Un viale di Eucalipto e un Ponte Romano

Topi cari, come vi avevo promesso, oggi vi porto a visitare un’altra parte del paese di Taggia. La parte in cui finisce il paese e si entra nel cuore della mia Valle. Il confine in pratica. La fine del paese e si va su verso i monti. Siamo in una  delle parti più conosciute del centro urbano.

Alla fine dei giardini e del viale di Eucalipto che costeggiano il torrente si può giungere ad una delle architetture più antiche della città.

Un ponte, chiamato appunto Ponte Antico.

Il viale è particolare. Da una parte ci fa ombra una fila degli alberi profumati che vi ho nominato, dall’altra invece, verso la strada, ad abbellire questa specie di parco, ci sono i Pini Marittimi. Già da qui, lo possiamo vedere. Il protagonista di questa nostra escursione.

Il ponte di cui vi parlavo e, subito sopra, il ponte dell’Autostrada dei Fiori. Sembrano formare uno strano disegno.

Ci avviciniamo ed essendo che, da qui inizia la Valle Argentina, una lastra d’ardesia, con una ormai familiare frase incisa sopra, non poteva mancare: ” Umana dignità unì in lotta per la libertà i comuni della Valle Argentina. Viandante che risali questa valle rammentane l’impegno civile, i caduti, il sacrificio. 1943-1945“.

Eccoci giunti al ponte. Guardate la pavimentazione com’è particolare. Che pazienza questo intersecarsi di pietre!

Siamo su un ponte lungo 260 metri, a 15 arcate, alcune delle quali, ancora di Epoca Romana.

Questo eccezionale ponte ha seguito l’alveo del fiume.

Le strutture più antiche, le prime da Levante, sono databili entro la prima metà del XIII secolo, successivamente, sono state aggiunte tutte le altre, con uno sforzo continuo della Comunità, particolarmente attiva fra il XVII e il XVIII secolo.

Due arcate sono state invece ricostruite dopo un crollo a causa del terremoto del 1831.

Sotto di noi possiamo vedere il torrente Argentina. E’ impressionante notare il ghiaccio attorno agli scogli bianchi che fanno da ostacolo all’acqua. Un ghiaccio che brilla al sole. Poveri pesciolini e povere paperelle! Nido ideale di parecchi volatili come: Piccioni, Gabbiani e Germani.

Giunti a metà possiamo vedere, laggiù in fondo, Villa Curlo e l’altra parte di ponte che ancora dobbiamo percorrere.

Il paesaggio è bellissimo e pittoresco. Ad incorniciare questa costruzione, oltre alle campagne intorno, dei Cipressi e la montagna sotto Castellaro.

Arrivati qui possiamo voltarci indietro e ammirare il centro storico di Taggia in un solo sguardo. E’ meraviglioso. Sembra un grappolo ma non di uva, di case.

I suoi colori, le sue scuole, il suo verde e le sue Fortezze.

A spiccare però sopra il tutto, il Castello con la bandiera dei colori del paese. Una grande struttura militare che pare dominare ancora oggi. 

Da questa struttura sulla quale siamo, le vedute sono tutte spettacolari e da qui possiamo vedere dall’esterno, il viale che fa da accesso a questa via e sembra il merletto di un meraviglioso vestito.

Non poteva mancare, nemmeno qui, una cappelletta dedicata alla Madonna. Come già sapete è fortissimo, nella mia Valle, il culto mariano e in ogni luogo, il popolo si sente protetto. Maria, al suo interno, è disegnata con un vestito nero e, sotto di lei, una lunga preghiera in latino rimane scritta dietro ad un piccolo, piccolissimo mazzolino di fiori. Dietro alla Madonna, nel disegno, viene rappresentata una struttura che pare proprio essere un ponte con tutte le sue arcate.

Continuiamo a camminare, guardate che belle le panchine che hanno creato incastonate nella balaustra a muretto del ponte. Delle semplici pietre piatte per sedersi, riposarsi e ammirare il paesaggio.

E’ impressionante camminare qua sopra e sapere da quanti anni ci sono questi massi a reggerci.

Sì, le manutenzioni vengono fatte molto spesso ma, alla fine, sono solo controlli. Questo ponte è stato realizzato alla perfezione!

C’è tanto del passato e si denota proprio, contro tutto il resto, un’epoca diversa in questa caratteristica costruzione. Si differenzia da tutto ciò che i nostri occhi vedono.

Siamo giunti alla fine e, davanti a noi, la strada si divide. Ci troviamo davanti a un bivio. Da una parte, verso sinistra, si va a Villa Curlo mentre, scendendo a destra, ci si inoltra nelle campagne di Taggia, al di là del fiume, dove è facile veder trottare spesso bellissimi cavalli.

Anche questo tour è giunto al termine.

Zampetto subito a prepararne un altro tutto per voi. Un grande squit e una strofinatina con i baffi. Vostra Pigmy.

M.