Un semino duro dal cuore tenero: la Nocciola

Buone eh? Le conoscete tutti lo so. Alcuni di voi ne vanno matti, altri invece magari ne sono allergici. Con loro, o si va d’accordo o no. Non ci sono mezze misure. SONY DSCSono semini duri. Quello che noi mangiamo, che stà dentro al guscio, o meglio pericarpo, è proprio il seme. Gustoso, croccante. Ma è anche tenero perchè ha delle dolci proprietà. La Nocciola infatti è sebonormalizzante, idratante, addolcente e ideale per le pelli giovani. Dona energia e salute al nostro organismo essendo un grasso vegetale e, come lo fa con lui, lo fa anche con la nostra pelle rendendola turgida e morbida. Molto ricercato anche il suo olio che viene utilizzato appunto dall’industria cosmetica perchè essa è un insieme di grassi buoni e utili, proteine e acqua. Mangiandola infatti, si assumono molte calorie. SONY DSCAl tempo dei Romani, veniva già usata, anche solo per il suo aspetto simpatico, come augurio di felicità, in ricche e divertenti composizioni e si leggono tracce di lei, addirittura su manoscritti cinesi risalenti a 5.000 anni fa. Ancora oggi, in terre come la Francia, si continua con queste antiche usanze soprattutto durante la celebrazione dei matrimoni. Avete mai pensato di sposarvi con in mano un mazzolino di Nocciole? Carino e sicuramente originale! Vi sembrerà ridicolo ma in realtà state semplicemente sprigionando tanta energia positiva per festeggiare il lieto evento. Il vero nome di questa pianta è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betullacee, quasi tutte addolcenti per il nostro fisico e lenitive. La mia valle ne è piena, sono fortunata. Molto spesso mi avrete sentito nominarle. Le uso spesso e non solo le mangio sgranocchiandole davanti a un film ma le trovo ottime in insalata oppure nei dolci. Per non parlare del gelato a questo gusto! Lo adoro! SONY DSCNella lingua anglossassone è chiamata Hazel con diverse sfaccettature che ne indicano la grandezza e la qualità ma, in questa lingua, pensate, Hazel è anche il nome di una città del Kentucky, negli Stati Uniti d’America. Devo andare nel Kentucky uno di questi giorni…. se sparisco di nuovo sappiate che sono lì. Scherzo! Nel mio dialetto invece si chiama Ninsoa con la O molto stretta. Eh… ma noi topini… non siamo gli unici ad amarle sapete? Devo dividerle sempre con Scoiattoli, Ghiri e persino Cinghiali! Sarà per via della sua enorme quantità di Vitamina E. Loro vogliono sempre avere il pelo il più liscio possibile. E’ per questo che mi stò preparando in anticipo.SONY DSC Ebbene si, vedete, anche se oggi in commercio questi frutti sono reperibili tutto l’anno, in realtà la loro maturazione avviene verso fine estate, giusto, giusto in tempo per prepararci meglio al letargo. Quindi è tutto un gira, gira e magna, magna. Dovreste sentire che bailamme nel bosco in quei giorni! Per fortuna però i nostri alberi sono molto generosi. Incredibilmente generosi. Spesso, si formano veri e propri grappoli di Nocciole che, con il loro peso, piegano persino i rami più fragili. Uno spettacolo. Per cui topini, preparatevi. Ancora qualche mese di pazienza ma poi potrete farvi la giusta scorpacciata. Io vado, inizio a fare posto nel Mulino. Un bacio!

