Ancora nella vicina Francia

Oggi vicina, vicina davvero. Siamo a Mentone. WP_20150411_001Praticamente attaccati all’Italia, anzi, ad essere precisa un tempo qui era tutta terra italiana. Oggi non più, per cui si sorpassa il luogo dove una volta esisteva la frontiera e ci si lascia alle spalle il cartello della bella Italie circondato da stellette bianche. WP_20150411_003Lasciamo Ventimiglia e la piccola frazione di Latte per arrivare qui, dove l’atmosfera è diversa, indubbiamente. Non migliore, non peggiore. Diversa. Alla nostra sinistra il mare e una parte di Liguria che si lascia baciare dallo stesso, alla nostra destra invece, questo piccolo paesino che arranca fin sulle prime colline. WP_20150411_004Palazzine ordinate e dai chiari colori sul fronte mare, in bella vista, a lasciarsi ammirare. Annodati vicoli e tinte più calde in quelli che sono i carrugi che si, esistono anche qua. Stradine nodose che avanzano curiose tra case spesse, pesanti, vicine, attaccate le une alle altre. WP_20150411_005Alcuni archi in pietra le uniscono del tutto pur essendo esse di fronte come a specchiarsi in un riflesso. Assomiglia molto ai miei paesini del Ponente però devo dire che i localini, sono ancora più graziosi e invitanti. E quanti tipi diversi ce ne sono! Si può spaziare tra la cucina indiana e quella marocchina o scegliere ottimo pesce fresco come forse siamo più abituati. WP_20150411_006Mi piace conoscere ricette internazionali ma il mio occhio vispo si è posato su una delle tante lavagnette ben esposte fuori a descrivere il menu: “Insalata tiepida di Capesante e Crema di Gamberi”…… sei mia! E non ho sbagliato! Una prelibatezza! WP_20150411_007Tutt’intorno è molto tranquillo, la gente passeggia serena, posso vederla dai vetri trasparenti. Fontane, palazzi e ciotoli rendono la serata romantica e ricca di emozioni. Una bella passeggiata a fine cena è quello che ci vuole per godere di questo bel paesaggio ascoltando le onde che lo accarezzano. WP_20150411_008Giardini ben curati, golosi gelati acchiappa-turisti, vetrine accese e grandi bastioni di un tempo che fu, regalano a Mentone un fascino particolare. WP_20150411_009Le luci soffuse che emanano un arancio chiaro, la rendono persino un pò misteriosa, nella sua eleganza, nella sua quiete. E quanti profumi dalle spezie d’Oriente! Quanti colori! WP_20150411_010Quante lingue diverse si sentono liberarsi nel vento che soffia su questo paese. Un vento che arriva dal mare, che scuote le barche appisolate nel porto e s’intrufola spedito per i vicoli bui. WP_20150411_011Menton dove tutto qui è già francese, ogni cosa, ogni suono, ogni vita. E allora Salut! Vi aspetto per la prossima promenade.

Non ti Scordar di Gaia!

Cari amici, oggi vorrei segnalarvi un gruppo nato da soli due giorni che potete trovare su FaceBook a questo indirizzo https://www.facebook.com/groups/403660253141122/ Oltre alla mia Pagina Prosit, alla quale v’invito a mettere “mi piace” qui https://www.facebook.com/prositvita?fref=ts se ancora non lo avete fatto, ho deciso di dedicarmi a questo gruppo particolare e nato per parlare della nostra Madre Terra, di tutta la Natura e tutto quello che noi possiamo fare per rispettarla e aiutarla. Per cui, si parlerà di piante, di animali, di minerali ma anche di riciclo creativo, di design personale, di ambiente e ancora tanti consigli naturali e sani per diversi fastidi o problematiche. Il gruppo è stato intitolato “Non ti scordar di Gaia” e, ogni cosa relativa al nostro Pianeta è la benvenuta.Mother-Earth-Madre-Terra-Gea-Gaia-Isis-Iside-dea-pagana Potrete infatti postare tutto quello che vorrete e quanto vorrete dando sicuramente anche voi il vostro contributo. Potrete regalare consigli ad altre persone o semplicemente donare un – Buongiorno – allegro e gioviale. Se invece siete più timidi, seguirete in silenzio ma potrete approfittare comunque delle belle notizie che vengono messe a vostra disposizione. Non aspettate oltre, venite a iscrivervi è già iniziato e spero tanto vi piaccia. Un bacione e grazie.

