rischio: uso il flash.

Un sorcio arriva subito gridando mille volte un «No!» con la sua o stretta…. ma due foto ormai le ho fatte ih!ih!ih!

Eppure c’è poco da ridere, i palchi erano 3. Iniziano il terzo spettacolo e il quarto, in contemporanea, nuovamente al palco numero 1. Come faccio? Lancio la mia borsetta rosa  e la sacca a mia mamma: «Tornerò vincitrice!» le grido.

Lei mi guarda felice, fa il tifo per me.

Inizio a correre, e corro e corro e corro. Ho corso dalle nove di sera fino a mezzanotte. Click, guardo il tabellone, aspetto l’artista nel covo delle star. Un altro click, cambio palco, fuggo dall’altro tabellone. Ancora un click…. Sudo, ho il fiatone. I miei simili iniziano a considerarmi loro socia:

«Prendi il piano che io penso al microfono!»

«Allarga, allarga! Guarda lo sfondo!»

«Aspetta le luci. Ecco, ora! Vai!»

Topini, è stata una serata incredibile. Ho perso due chili e tutto il pelo invernale in tre ore, però una cosa l’ho capita: fare il paparazzo non è cosa da poco! Però, se proprio ve la devo dire tutta, mi sono divertita un sacco! Purtroppo i risultati sono quello che sono, ma li condivido ugualmente con voi.

Buona visione da Pigmy, la topofotografa delle TOP star!

 

M.