 

La preghiera del Marinaio

Esiste un luogo dove non si dimentica. Un luogo che permette di ammirare, oltre che tornare indietro con la mente, il posto infinito dove uomini determinati, partivano per compiere lunghi viaggi. Il posto che non ha fine ai nostri occhi è il mare, gli uomini determinati e coraggiosi erano i Marinai, i nostri Marinai liguri e di tutta Italia, e il luogo che li ricorda è la Madonnina, in una teca di vetro, posizionata su una colonna nella nuova Piazza Caporale Tiziano Chierotti ad Arma di Taggia, esattamente di fronte alla piccola chiesetta di San Giuseppe. WP_20150226_004“AI CADUTI IN MARE” si legge chiaramente in una lastra di marmo del 1988. A tutti quegli uomini che per scoperte ma soprattutto per la guerra, hanno lasciato la loro vita in balia di quelle onde che non l’hanno più fatta tornare a riva.WP_20150226_003 Il mare splendente, che in tutta la sua bellezza, in ciò che noi spesso consideriamo egoismo, trattiene i corpi dei nostri cari. Uomini giovani, valorosi, che partivano per poi non fare più ritorno. Qui, dove sorge questo monumento, uno spicchio di spiaggia è utilizzato come parcheggio di piccole imbarcazioni a vela. Minuscole barchette e catamarani assopiti ad aspettare l’arrivo della bella stagione, ad aspettare anch’essi, di potersi tuffare in quell’acqua cristallina. E che bella la statua della Madonna, sembra in bronzo e la sua espressione è dolce. Le sue braccia aperte.WP_20150226_009 Una lucetta, la illumina anche di notte. E’ su, in alto. E dall’alto guarda tutti i passanti benedicendoli come ha benedetto i nostri Marinai prima dei loro lunghi e in questo caso tristi viaggi. Una preghiera in loro onore è stata posizionata ai suoi piedi, una preghiera toccante, dedicata alla protezione di Dio sui Marinai e su tutti gli Ufficiali della Marina Militare Italiana. WP_20150226_006Incastonata invece tra mattoncini color vermiglio, risalta nel suo blu cobalto, la scritta riportante la testimonianza della Medaglia d’Oro al Valore Militare. Un glorioso sacrificio, a quanto si legge, di queste vittime di sistemi più grandi di noi. WP_20150226_005Le quattro stellette agli angoli e la cornice intorno, sono dorate. Ma in basso, contro questa colonna, non ci sono solo scritte. Un simpatico timone e una pesantissima ancora verniciati di nero, fan da simbolo da una parte e dall’altra, a quella che è la navigazione. E se ne stanno appoggiati lì, dietro ad una catena che li recinta. A farsi guardare. Ad aspettare chissà cosa. WP_20150226_007Sotto il sole e sotto la pioggia. Se ne stanno li di fronte alla piccola e antica chiesetta anch’essa affacciata sul mare. WP_20150226_008Pure le persone amano starsene, sedute sulle panchine in questo luogo pacifico. Rilassandosi, mentre i bambini giocano e i piccioni sono costantemente alla ricerca di qualche bricioletta di pane. Non sanno mica, spensierati, cosa è successo in quel mondo azzurro che hanno davanti. Ma chi può saperlo? Solo i naviganti potrebbero raccontare ma quelli ai quali tutto ciò è dedicato, non ci sono più. Non fa niente, non importa, rimaniamo ugualmente qui a non dimenticare. Rimaniamo a rivolgere uno sguardo e un sorriso a questo luogo dedicato a loro.