photo intermatrix.blogspot

Nel magico giardino di Dina

Oggi vorrei portarvi in un luogo magico della mia valle, un luogo felice che appaga gli occhi e rilassa.WP_20150403_002 E’ lo splendido giardino della mia amica Dina. Siamo in un luogo in cui i profumi e i colori non danno tregua alle emozioni. Siamo in un luogo di pace in cui piante e fiori ci salutano da ogni angolo. A tenerci compagnia anche il sole e lo splendido mare.WP_20150403_003 Una distesa azzurra che incornicia la flora particolare che cresce in questo Eden senza troppe costrizioni e senza troppi inutili orpelli. Dina infatti, pur curandole amorevolmente, permette alle sue piante di crescere come natura vuole e, tra tutte, a spiccare sono proprio quelle tipiche della nostra terra come la Lavanda, il Rosmarino, il Mirto. Per non parlare di quelle che nascono e si rinnovano spontaneamente, in quello che per loro è un vero paradiso. WP_20150403_004Magnifico. Magnifiche le terrazze divise alcune per colore. La parte dei fiori bianchi e quella delle piante a foglia rossa, nella quale persino un particolare Nocciolo, si fa ammirare in tutto il suo splendore. E si. In questo giardino ci sono anche alberi da frutta e i più simpatici sono una coppia di arzilli Pistacchi e, attenzione, c’è il Pistacchio femmina carico di frutti e il Pistacchio maschio pieno di germogli.WP_20150403_008 Una longeva coppia che si tiene compagnia. Nel giardino di Dina, orgoglio della mia valle, le piante sono ordinatamente sistemate. Per ognuna, anche quella più piccola, c’è una fantasiosa posizione, arricchita da statuette, o da cestini, carriole e tutto quello che nasce da una certa creatività. WP_20150403_005Molte piante sono adagiate su mattonelle color vermiglio, altre invece, appese elegantemente. Designano un percorso oppure ostacolano il passaggio, semplicemente perchè hanno deciso di nascere lì. E in questo luogo magico, nascono davvero ovunque!WP_20150403_006 Anche nei posti più impensati! A stupire la loro stessa amica che ogni giorno le cura con affetto. E quando è il cielo a illuminarle regalano tinte davvero mozzafiato. Il rosso dei Tulipani, il verde e il rosa degli Hellebori, il bianco della Ginestra, il viola della Dimorfoteca. Sono mille e anche di più le specie coltivate. Ci sono piante succulente, annuali, perenni, aromatiche, orchidee, acquatiche…. Si, persino nei bellissimi laghetti che arricchiscono il giardino nascono i fiori che tengono compagnia ai pesciolini: Ninfee, Iris d’Acqua, Papiri e molti altri. Per Dina questo non è solo un passatempo è la sua vita! La sua passione! WP_20150403_013Una passione che riesce a trasmettere a chiunque! Non per niente, la mia amica, riesce anche a creare splendide composizioni con oggetti che ormai non vengono più utilizzati. Guardate questo antico lampadario ad esempio. E’ stato subito trasformato in un caratteristico oggetto di design, abbellito da Tillandsie di varie specie. Divertente e originale e, chi si siede qua vicino, sulla panchina sotto di lui, non può che ammirare delle piante davvero strane e un fantastico panorama. Proprio così. WP_20150403_007Piante originali le Tillandsie! Vivono appese in aria, senza terra e senza radici! E fanno bellissimi fiori. Sono proprio contenta di avervi portato in questo bellissimo posticino. Sapeste io quanto mi sono divertita! Ho fatto più volte lo stesso giro e ogni volta, scoprivo una pianta nuova eppure, c’era anche prima di sicuro! WP_20150403_010Praticamente era come un gioco, una caccia al tesoro. Qui, sulle prime alture di una Liguria di Ponente dall’atmosfera surreale. Qui, dove le piante stanno bene e si adattano volentieri a un luogo che sembra essere il loro habitat naturale e, per alcune, lo è davvero.WP_20150403_011 E quindi? Che ne dite? Vi è piaciuto questo tour? Vi è piaciuto scorrazzare per questi sentieri, salire e scendere da questi rustici e simpatici gradini e scovare nuovi percorsi? Fare attenzione a dove mettere i piedi? WP_20150403_013Ammirare le talee che Dina prepara con devozione e vedere piante rare come la Strelitzia Bianca? Una vera chicca giusto? Incredibilmente grande. Imponente. WP_20150403_020Per guardarla tutta bisogna proprio stare con il naso all’insù. Meravigliosa. E meraviglioso è anche l’orto, utile e ben curato nel quale frutta e ortaggi, se ancora non sono nati, si stanno preparando a far capolino. La prossima volta che andrò vi posterò altre sorprese. Promesso. Ce ne saranno sicuramente. In ogni periodo dell’anno, in questo giardino, fiorisce o cambia qualcosa che dona  sempre un palcoscenico diverso.WP_20150403_014 E Dina è buona, ospitale, di cuore e di compagnia. Si sta bene assieme a lei e si possono imparare tantissime cose su questo mondo speciale che lei, con pazienza, spiega e rispiega finchè non lo si capisce. Non si stanca mai. Per cui non preoccupatevi, non dovrete attendere molto per fare un altro giretto qui insieme a me. WP_20150403_019Vi auguro una buona giornata e vi aspetto per la prossima passeggiata. Un abbraccio a tutti e uno in particolare a Dina che mi ha permesso di conoscere il suo mondo!

Una Tana davvero particolare

Nei due articoli “La storia delle Api e del Miele I° parte” e “La storia delle Api e del Miele 2° parte” che avevo scritto tempo fa, vi avevo ben spiegato la vita di questi insetti meravigliosi. Così importanti per la natura e per noi da far esclamare al saggio Einstein la frase – Se le Api si estinguessero all’uomo resterebbero solo 4 anni di vita -. In effetti, il loro lavoro, è molto utile a tutti essendo che, oltre a creare il dolce Miele, grande toccasana naturale, si preoccupano anche dell’impollinazione dei fiori e permettono quindi un rinnovo costante della flora. E’ un pò come se il mondo vegetale esistesse grazie a loro e, di conseguenza anche noi. Instancabili insetti. Laboriosi fino allo stremo e oggi, posso dimostrarvelo avendo visto di persona una parte del loro lavoro e della loro quotidianità. Mi trovavo nella casa di campagna di alcuni cari amici e ci accorgemmo che dentro a delle fessure di plexiglass che rivestiva una porta per renderla più resistente alle correnti d’aria fredda, alcune Api stavano creando qualcosa di veramente fantastico: il loro alveare. Si. Tanti mucchietti, color ocra, divisi ordinatamente da delle righe nere, riempivano queste fessure che sembravano essere state fatte apposta per loro. WP_20150406_007Ma cos’erano questi mucchietti gialli? Nettare. Potevamo vedere bene le Api, entrare giuste, giuste nella loro grandezza dentro a questi tubicini vuoti e, completamente sporche del goloso polline, iniziare a pulirsi meticolosamente rilasciando cadere la polverina magica che poi pressavano in un mucchietto compatto. Dapprima si vedeva arrivare una piccola nuvoletta color del sole che poi, scuotendosi e accarezzandosi, perdeva il colore e mostrava l’insetto che c’era al suo interno. All’inizio si puliva bene il muso e le zampe anteriori, poi, piano, piano si voltava e, come potete vedere in questa seconda foto, che ritrae il momento in cui sta per girarsi, si puliva la parte dietro e iniziava a pressare la polverina persa in basso contro il blocco già esistente. WP_20150406_011Una volta raggiunta la misura ideale della “celletta” creava uno strato con saliva, feci e terriccio, dal colore scuro che serviva come divisore prima di iniziare la costruzione della cella dopo. Una striscia di grumi neri. E prima di formare questa divisione, studiava bene la situazione!WP_20150406_012 Indietreggiava, controllava probabilmente se la grandezza andava bene e poi – Si, ok, posso chiuderla e passare alla prossima! -. Incredibile. E pensare che per formare un pezzettino di giallo grande circa un centimetro quadrato, faceva avanti e indietro come minimo 20 volte per andare a sporcarsi nuovamente di polverina. Che dedizione e…. che voglia! Non oso immaginare quanto tempo abbiano impiegato a fare tutte queste che potete vedere nelle immagini! Ma questi scomparti, sono formati solo da polline? No. Se guardate attentamente in questa foto qua sotto, noterete in uno di essi un pò di vuoto e, un piccolo ovetto biancastro, semi trasparente.WP_20150406_014 Lo avete visto? Nella riga più bassa dell’alveare. Ebbene, ogni cella ne conteneva uno e, vederli, era veramente emozionante. Uova che poi diventeranno larve e infine piccole, nuove Apette. Per me, poter vivere questo avvenimento è stato davvero bello. E avendo la fortuna che il tutto stava avvenendo in un contenitore trasparente ho potuto osservare per bene ogni cosa senza perdermi nulla. Ciò che maggiormente mi ha colpito è stato il loro duro lavoro. Come vi ho spiegato, facevano avanti e indietro in continuazione. In continuazione. Io, al loro posto, alla seconda celletta ero già stanca morta.WP_20150406_015 E che precisione! Che ordine! Non c’era uovo più scomodo di un altro. Lo spazio doveva essere uguale per tutti. E tutti dovevano poter avere la giusta considerazione. Nessun privilegio. Ma dov’era l’Ape Regina? Ogni alveare ne ha una. Notammo che alcune fessure entravano all’interno dello stipite della porta e quindi probabilmente Sua Maestà, se ne stava comoda in qualche nascondiglio li dentro. Ebbene amici, la mia valle è anche questo. Il mostrare scenari meravigliosi che non sempre è possibile vedere in prima persona. Poter conoscere i mondi che convivono paralleli al nostro ai quali non badiamo e non facciamo attenzione. Eppure esistono e sono davvero pieni di vita. Vi è piaciuta questa tana? Bene, allora vi farò conoscere anche le prossime che troverò in futuro. Sperando di poterne scoprire ancora. Un bacione, buon week end!

