Il cielo della Valle Argentina

Cari topi, il cielo della mia Valle è come il vostro, ma voglio raccontarvelo lo stesso.

E’ quella distesa limpida e azzurra o coperta di nuvole che paiono la barba del Padreterno.

E’ il cielo grigio, offeso e arrabbiato.

E’ il cielo brulicante di uccelli e di luci colorate, sfumature affascinanti.

Il cielo della mia Valle, però… Ah! E’ proprio particolare.

La sua volta ti protegge, ti avvolge, è onnipresente e sembra davvero di poterla toccare.

Cambia colore e si manifesta in tutta la sua bellezza nelle sfumature sempre diverse dalla sera alla mattina.

E’ un cielo che segue le stagioni, i mesi, le giornate e le ore. Nei periodi freddi è gelido anche lui, mentre in quelli caldi sa offrire ancor più calore.

Tiene compagnia, con la sua presenza e i suoi mille rumori. Il canto dei suoi abitanti alati è sublime e la sua stessa voce accompagna la vita di noi esseri umani. Talvolta impreca sfogandosi con voce tonante, altre resta in silenzio a guardare la vita che scorre sotto di lui. A guardarlo, ispira sogni e intuizioni. E’ questo, il cielo della mia Valle.

E’ uno spicchio di atmosfera terrestre che qualche volta si tinge di arcobaleno.

In questo post voglio regalarvi cinque scatti del mio cielo. Guardate i raggi del sole che squarciano le nuvole per potersi allungare verso i paesi. Guardate ancora una volta le nuvole che si scostano per lasciarci rimirare  la luna alta nel cielo in un tempo da lupi. Nelle mie immagini potete vedere l’azzurro intenso, il turchese col quale mi sveglio quasi ogni mattina e il pallido rosa del tramonto.

Il cielo è tutto bello, da qualsiasi luogo lo si osservi. A volte l’uomo lo annebbia, ma, al di là dell’artificiale foschia, lui c’è.

E’ talmente magnifico che per me è un toccasana anche il solo guardarlo. Non per niente ha ispirato poeti e cantanti… gli artisti gli hanno dedicato le parole più belle.

Ammiratelo anche voi. Vi farà fantasticare, come quando eravate topini. E’ lui che ci permette di volare, pur non avendo ali. E quando da adulti, non lo consideriamo più come un tempo, dando meno importanza alla sua presenza, proviamo a soffermarci un secondo solo e alziamo gli occhi a guardarlo. Se sapremo farlo nel modo giusto, ci regalerà sensazioni uniche.

Vostra Pigmy.

P.s.= Non sono l’unica autrice di queste immagini, alcune sono state fatte anche da Niky e sono meravigliose.

M.

I segreti delle ciliegie

La ciliegia è un frutto che si attende con ansia e, quando la si inizia a vedere nei supermercati, immancabilmente non si può fare a meno di esclamare “Uh! Le ciliegie!”. Tuttavia, ovviamente, le migliori, le più buone, sono quelle raccolte e mangiate direttamente dall’albero.

La mia Valle ne è piena e le scorpacciate non mancano mai, arrivano puntuali ogni estate.

Oltre ad accontentare noi topini, la ciliegia è prelibata anche per uccelli, formiche e una miriade di altri insetti (che, tra l’altro, arrivano sempre prima di noi). Piace proprio a tutti, insomma!

E’ un frutto molto salutare per la nostra dieta: contiene tanta vitamina A e C, fosforo e potassio e ne esistono di numerose qualità, compresa quella delle amarene che vengono definite ciliegie acide.

Nella mia Valle ce ne sono diverse varietà, dal durone nero e zuccherino detto di Vignola, alle più chiare dalla dolcezza più delicata, chiamate Giancaire. Nel nostro dialetto infatti “giancu” vuol dire “bianco”. Questo tipo di ciliegie, nei negozi sono chiamate anche “Ferrovia” e non diventano mai del tutto rosse. Appartengono a una specie che, nella Valle Argentina, sta per scomparire. Non si vendono bene come le altre, perchè la gente le ritiene acerbe e non le compra.

Della ciliegia non si butta via niente, lo sapevate? Be’, il frutto si mangia ovviamente, il nocciolo si semina… e il picciolo? Non buttate via nemmeno quello! Fatene bollire per tre minuti un mucchietto e poi lasciatelo in infusione per altri cinque minuti: è un ottimo diuretico.

La ciliegia ha raggiunto prezzi esorbitanti, si arriva addirittura a pagarla 7,00 euro al chilo, se non di più. Per questo è molto fortunato chi possiede questo oro rosso sulla propria terra.

Raccoglierle in compagnia è davvero piacevole, tra l’altro. Inevitabilmente, le più buone sono sempre le più alte, e allora:

“Dai, abbassami quel ramo!”

“Ecco, sì, ce l’ho!”

“Guarda, guarda lassù quante!”

“Tieni, che forse ci arrivo! Non mollare!”

E tutto questo fino a che i cavagni, i comuni cestini di vimini, non sono belli pieni. Il più impavido si arrampica e raccoglie le migliori, ma deve fare molta attenzione. Che ci crediate o no, i rami del ciliegio, al mattino, possono spezzarsi molto facilmente, cosa che accade di meno verso il tardo pomeriggio o la sera. Altro mistero della natura!

Insomma, le ciliegie sono un frutto eccezionale, utile anche per squisite marmellate e ottimi liquori come lo cherry. Tengono uniti gli amici e sono deliziose.

Fatene sempre una grossa scorpacciata, ma attenzione a non bere molta acqua subito dopo, altrimenti non vi sentirete molto bene. E, mi raccomando: raccoglietele prima di San Giovanni, se non volete trovare al loro interno il “giùanìn” (il vermetto, ovviamente).

Uno slurp-abbraccio a tutti, dalla vostra Pigmy.

Ops, quasi dimenticavo! Le ciliegie che vedete nelle foto sono alcune del mio amico Marco e altre della mia socia Niky, coltivatori d’eccezione!

M.