Allegria a Dolcedo

E qui sono tutti amici, come una grande famiglia. Qui c’è sempre allegria e voglia di fare. Circa 1.500 abitanti che si aiutano, organizzano, inventano, si divertono. Siamo a Dolcedo, in provincia e sopra Imperia, in questa bella Liguria di Ponente a due passi dalla mia valle. Siamo anche a due passi dal mare e circondati da un azzurro cielo e un verde dalle sfumature argentee.WP_20150222_026 Il paesino, collocato nella parte di entroterra chiamata Val Prino, è circondato da ulivi e mimose e bagnato dal torrente omonimo alla valle e dal rio Boschi. Piccolo e caratteristico questo borgo, che in dialetto noi chiamiamo Duceu, è attorniato da tante minuscole frazioni come Bellissimi, Isolalunga e Lecchiore.WP_20150222_006 Intorno al XII secolo e prima ancora, fu proprietà di diversi conti e marchesi fino a divenire, nei primi anni del 1600, parte della comunità di Porto Maurizio, ossia quella che tutt’ora è la parte di Imperia più ad Ovest. Furono però solo i monaci Benedettini a coltivare gli ulivi, insegnando quest’arte anche alla popolazione. Crearono anche frantoi e tutte le apparecchiature dell’epoca, atte a produrre quel che è diventato oggi l’Oro della vallata. Un paese che ha sempre avuto voglia di fare, come vi dicevo prima, pieno di allegria. Guardate ad esempio in chi mi sono imbattuta.WP_20150222_008 Sentivo buona musica. Degli strani tizi che cantano e suonano a meraviglia! Oh! Ma sono i Long Island Band! Conosciutissimi in questa zona! Urlano al vento le cover più popolari che ci siano, mi vien voglia di ballare, sono bravissimi ma non posso, devo continuare il mio tour e sotto le note di “Have you ever seen the rain“, un pezzo forte dei Creedence Crealwater Revival, mi allontano.WP_20150222_015 Lascio qui davanti, qualcun altro a scatenarsi! Gente che saltella felice e bimbi che giocano con oggetti antichi che oggi, non si vedono più. WP_20150222_012Sembra di essere nel paese delle meraviglie. Le persone sono accoglienti e le case intorno di una bellezza tipica e caratteristica della mia regione. Si affacciano sulla strada principale alcune. Altre invece sono tutte da scoprire nella parte più intima e centrale del paese. WP_20150222_005E’ la parte che porta al torrente costeggiato da una mulattiera che, se percorsa, fa giungere sino a un prato usato per feste e sagre d’estate. WP_20150222_031Per arrivare a questa stradina, si può passare dagli scalini dei carrugi e trovarsi negli angoli classici di questi borghi, sotto le case, di fronte alle cantine e alle vecchie stalle, oppure si può attraversare un enorme portone che collega due piazze, quella del paese a quella della chiesa.WP_20150222_028 La chiesa medievale di San Tommaso Apostolo che subì un restauro nei primi anni del 1700 così significativo da cambiarle completamente lo stile. WP_20150222_029Bellissima sia fuori che dentro. Parecchio grande. Tutta colorata da un bel blu vivace e un oro sgargiante. WP_20150222_035Ma non è l’unica chiesa. Tra chiesette, cappelle e oratori, come quello di San Lorenzo dotato di due piccoli campanili (che potete vedere nella seconda foto di questo post), Dolcedo è sicuramente uno dei paesi con più architetture religiose di tutta la valle. WP_20150222_021 Ma torniamo nei carrugi. Dove le case sono ancora abitate. Dove risuonano i rumori di pentole che sbattono e fuoriescono dalle finestre aperte profumi deliziosi di una cucina che permane. Gli abiti stesi attraversano queste piccole viuzze da parte a parte, rimanendo sospesi nell’aria umida che sale dai vicoli ombrosi.WP_20150222_027 Il rumore del torrente rieccheggia tra le vicine pareti, fredde, spesse, spezzate di tanto in tanto da porte massicce in legno o scale di pietra. Scorre veloce spumeggiante e formando piccole cascatelle, sopra i massi, sopra l’erba, tra le piante. WP_20150222_030E si può notare la sua bellezza da parecchi punti di Dolcedo perchè anche la strada principale, che lo attraversa, passa sopra al fiume.WP_20150222_024 Ed è bellissimo vedere i piccoli ponti in pietra, le case di vari colori sulle sue rive. Gli alberi coraggiosi che ci vivono di fianco e noto che, grazie ad alcune scalette, si può scendere ancora più vicino a lui. La strada principale è molto larga e subito dopo la curva divide il paese in due. WP_20150222_023Divide anche la grande piazza formandone due più piccole. In una di queste, quella più a valle, c’è uno spazio molto carino nel quale sono stati costruiti una splendida fontanella a più strati e una statua raffigurante il busto di un uomo dallo sguardo severo che ahimè, non ho capito chi è. WP_20150222_010So soltanto che ai suoi piedi, sui suoi gradini, si siedono assieme bambini e ragazzi per giocare e chiacchierare. WP_20150222_011Le bandierine appese sopra di lui, immagino siano un rimasuglio di Carnevale, ma son così carine che io le lascerei tutto l’anno. Dolcedo ha davvero un’atmosfera tutta sua. WP_20150222_022Le corti di case imponenti, realizzate con l’amica pietra, lo incorniciano di un verde cupo, intenso. Tanti, in questa stagione, sono gli alberi ancora spogli, ma prevedo un Dolcedo ancora più lussureggiante con l’arrivo della primavera in quanto piante, ce ne sono davvero molte. Sbucano tra le abitazioni appiccicate tra loro quasi a formare uno scudo. Uno scudo che, a prima vista, sembra impenetrabile. WP_20150222_034Arroccate una su l’altra. Unite, sembrano un caseggiato unico. Il guscio stesso del paese. Allora, vi è piaciuto Dolcedo? A me molto. WP_20150222_043Ora direi che dobbiamo rincasare però, è arrivata la luna e il paese inizia ad essere avvolto dall’oscurità e da una fantastica tonalità di lilla, ma anche da un’atmosfera molto particolare grazie ai suoi lampioni e alle finestre accese. Buon riposo topi, alla prossima.