La nostra Stazione Meteo

Eh si. Qui nella mia valle abbiamo un metodo molto particolare per capire che tempo fa! Non siamo mica come tutti gli altri! Un metodo infallibile per altro! Ah! Da qui non si scappa. Molto più precisa lei di tutti i sofisticati mezzi tecnologici degli ultimi tempi! Non vi pare? Studiatela un pò. WP_20150406_006

Io intanto ringrazio la mia amica Silvia che mi ha permesso di postare questa chicca e faccio un complimento all’autrice di questo capolavoro.

Un bacione a voi e buon divertimento!

Regali di Pasqua

Ehi voi! Siete stati buoni a Pasqua? Si, un pò come a Natale intendo. Io, si, sono stata bravissima infatti, oltre che all’uovo, che al suo interno conteneva ulteriori cioccolatini (visto che anche nel bosco è iniziata la prova costume, ossia dobbiamo vedere se la foglia di Quercia dell’anno scorso ci va ancora bene), ho ricevuto un vero mare di regali. E ve li voglio mostrare! Sia mai che non crediate al mio essere una topina educata, buona e a modo. Ebbene eccoveli qui. Aprirei le danze con la mia splendida, nuovissima Orchidea Cymbidium.WP_20150404_002 Regalo di TopaGiovanna. Graaaaaaaaazie! E’ fantastica! Anzi sono fantastiche, sia lei che l’Orchidea. Le avevo già lo sapete, ma giallo/verde. Questa è rosa. Di un romantico che non avete idea. E nel giro di due giorni, per dirmi che stava bene insieme a me, ha aperto i suoi boccioli. Semplicemente splendida non trovate? E poi? Cos’abbiamo qui? Uh! La Camomilla! WP_20150404_005Un bellissimo regalo ma anche molto utile si sa. Non vedo l’ora che faccia i fiorellini! Essa invece mi è stata regalata da TopaNicoletta che ormai conoscete tutti, ma non mi ha mica regalato solo la Camomilla. Questa volta la mia socia in affari si è davvero superata. Continuate a guardare. Ecco un bellissimo esemplare di Plectranthus ColeoidesWP_20150404_003 (per il nome ringrazio la mia nuova amica Mariella) conosciuto come Falso Incenso. Il suo profumo infatti è come quello dell’incenso ed è utilissimo nel mandar via le fastidiose zanzare in estate. Evvai! E poi ancora una splendida Aloe Vera, WP_20150404_007così almeno se mi ustiono o mi ferisco le zampette posso medicarmi in tutta tranquillità e dei coloratissimi e simpaticissimi Muscari. WP_20150404_006Questi fiorellini blu che vedete. Di un bel blu intenso! Rallegrano tutto il mio terrazzo! Mi fanno sorridere. Ma non è finita qui! Infatti la mia amica ha pensato bene di aggiungere anche semi di Girasole che adoro e semini di Nigella e Portulaca. Vedrete quando vi posterò le foto di queste meraviglie! Vi lascerò a bocca aperta. Bene. Vi son piaciuti. Ho finito. Ho finitooo??? Ma no!!! Non ho finito! Ve l’ho detto che sono stata bravissima insomma! E i regali della mia amica TopaDina dove li mettiamo? Eh! Eh! Eh! Si, si, ci sono anche quelli topi cari. Eccoli: WP_20150404_004mmmmmhmmm…. ecco, qui per i nomi mi trovate un pò in difficoltà. Posso dirvi che dei tre vasetti la piantina più grande è una Kalanchoe ma le altre non le ricordo, uhi… Però, sono o non sono graziosissime? E pensate che sono talee fatte da lei per cui, oltre alla bellezza della pianta, c’è anche questo gesto affettuoso. E pure le piante che mi ha regalato Nicoletta sono state fatte e divise da lei e invasate. Oh che splendore! E ora ho finito per davvero! Ma lasciatemi ancora ringraziare queste straordinarie amiche. Grazie, grazie, grazie! Siete splendide e……… grazie a voi, anche la mia tana è splendida! Amiche care. Un bacione a voi invece amici, orgogliosa di avervi fatto vedere i miei tesori.

