Il Ginepro, la pianta degli eroi

Il Juniperus Communi, chiamato anche Sabina, si adatta a ogni situazione. Pensate che, anche dove non potrebbe sopravvivere, possiamo scorgerlo di fianco a due Pini Silvestri che gli garantiscono, nonostante tutte le condizioni del luogo a lui avverse, un’aria pura e quasi disinfettata. È per questo che, di comune accordo, decide di rimanere lì e, per contraccambiare, dona vigore e longevità agli aiutanti. Come? Semplice. Glielo dice.

«Crescete, crescete pure. Qui sotto penso a tutto io!»

Eh sì, topi, il Ginepro non ha paura di niente. Impavido resiste a qualsiasi stagione, con il suo odore resinoso. I suoi aghetti, se occorre, sono pronti a difendere la pianta come  una leonessa fa con il suo territorio.

Lo sapete cosa dice un proverbio su di lui? “Dove c’è profumo di Ginepro, non sosta il demonio”. Da tempi antichissimi sono conosciute queste sue particolarità, questa sua forza alla quale non servono muscoli.

Arkheutos, il suo nome greco, significa “allontanare il nemico”. E secondo voi, nella mia Valle, dove c’è ancora la tradizionale “credenza” alle streghe, cosa può esserci appeso alle porte delle case? Sì, il Ginepro è il nostro cane da guardia.

È un eroe, un valoroso paladino! E quando da solo non ce la fa, come accade nelle umide foreste dove vive con grande difficoltà, pensate… chiama l’edera a sostenerlo. Glielo ordina tassativamente! Vi ricordate cosa vi avevo detto dell’edera? Le comanda di giungere in suo aiuto, la ricatta. Se non si muove, non le offrirà la difesa tanto sognata.

Non mi sono ammattita, topi: è il linguaggio del bosco. Basta saperlo leggere, ascoltare, vedere. E’ così che dovrebbero vivere anche gli esseri umani, aiutandosi reciprocamente. Alcuni sono più bravi in una cosa, altri sono migliori in un’altra; è la cooperazione l’arma vincente.

Il motto del Ginepro è: “Verrò in tuo aiuto”. Pensate che bel nome hanno le sue bacche! Vengono chiamate coccole.

Questa pianta gradisce un clima secco, una terra quasi arida. Quando vi capiterà di vederlo in qualche nostro bosco parecchio fresco, se non addirittura umido, sappiatelo: siete davanti a un alberello che è un vero campione! Facciamo un inchino a questa pianta meravigliosa, se lo merita.

Io, intanto, vado a conoscerne un’altra e poi ve la presento.

A presto!

M.

15 pensieri su “Il Ginepro, la pianta degli eroi

  1. Pigmy sei una botanica eccellente! Pensa che io a stento riconosco una pianta dall’altra. Le ultime reminiscenze risalgono ad un erbario che una delle figlie aveva dovuto fare in seconda media! Bravissima!

    • Oh Stravy grazie, così mi lusinghi proprio! Grazie mille. Bè, io però non saprei fare le cose belle che sai fare tu. Hai ancora letto tutte le idee di Fabio e quanto vuole farti lavorare? Mamma mia! Un bacione.

  2. Tesoro, che post meraviglioso!
    Il ginepro è una pianta bellissima, mi piace molto e mi piace questa tua maniera di raccontare le piante, con affettuosa poesia.
    Sai chi c’è domenica a Genova? Il tuo amico Libereso! Mi sei subito venuta in mente!
    Bacetti!

    • Miiiiiiiss! Se lo vedi dagli un bacino da parte mia e digli che le piante mi piacciono molto! E si, lo credo che il Ginepro ti piace, io lo so, e poi, ha un carattere magnifico, una pianta tutta d’un pezzo! Che può camminare sempre a testa alta. Una pianta bellissima. Prima di salutarti però volevo ringraziarti tanto. Questo tuo complimento di stasera è stato bellissimo, grazie mille Miss!

  3. Cara Pigmy,
    il ginepro è una pianta stupenda, in effetti non so cosa ci faccia dalle tue parti perché io me ne ricordo tantissimi fra Toledo e Aranjuez, dove il clima è esattamente l’opposto di quello della valle Argentina.
    Quanto alle mie idee creative, prima devo procurarmi un nocciolo di pesca piuttosto grosso, poi farò tutti gli esperimenti del caso e se funzionano spiegherò a Stravy come si fa a realizzare quello che ho in mente.
    Dimenticavo: oltre a tutto l’armamentario che ho già elencato, ci vorrebbe anche un trapano con la punta molto sottile.
    Fabio – Zeneize since 1965. …E dopo aver trafficato con tutti quegli arnesi, un bel gin tonic non ce lo leva nessuno!

    • ….te l’ho detto che cresce ovunque! E’ coraggioso! Come facciamo per le pesche? Mi sa che devi aspettare ancora un pò. Io non ne ho nemmeno nella mia tana del letargo, dobbiamo aspettare la bella stagione! Cavoli, stai a vedere che rimaniamo indietro con i lavori! Fabio, si sta per creare la nuova linea “Pigmy”, anzi…”Pigmybijoux”…ti rendi conto??? 🙂

      • Cominciate a spaventarmi… Io non so usare il trapano! Baciiiiii comunque sono curiosissima di scoprire cosa ha in mente Fabio, magari gli insegno io qualche trucco di bigiotteria visto che ha le mani d’oro 😉

      • Cara Pigmy e cara Stravy,
        c’è ancora tempo prima di poter mettere in pratica le mie idee creative, le pesche non sono un frutto primaverile e comunque non preoccupatevi, ho tutti gli attrezzi che servono.
        Mi sono consultato con mio padre in proposito: secondo lui è un’idea tanto assurda quanto geniale. Subito dopo ha scosso la testa e ha commentato (in genovese): “Ma tu, una cosa normale mai…”.
        Fabio – Zeneize since 1965. Felice di essere felice (e anormale).

  4. il magico ginepro! Li ho sempre amati, anche se non mi piace, come si suol dire, cadere in un ginepraio. Quando andavo in montagna a trovare mio suocero, per quel tempo che ci ha vissuto, durante le camminate raccoglievo sempre le bacche. Qualcuna la mangiavo subito, le altre le portavo a casa. Vanno sempre bene per impreziosire i piatti

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