Acqua che gioca

Sono le cascatelle della mia valle. Sono ovunque, sparse qua e là. Spruzzano acqua fresca dappertutto e spesso, quell’acqua, è neve che si scioglie dalle alte montagne. Andiamo a vederle insieme.SONY DSC Quanta energia, quanta vitalità e quanto rumore alcune! Si fanno sentire con il loro gorgoglio per boschi e colline. A me piacciono tantissimo. Bagnano la roccia, le piante, il muschio. Piantaggine e Capelvenere si divertono moltissimo sotto i loro schizzi. Alcune son più grandi e più potenti, altre si presentano con un lieve gocciolio ma sono tutte sempre lì. SONY DSCLavano, puliscono. Sempre presenti. Quel loro perpetuo scrosciare giù, veloci. Vivaci. Soprattutto in estate, nonostante la siccità. In inverno invece, alcune di loro ghiacciano, disegnando lastroni opachi e biancastri alla base delle falesie. Freddi, scivolosi. SONY DSCFormano delle piccole stalattiti pungenti. A ghiacciarsi sono quelle più sottili, meno impetuose. Quelle che raramente la fauna che abita i miei monti usa per abbeverarsi; e si, perchè loro non formano ruscelli, si limitano ad accarezzare il verde, la pietra, dolcemente, ogni giorno. SONY DSCSenza bollicine, senza schiuma bianca, senza piccoli mulinelli all’arrivo. Senza appiattire i ciuffetti d’erba che invece giocano con gli altri scivoli d’acqua più calmi. Le cascatelle, che con il loro trambusto attirano sguardi e mani che ci si infilano sotto bagnandosi divertite. Che brillano al sole o si confondono con la pioggia. SONY DSCChe notte e giorno son sempre lì, costanti, persistenti. A formare piccole lagune, rii, giochi di gocce e bolle inimitabili. Che saltano, si tuffano, ritornano, traballano. Che più calme, tremulano prima di lanciarsi nel vuoto, come a prendere bene la mira. E’ bellissimo e rilassante rimanere ad ammirarle.SONY DSC Non ci si stanca mai. Son sempre lì ma sempre diverse. Mi piace cercarle, andarle a scovare. A volte si nascondono molto bene tra alberi e arbusti. A volte invece, ci seguono per tutto il sentiero o vanno esattamente nel senso opposto. E fanno compagnia! Con i loro “glu, glu” e i loro “cick, ciak” o “pluk, pluk”. E come vanno veloci certe!SONY DSC Le foglioline trasportate, che cadono giù in picchiata, filano come dei siluri argentati. Le cascatelle della mia valle, un pò timide, un pò bizzarre. Ma di gran compagnia. Tutte quante. E’ stato simpatico presentarvele, però adesso scusate ma mi è venuta una gran voglia di farmi un tuffo con il mio guscio di noce per cui…. vado! Voi che fate? Squit!