Una bella promenade……in Nizza Vecchia

Oggi ce ne andiamo a zonzo in un posticino davvero particolare e direi “fuori dal mondo”. Se avete piacere di venire con me, vi porto a Nizza, in un particolare quartiere di Nizza. E’ la parte di Nizza Vecchia, un borgo che si dipana tra vicoli e corridoi dal fascino antico e Provenzale. WP_20150328_006Pare essere in un racconto di Biamonti. Antichi palazzi, pescatori, caratteristici locali, botteghine di souvenirs, quadri antichi e borse di pelle. Tanti gli italiani, persino i nomi delle viuzze sono scritte sia in francese che in nizzardo, lingua che assomiglia molto al dialetto ligure. WP_20150328_009Si arriva in questo luogo dove il tempo sembra essersi fermato, andando giù, fin sul mare, fino al Porto, se si arriva dall’Autostrada. Un grande monumento ai caduti, imponente, bianco ed elegante, si troverà alla nostra destra ricordando ai suoi cari uomini, che hanno dato la vita per la Francia, che il loro nome e la loro gloria, non verranno mai dimenticati. WP_20150328_003Cactus, mammillarie ma anche aromi come lavanda e timo, nascono spontanei sulle rocce sopra di lui e intorno, degli splendidi giardini ben tenuti. Alla nostra sinistra invece, l’infinito mare che, alla sera, colorandosi di nero, IMG-20150329-WA0007fa risaltare le luci di Nizza su tutta la sua riva in quella che è una delle passeggiate più lunghe della Cote d’Azur. Sabbia e piccoli sassi, permettono alle onde d’infrangersi dolcemente. WP_20150328_026Gli aerei che si vedono partire e innalzarsi in volo dall’aeroporto laggiù, sono impressionanti. Numerosi, e sfiorano l’acqua. Su questa Promenade, la gente corre, va in bicicletta, sui pattini e c’è anche chi si ferma e intona qualche canzone. Giocolieri e maghi, sono a vostra disposizione. WP_20150328_028Se non volete salire fin sulla rocca del Castello, arrampicandovi tra una flora tipica del luogo e un ambiente rustico che vi farà apprezzare l’atmosfera mediterranea, non dovete preoccuparvi, troverete tanto divertimento anche qui. E che fascino la meridiana dipinta a terra regolata dalla luce del sole. Enorme, una meraviglia. Le nostre ombre, unite, si disegnano sopra di lei.WP_20150328_030 Due grandi archi invece, ci permettono di abbandonare questa zona più moderna e inoltrarci nel fascino più totale e tipico di questi luoghi. Immediatamente ci troviamo in Cours Saleya. Il Corso.WP_20150328_022Qui la gente è diversa, si preoccupa meno dello sport e di tenersi in forma, qui si gira con i sacchettini in mano pronti ad acquistare qualche carineria. Qui è tutto un vociare, da colui che vende fiori nel mercato giornaliero, al cameriere che cerca di invitarti a mangiare nel suo locale. E come locali, credetemi, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tutti magnifici, divertenti coi loro dehors ma anche eleganti. WP_20150328_016Ognuno di loro ha del pesce fresco sui bancali ricoperti di ghiaccio e anche ostriche, giovani e turgide, saporite e molluschi e tutto quello che occorre per soddisfare i palati dei più esigenti. WP_20150328_017Pesce fresco, ottimo. Profumato, cucinato in tutti i modi.WP_20150328_018Ma anche buona carne. Filetti alla griglia senza neanche un filo di grasso, spessi e cotti alla perfezione come il cliente desidera.WP_20150328_020 Le tavole vengono apparecchiate in modo perfetto con tanto di glacière per gustare ottimi vini bianchi. E mangiando, si ammirano gli acquisti fatti nei carrugi al pomeriggio. WP_20150328_024Spezie introvabili come il pepe di Sichuan o quello nero della Jamaique dal profumo meno giovane. Il Tandoori per un tocco indiano sulle nostre tavole e il sale pregiato della Camargue, non lavorato e quindi naturale. Ma ancora bon-bon coloratissime alla Verbena, al Mandarino, all’Eucalipto per la tosse. E che dire degli orecchini dei quali mi sono innamorata che rappresentano il bellissimo Frangipani? Stupendi, per 5 Euro, ne è valsa la pena non trovate? Presi in un bellissimo bazar, strapieno di cose, da incanto. E qui, qui c’è davvero di tutto, in alcuni locali si può addirittura prendere il tè e fumare il narghilè. Ma infatti, che sbadata, mi sono dimenticata di raccontarvi che prima della cena c’è stato ovviamente l’aperitivo, WP_20150328_014un cocktail analcolico e un immancabile Kir Royal, si possono gustare dei tanti e tipici Cafè, della zona. I tavoli minuti, i posacenere a pubblicizzare il Cynar, si, si, proprio come ai vecchi tempi. Locali dai quali è impossibile vedere il sole. E no, qui non può entrare.WP_20150328_010 Le chiese e i grandi palazzi d’epoca non glielo permettono. E che simpatici i posters vintage e i disegni sulle pareti dei Bistrot. WP_20150328_007Questo si, questo è proprio un altro mondo. Numerosissimi in questo via vai di gioia e ilarità. A passeggiare nella completa beatitudine. Oh si! Potete stare sereni. Soldati dell’esercito camminano per le vie assicurando la tranquillità più totale. Bhè, si sa, è proprio nelle zone vecchie dei paesi che gli spacci, le risse e diversi tafferugli, possono avere vita. Ma l’esercito garantisce e ci si può divertire. WP_20150328_008Ah! Nice! La bella Nizza. Affascinante. Che alla sera si colora e i giovani danno vita a piazze e piazzette. La Nizza un pò retrò. IMG-20150329-WA0004Misteriosa, orgogliosa, a disposizione. E allora cin cin Nizza! Salut! A te. Grazie per questa splendida giornata. E dopo l’ultimo drink, si torna a casa. WP_20150328_023Vi saluto, ma preparatevi per il prossimo tour! Smack!