Un altro blog – da 0 a 2

indexOggi topini vorrei parlarvi di un mio progetto ma prima per favore lasciatemi ringraziare la mia amica Mirial del blog – Storie di Una Notte di Luna Piena – che, nonostante la lunga assenza mi dato in dono un bellissimo premio che ho apprezzato tantissimo. E’ il premio “Thank You”. Grazie davvero Mirial. Me lo tengo caro e gli dedicherò sicuramente il post che merita. Tornando invece al progetto di cui vi parlavo, si tratta di studi che da tanti anni mi affascinano e che mi hanno portato finalmente a quello che considero il mio percorso. Dopo il periodo di trambusti appena passato, i quali comunque dovevano esserci per poter arrivare a questo, ora ne ho la certezza, sono finalmente giunta all’opportunità di svolgere ciò che mi ha sempre appassionata. Si parla di tecniche e filosofie alternative volte allo star bene e tante, tante altre cose. Ovviamente per ora il blog è praticamente vuoto ma lo riempirò presto per cui, se vi va, andateci a dare un’occhiata ogni tanto. Su di lui comunque troverete tutto quello che vi occorre per capire meglio di cosa sto parlando se poi, qualcosa ancora non vi è chiara, chiedete pure naturalmente. Spero vi piaccia. L’indirizzo per trovarlo è il seguente
prositvita.wordpress.com
E così, se fino a ieri non portavo avanti nemmeno un blog, ora ne ho addirittura due! E bhè si, io le cose poi quando le faccio, le faccio bene eh?! Vi aspetto allora e vi lascio con un abbraccio e un bacio. Pigmy.