Pigmy e il gioco delle Bocce

Ebbene topi ve lo svelo. Sono la figlia di un giocatore di bocce. Un gran giocatore di bocce. Un vero campione. Campione della Lunga. Vedete, il gioco delle bocce, molto sentito nella mia valle e anche in tutta la nostra vicina Provenza, si divide in tue tipologie: 53alla Lunga, con bocce più grosse, più regole e se vogliamo anche con più difficoltà e la Petanque con bocce invece più piccole e meno rigori nonostante vanti anch’essa diversi campioni. La differenza più grande tra le due sta nel campo da gioco. Se nella Lunga si utilizzano campi regolamentari e ben delineati da linee che servono alle regole della disciplina, la Petanque può invece svolgersi su qualsiasi tipo di terreno e senza righe a circoscrivere tranne il segno della postazione di tiro. SONY DSCPer cui, un prato, un terreno sabbioso, una strada non asfaltata, andranno tutti bene, con più o meno difficoltà, per divertirsi in compagnia. E’ un gioco infatti che possono svolgere i più grandi e i più piccini ma, i veri professionisti, si dividono in due categorie ossia il Puntatore e il Bocciatore. Colui che avvicina la propria boccia il più possibile vicino al pallino e quello che invece, con una bocciata, deve cercare di spazzar via la boccia dell’avversario. Esiste anche la figura del “Jolly”, mi si passi il termine, che è la persona in grado di puntare ma anche di bocciare all’occorrenza, quando i suoi compagni di squadra rimangono senza bocce o quando gioca singolarmente.altAmd9tgndmqIx1hKk0h6_n3huskAFUDd0UQR1PE88EaPc Mio padre è prettamente un puntatore. Il migliore ovviamente per me. Una precisione da maestro, un tocco pulito, un lasciare la boccia fluido e morbido. Pare governarla anche da lontano. Conosce le minime pendenze di ogni campo. Ha giocato ovunque nella sua lunga carriera iniziando da bambino. Divertentissimi sono i tornei estivi. Nella mia valle non c’è paesino che non abbia un campo da bocce e, alla sera, mentre gli uomini giocano, le mogli, con il golfino sulle spalle, li stanno a guardare. Si possono vincere anche ricchi premi a seconda dell’organizzazione o ci si può semplicemente prendere un pò in giro tra amici. Le bocce sono belle pesanti, di certo non rimbalzano e anch’io mi diverto molto con queste sfere lucenti. altAv5f33by4vA1mTgmKnwdIRBIjA9Bp46p6GGZUR4C7WUDMio padre, un gran giocatore, mio nonno un gran giocatore. Tutta la famiglia insomma. Ricordo di aver vinto una medaglietta anch’io in passato, durante una gara con il mio papà. Per il resto, la mia attività “boccistica” si limita al puro divertimento. Sono affezionata a questo sport. Ci sono nata dentro. Ho passato intere giornate e serate a guardare mio padre e non mi pesava. Quando un bocciatore stà per effettuare il suo lancio dopo aver preso una minima rincorsa, a differenza ancora della Petanque nella quale si boccia da fermi, bisogna stare tutti in silenzio e completamente immobili altrimenti il bocciatore oltre a sbagliare il tiro, potrebbe causare un danno serio sulla testa di qualcuno. Immaginatevi quindi le ammonizioni a noi piccoli quando, tutti insieme, ce ne stavamo lì, ai bordi del campo, a vedere i nostri genitori intenti a vincere. Ricordo l’aria fresca sulla pelle quando il giocatore mi passava davanti e, dopo aver tirato, mi sorrideva. altAveWiNa3rEM2DVKBg4_2X0HsH78VoFVfPZxtwFiOOOqSMi conosceva, ero la figlia del suo grande amico. Ricordo le scarpe impolverate di papà. Il suo sorriso quando mi diceva – Tieni – e mi regalava la medaglia vinta. Sempre. Ricordo i moscerini impazziti vicino ai lampioni. Ricordo gli stock! delle bocce che picchiavano tra di loro, le urla allegre di chi faceva punto e gli insulti scherzosi di chi perdeva. Ricordo le strette di mano a fine partita e poi tutti al bar del paese dove, il perdente, doveva pagare da bere a tutti. Che bello! Era arrivato il momento del gelato o del ghiacciolo all’anice! Alcune partite erano interminabili ma noi si stava lì e se proprio capitava che la noia s’impadroniva di noi, con la notte complice, si andava a giocare a nascondino per le vie del borgo. Molto spesso eravamo impazienti perchè i grandi ci dicevano che a fine gara, avremmo potuto giocare noi con quelle palle dure protagoniste della serata. Era come avere in mano un tesoro e, imitando i veri giocatori, lanciavamo il pallino, pulivamo le bocce con lo straccetto e marcavamo la grossa biglia a terra con l’apposito ferretto. E poi la si misurava anche. Ovvio. Vuoi mica che ti regalo un punto così, senza accertarmene? Con il piccolo metro, che era più divertente da maneggiare che altro, si contavano pazientemente tutti i cm che dividevano la mia boccia dal pallino e quella dell’avversario e…. via a litigare. Non è solo uno sport per me. E’ un ricordo, un incontro, un’emozione, un lieto pensiero. Sarò sincera, non invidio le mogli dei giocatori che ogni domenica e, in estate, quasi tutti i giorni, sono nelle bocciofile a perdere o a vincere. Ma per come ho vissuto io quest’attività, l’ho rinchiusa nel cuore. E voi topi, avete mai giocato a bocce? E’ anche da voi sentito questo passatempo? Un bacione, a presto!

Finocchio toujours!

U Fenuggiu, così lo chiamiamo noi. In realtà il suo nome scientifico è Foeniculum Vulgare ma, avete capito, di Finocchio si tratta. Una verdura, un ortaggio, una pianta erbacea prettamente mediterranea. Sana, leggera, ma dalle infinite proprietà terapeutiche e aromatiche. WP_20150225_014Si, anche aromatiche. Infatti, di Finocchio, ne esistono di due qualità, quello coltivato e quello selvatico che presenta una radice più piccola e più infiorescenze fuori terra. Come dicevo, quello selvatico ha un aroma e un profumo molto più intenso rispetto all’altro che invece ha un gusto più dolce. Quello che possiamo trovare nei prati e nei boschi riesce ad avere invece un profumo che, a chi non piace, può addirittura risultare fastidioso. Per me ovviamente fastidioso non è. Lo adoro. Mi piacciono le tisane che creo con lui, mi piace metterlo in insalata, nelle minestre e con i suoi semi, nella vicina Taggia, fanno dei biscotti eccezionali di cui vi posto un’immagine non mia. amicidiponenteFragranti e gustosi, di prima o di seconda cottura ossia, più morbidi o più secchi. Ma torniamo alle proprietà fantastiche di cui vi accennavo prima. Non vi parlerò delle solite capaci a disinfiammare o disinfettare; queste qualità fortunatamente appartengono alla maggior parte degli elementi del mondo vegetale. Voglio parlarvene di una in particolare utile soprattutto al sesso femminile. Il Finocchio infatti ha la capacità di regolare il flusso mestruale e di renderlo più voluminoso in caso di assenza, amenorrea. Inoltre, pulisce a fondo l’intestino lavando e risanando e le sue pareti per farle lavorare al meglio. WP_20150225_017Il Finocchio è buono in qualsiasi modo: cotto, crudo e anche sotto forma di decotti che nominavo prima, utili da dare anche ai neonati in caso di coliche. Non esagerate però con il Finocchio ossia, non prendete proprio alla lettera il titolo di questo post ecco. Sostituitelo con altri ortaggi, in quanto ha davvero questi alti poteri e potrebbe andare oltre al suo compito. Questo però sappiatelo, vale per qualsiasi alimento anche perchè abbiamo bisogno di tutte le vitamine e di tutte le sostanze nutritive per cui, variare è sempre meglio. WP_20150225_018Ciò che vi consiglio è di utilizzarlo nel vostro regime alimentare. E poi topi, volete mettervi a dieta? State sicuri che il Finocchio non v’ingrassa per nulla anzi, dovete accompagnarlo sempre a un pò di proteine, anche vegetali, altrimenti dopo vi verrà una gran fame. E’ così leggero che è quasi come bere acqua. Un’acqua benefica. Favorisce la digestione, è un valido fluidificante contro le secrezioni di muco e riesce bene contro l’alito cattivo. Un’altra cosa molto importante riguardo questo speciale ortaggio è il suo utilizzo in cucina. No, non più nel senso del gusto o della qualità. Nel senso che, del Finocchio, non si butta via niente. Potrete tranquillamente usare anche i teneri ciuffetti verdi che lo decorano, non buttateli assolutamente. WP_20150225_016Contengono anch’essi diverse proprietà e sono profumati e gustosi. E simpatici. Ottimi per le decorazioni oltre che salutari. Con i suoi semi inoltre, che ricordano un pò il gusto dell’anice, antiossidanti e dalla ricca quantità di fibre, potrete condire e insaporire diverse pietanze. Usateli come spezia nei piatti a base di verdura o di pesce. Che altro aggiungere? Nulla. Dire che è un vero toccasana è il minimo. Mettete in azione la vostra fantasia e alimentatevi in modo sano e corretto. Io vi lascio che vado a sgranocchiarne una fetta.WP_20150225_015 Ecco, a proposito, potrete darne dei tocchetti crudi anche ai vostri topini mentre guardano la TV anzichè le solite patatine. Fortunatamente, il Finocchio, piace molto anche ai più piccoli. Squit!

immagine biscotti amicidiponente

Una ricerca un pò….. osè

Scusate se vi parlo nuovamente di lui in così poco tempo ma questa ve la devo proprio dire. Fa parte delle mie topoavventure per cui, dev’essere assolutamente raccontata. Ditemi, avete mai sentito di un topo che cerca un gatto? No? Bene, leggete, leggete pure. E’ accaduto due sere fa. Gino, che ormai conoscete tutti, del quale parlai qui https://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2015/02/20/gino/  non si trovava più. Oh già. Erano le 11 di sera e si stava per andare a dormire. Ebbè si sa, gli ultimi controlli prima della notte e uno in particolare va ai nostri amici pelosi. Dovete sapere inoltre che Gino, abituato a fare uno spuntino prima della nanna e abituato a dormire con me, appena capisce che si va nel letto, è sempre il primo a partire. Ma quella sera, nulla. Gino non c’era. I gatti si sa, hanno il dono di sparire per ore e non si trovano, pur essendo tranquillamente raggomitolati da qualche parte. All’inizio infatti, non ero per nulla preoccupata. Io e topomarito iniziamo però la ricerca perchè qualcosa ci dice che non era negli armadi, o nel cesto della roba sporca ma ci guardiamo lo stesso. Per farvela breve, smontiamo la casa. Mi viene poi in mente che avevo portato in strada il mastello della spazzatura organica. – Non si sarà mica ficcato li dentro? -. Conoscendo il tipo, che ha sempre fame, scendo giù speranzosa ma…. niente. Dovete sapere, che i miei mici possono scorrazzare dal terrazzo, in giardino e andare in giro per il quartiere. Un quartiere dove fortunatamente non passano molte macchine e pieno di case intorno. Loro si divertono. Rincorrono le foglioline che svolazzano, fanno gli agguati tra le piante, scavano buche per poi rotolarsi nella terra. Ma vuoi vedere che ha deciso proprio stasera di andare a scoprire il mondo? Scendo di nuovo giù. Era intanto arrivata la mezzanotte e per strada c’era il silenzio assoluto. Cerco in giardino, niente. Cerco per la via, niente. Mi avvicino alle case, niente. Guardo sotto tutte le macchine parcheggiate, niente, niente e ancora niente. Inizia a subentrare il panico e anche un pò di rabbia. “Me l’hanno rapito, affettuoso com’è….”, “E’ scappato…”, “E’ andato e ora non sa più come tornare…”, “L’ha investito una macchina….. no! no! no!”. Insomma che mentre topomarito pregava sul terrazzo fermo come la Madonna di Fatima, io come una ladra perquisivo mezzo paese. – Gino! – chiamavo. Non m’interessava svegliare qualcuno, dovevo ritrovare il mio micio ma nessuno mi rispondeva. Il suo nome si perdeva nel silenzio e nell’aria vuota. – Gino! – continuavo, ma a rispondermi era solo il vento. Passai così una mezz’ora buona. Ritornai indietro. Dalla parte sinistra di casa ero già andata ma decisi di rifare un altro tentativo. M’incamminai dietro un palazzo. Buio pesto. La torcia del cellulare mi aiutava ben poco. In quel luogo il silenzio sembrava ancora più grande. Non poteva non sentirmi. – Gino! – riprovai. Finalmente, sentii come risposta un gracchio rauco tipo sgneeeck al posto di un – Miao! -. Era lui. Ne ero certa. Me lo sentivo. – Gino! – ripetei entusiasta e fremendo. Il mio urlo fu più deciso a quel punto e qualcuno, dal palazzo, si decise a dirmi le cose come stavano – No! Sono Mario! – rispose una voce maschile nel cuore della notte. – E io Andrea! Va bene lo stesso? – fece un’altra. “Macchissenefrega!”, mi dissi! Io avevo ritrovato il mio piccolo. – Gino! -, – E dimmi! – rispondeva uno dei due signori in notturna. – Gino! – feci ancora e un altro suono roco mi fece capire più o meno da dove proveniva quel gnaulio che si stava trasformando in preghiera. Fu a quel punto che mi scappò la frase che il sig. Mario e il sig. Andrea mai avrebbero dovuto sentire: – Gino! Amore! Stai fermo che… vengo io! -. Tananana….! Ebbene si, vi lascio immaginare, non posso davvero scrivere nulla. Ma in quel momento ben poco m’importava delle loro audaci risposte. Dico io, ma la moglie questi non l’avevano? Forse era già a dormire santa donna. Insomma, faccio il giro del palazzo e arrivo davanti al cancello di un residence. – Gino! – feci per l’ennesima volta. A quel punto, due occhi rossi, si accesero nell’oscurità. Dall’altra parte del cancello sotto alla siepe di bordo vidi il mio gatto che, terrorizzato, mi guardava aprendo la bocca e facendo tremare la mandibola. Non aveva più voce. – Vieni Gino, vieni… – lo incitavo accucciandomi a terra e questa volta badando bene di dirlo sottovoce per non farmi sentire dai due uomini del palazzo. Lui faceva di tutto per venire da me ma era così spaventato che si feriva e si faceva male da solo. In quello stato non ce la faceva. Tra l’altro dalle sbarre del cancello non riusciva a passare. Ma benedetto gatto, ma da dov’è che sei entrato? Come sei entrato, esci no? No. Non c’era verso. Dovetti aiutarlo. Provai a scavalcare il cancello ma gli spunzoni in alto non me la resero facile e poi, è difficile da descrivere ma è un cancello strano, posto su dei gradini, con sbarre sottili perpendicolari. Credetemi, niente di facile per me che mi arrampico ovunque. Dovetti così cercare di fare scaletta al gatto con le mani, mettendone una dopo l’altra sotto la sua pancia per oltrepassare i filamenti ferrosi posti di traverso. Arrivato in cima, dovevo fargli sorpassare gli spunzoni senza che si facesse male anche perchè lui non era per niente calmo nonostante fosse felice di vedermi. In bilico su una gamba sola e protratta all’inverosimile stile Nureyev, lo tirai fuori di li. Con il rischio anche di vedermi arrivare dietro una pattuglia visto che ovviamente il mio gatto era andato in una proprietà privata. Morale della favola, a lui ho quasi storto un’ascella che fortunatamente è guarita nel giro di qualche ora e io, attaccata a quel cancello, ho lasciato la manica della giacca. Gino ha dormito per una notte intera e non ha mangiato nemmeno il giorno dopo. Da quella sera vive appiccicato al mio fondo schiena senza muoversi di li, ma sta bene. Come si dice, tutto è bene quel che finisce bene ma una cosa vorrei aggiungere per il sig. Mario e il sig. Andrea – Non è che la prossima volta potreste scendere a darmi una zampa???!!! -. Grazie. Buon proseguimento topini e ricordate che a volte, anche un topo potrebbe mettersi alla ricerca di un gatto!

Voci precedenti più vecchie

abbandono abbigliamento abitanti acqua adulti aereo affetto affettuosa affreschi aforismi africa Agaggio aghi aglio agosto agricoltura agriturismo Aigovo aiuto alberi alcool ali alimento allegria alpini altare alveare amanti ambiente America amica amiche amici amico amore andagna Andrea angeli angoli angora animaletto animali anni anno antica antiche antichità antico antipasti anziani api aquila arazzi arbusto archi archibugi arco arcobaleno ardesia argentina argento aria Arma Arma di Taggia arte artista artisti Arzene aspettatemi assessore associazione atmosfera auguri austera auto autunno avventura avvocato award azzurro bacche Bacco bacio Badalucco baffi ballare bambina bambini bambino bambù banana band bar Barbara barbecue barche barche a vela barista basilico bastione battaglia bazue beagle befana bella bellezza bello bene bere biancheria bianco biancospino biberon biblioteca bici bionda birra blog blu Blue bocce Bordighera borgo boschi bosco bosco delle navette botte bottega botteghe bottiglia boy scouts braccia braccio bronzo Brugo bruno bunker Bussana Cabbage Cafè Cabotina cacciatori cachi caduta caduti caffè Calabria calcio calda caldo Caligola Calvino camion camomilla campagna campana campanile campi Campo Marzio cancello cane cani cannella canzoncina canzoncine canzone canzoni cappelletta cappelli capre capriole Carabinieri carattere carciofi carne Carpasio Carpenosa carrugi casa cascatelle case casette castagne castagni Castellaro castello cavalli celti cemento Cervo Cervo Ligure chiesa chiesetta chitarra Ciabaudo ciappe cielo Cima Marta cimitero cinema cinghiale cinghiali cipolla Cirano Claudio Porchia clima Clint Eastwood coda collane collezione collina Collodi colonia colore colori coltivazioni commissario compleanno Comune coniglio consigli consiglio degli anziani contadini coppa coppia cordialità cornice correre Corsica Corte corteccia cortile credenze croce Crocus cucciolo cucina cucina ligure cultura cuneo cunicoli cuore curry danza Dario Argento decoupage dedica Dei dialetto. diavoli Diavolo dicembre diga dimore Dio Dionisio dipinti disegni disinfettante divertimento documenti Doge dolce Dolcedo dolore domande donna donne Dragut Drego eco Eden edera Egitto egizi Eleonora Curlo Ruffini emozione emozioni energia entroterra equilibrio erba erbe erbe officinali Erli estate età Eugenio Montale euro Europa evento Ezio Sclavi Fabio Fabrizio De Andrè facebook faggio falene falesia falesie fame famiglia fango fantasia fantasma farfalle Fata Morgana fatto a mano fattoria favole febbraio felice femmina festa festival fiaba fiabe fichi fienile figli figlio filastrocca filastrocche film finestra finocchio fiocchi fiore fiorellini fiori fiume flora foglie folletti fontana fontane fontanella foresta formaggi formaggio formiche forno fortezza fortificazione fortificazioni fortuna foto Francesco francesi Francia frasi frati freddo fresco friscioi frusta fucile funghi fungo fuoco gabbia gabbiani Gaia galleria gatta gatti gattini gatto Gavano gelato gelo genio Genova geografia Gesù ghiaccio ghiro giallo Giampiero Laiolo giardini giardiniere giardinieri giardino ginepro giochi gioia giorni giovani giudice Giuseppe Giuseppina Gli Ausenda Glori gnomi gocce gola Grace Kelly gradi gradini grano grappa grata Grattino grazie Greci grigio grigliate grotte guanti guardie Guccini guerra gufo guscio habitat Halloween hotel Giovanna idratante il sentiero dei nidi di ragno immagini Imperia incidente India Indieisponente indigeni indovinello Inghilterra inglese insalata insegna insegne insetti insetto interiorità interno intervista intrugli inverno invidia Italia Italo Calvino Jovanotti labirinto lacrima laghetti lago Laiolo lampadario Lampedusa lampioni lana lapide larice larve latte Lattuga Laura lavagna lavanda lavatoio lavoro lecci legge leggi legna legno lenza Leopardi letargo letteratura lettere letto Levà Libereso Libereso Guglielmi libri libro ligure liguri Liguria limoni lingua liquore Loreto Lourdes lucciole luce Lucertola lucertole luci Lucy Luisa lumache luna lupi macchia Madonna Madonna della Neve Madonnina madre madri maggiociondolo Malva mamma mangiare manifestazione mano manto marchesi mare margherita Marguareis mari Maria marinai marito marmellate marmo Martini martire marzo Massimo Centini matematica matrimoni medici medico medievale medioevo meditazione melanzane mele menta meraviglia meridiana mia miao mici micia miele Milano militari miracoli miraggio Mirial mistero mitologia moglie Molini Molini di Triora monaci Monaco mondi mondo monete montagna montagne Montalto monte Monte Carlo Monte Ceppo Monte FAudo monti monumento Monviso mosca mostra mucche mucillagini mulattiere muli munizioni mura murales muro muschio museo museo della lavanda musica muso Napoleone Bonaparte naso natale natura nebbia negozio nenia nero nettare neve Nikon Niky ninfee nipoti Nizza Nocciola nocciolo noci nome nonna nonno Nord notte notturno novi ligure numeri nuotare Nuvola nuvole occhi occhiali offerta oli olio olive taggiasche ombra onde operai opere oratorio orchidee oriente origano orizzonte oro orti Ortica orto ospedale Osvaldo Poggio pace padre Padre Pio padri paesaggio paese palazzi palco pallone palme panchina panchine pancia pane panna panorama Pantan Pantano Papavero papà paradiso parchi parco Parigi Parodi parole partenza pascoli Pasqua passeggiata passeggiate passione passioni pastore pastori patate pato patologia paziente pecore pelle pelo Pepe peperoncino percorso personaggi pescatori pesce pesche pesci pesto petali petanque pezzi pianta piante piante grasse piatti piatti tipici piatto piazza pie piedi piemontesi Piero Angela pietra pietre. Pigmy pini Pinocchio Pino Silvestre pioggia piove pipì pirati pittori pitture Plinio Podestà poesia poeta poeti polizia polline pomodori Pompeiana ponente ponte ponte romano ponti popolo porta porte post potassio pozioni d'amore prati prato preghiera premio presepe prezzemolo prigioni prigionieri primavera Principe Alberto problema profumo programma pronto soccorso proprietà proverbi pulci pulire quadri quercia quiete raccolta ragazza ragazze ragazzi raggi ramazza rami Ravenna razze re Realdo Redentore regali regione regole Repubblica di Genova ricamo Riccardo Venturi ricci ricercatore ricetta ricette ricordi ridere rifugio rinfrescante ripieno ristrutturazione Rocca rocce roccia roditore Roma romane Romani rosa rose rosmarino rosso roveto rovine ruderi ruggine rugiada ruscello Russia sabbia Salamandra sale sali minerali salita salsa salsedine salvia san benedetto San Bernardo sano San Pietro SanRemo San Remo sanremonews Santa Brigida Santa Corona santa lucia santuario saraceni Sardegna Savona scalogno scarpe scarpette della Madonna schiuma scioglilingua scogli scoglio scoiattolo scopo sculture scuola scuole secolo seconda guerra mondiale selvatico semi semplicità semprevivi sentieri sentiero sentimento sentinella separazioni sera settimana sfinge Shakespeare siepi significato Signore silenzio simbolo simpatiche smeraldo socia Socrate Sofia sogni soldati sole soluzione sorpresa sorriso souvenirs spettacolo spezie spiaggia spine Spinola spruzzi squadra stagioni stanze star Stato statue statuti Stella stelle stemma storia strada stravagaria streghe strumenti studio vacuo stufa Sud superba Taggia tana tane tarassaco te tecnica tecnico tedeschi telefonata telefono tempo temporale tenda terra terra brigasca terrazzo testa testamento tetti tetto Tiberio Timperi Tigro timo tinte tisana tisane tomba topi topina topine topini topino topo Topolino tornata torre torrente torrente Argentina torture tradizioni traduzione tramonto tranquillità treno tribunale trifoglio Triora trompe l'oeil trote Trudy truppe tuffi tunnel U Camin uccelli uccello ulivi ulivo umidità università uomini uovo upega uva vacanza vallata valle Valle Argentina valle delle Meraviglie valli Valloria Val Tanaro Vanity Fair vasi vegetale veleno velluto Ventimiglia vento verde Verdeggia verdure vermi vestiti vestito vetro viaggio viagra via Soleri vicoli video vie vigili Vignai villa Villa Boselli Villa Faraldi vino vino rosso Viola viole violette Viozene Virgilio virtù viso vita vitello vittime viuzze voce volare Wikipedia Winx zafferano zampe zampe posteriori zampette zanzare zenzero Zerni Zeus zia zucche zucchero zucchini

Webmaster

Pautasso Design Inc.
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 96 follower