Immagine blog.3d0.it

L’Orchidea Cymbidium

Oggi topi vorrei presentarvi un mio piccolo vanto. Dico piccolo perché ho amiche che ne possiedono esemplari immensi e fantastici. Si tratta di uno dei fiori più belli che Madre Natura abbia inventato anche se in realtà, ogni fiore è una piccola, grande meraviglia. WP_20150220_004Queste che vedete sono delle Orchidee Cymbidium e le definisco un mio vanto, in quanto i miei due vasi straripanti sul terrazzo, da ben nove anni, ogni febbraio, puntualmente, mi riempiono di questi splendidi fiori. Il loro colore è di un giallo/verde screziato di amaranto e bianco. Molto fini, eleganti e affascinanti ma devo dire anche molto robusti e resistenti a intemperie di ogni tipo, piccini. Questi ultimi mesi poi! Temporali, trombe d’aria, acquazzoni, di tutto. In realtà ciò di cui ci innamoriamo noi è per l’Orchidea una vera e propria fatica. Infatti esse sbocciano per potersi riprodurre ma nel farlo si stancano parecchio.WP_20150220_007 Però che spettacolo! Evviva la sincerità! Di Cymbidium ne esistono di diverse tonalità una più bella dell’altra: rosa, bianca, verde, bicolor… A vostro gradimento. E’ una pianta che anche i meno esperti potranno godersi basta avere determinate attenzioni. E’ infatti un fiore che gradisce molto sole anche se non ci deve cuocere sotto direttamente, per cui se desiderate tenerlo in appartamento, assicuratevi che abbia abbondante luminosità e una buona ventilazione. Per fiorire infatti desidera un po’ di sbalzo di temperatura dal giorno alla notte; è per questo che è preferibile lasciarla all’aperto. WP_20150218_001E’ formata da diversi pseudobulbi avvolti nelle foglie stesse, lunghe e sinuose, di un bel verde cupo e brillante e, il suo nome, deriva dal greco “Kimbe” che vuol dire barca a causa della forma dei suoi petali. E’ una pianta originaria dell’Australia e dell’Africa ma anche in Asia ne sono stati trovati diversi esemplari. WP_20150220_009Oggi invece, la si può notare in parecchi giardini o su diverse terrazze. E’ molto comprata ma spesso sofferente. Forse una scarsa concimazione che dev’essere ben regolata tra Azoto e Potassio a seconda del periodo o forse troppa acqua, la quale permette l’aumento del numero delle foglie ma non permette alla pianta di fiorire. Il substrato deve essere sempre bello umido e non completamente secco ma questo non vuol dire che desidera bere spesso. La Cymbidium preferisce nettamente l’asciutto. D’estate invece, periodo durante il quale le annaffiature avverranno più frequentemente, si possono eseguire anche delle nebulizzazioni durante le ore più fresche della giornata, come verso sera, ma sempre senza esagerare. Riesce a vivere con il suo folto fogliame anche in vasi costretti ma se vedete che gli pseudobulbi iniziano ad essere troppi, o il vaso inizia a deformarsi, è ultra consigliabile travasare la pianta che non ama molto essere disturbata per cui aspettate la fine della fiorituta per procedere a questo passaggio e tenete presente, grosso modo come riferimento, il periodo di fine primavera.WP_20150220_008 Ricordate inoltre di non annaffiare subito dopo il travaso. Per le successive 24 ore, questa meraviglia ne avrà a sufficienza del nuovo terriccio che dovrà contenere del bark o sfagno. Vi consiglio per tutti i vostri dubbi, http://www.elicriso.it un sito decisamente valido. Ma veniamo ad altri interessi. Sapete che l’Orchidea, simbolo afrodisiaco e di bellezza per eccellenza, è il fiore della fertilità e delle nuove nascite? Oh già. Per ogni suo colore inoltre, può avere diversi significati ed essere regalata a seconda della ricorrenza. La Cymbidium soprattutto, vuole la tradizione, che venga regalata per il 28° anno di matrimonio. Per cui giovani donne, se desiderate farvi regalare questo spettacolare fiore per l’anniversario delle vostre nozze, dovrete attendere parecchio! :-D Ora però vi devo salutare, vado a toglierci un po’ di erbacce cresciute tra gli steli. Devo pulirle per bene le mie Cymbidium. Squit!

Gino

In questo anno cari topini, me ne sono capitate un po’ di ogni, tra le quali anche questa. Si, avete già capito dalle immagini. Lui è Gino. Ora ha 8 mesi. WP_20140701_029Quando la mia amica Niky ce lo ha dato a giugno per il compleanno di topomarito, sapendo che sarebbe stato più che gradito e il signorino qui presente era stato rifiutato dalla mamma (poi ho anche capito il perché), aveva appena 15gg. WP_20140711_002Come ha fatto a salvarsi la vita da due gattoni maschi adulti che volevano farne una pallina, lo sa solo lui (ma poi ho capito anche questo). Topomarito, emozionatissimo, quando lo vede mi dice che desidera per il SUO gatto un nome più che importante, ricco di personalità. Tutti gli imperatori, i grandi re, i capotribù della storia, mi sono giunti alla mente e srotolavo nomi a tutto andare ma nessuno riusciva a colpire il suo interessa finchè poi, alla fine, esausta da quel microbo lungo 10cm che mi stava facendo scervellare dissi – E chiamalo Gino allora! -. Ecco il nome perfetto che stava cercando. Ecco il nome nobile, austero e notevole che il SUO gatto meritava. Gino. E Gino fu.WP_20140727_001 E Gino fu talmente tanto che anche quando gli dicevamo –No!- dopo che ne aveva combinato una delle sue, anziché imparare, era semplicemente convinto che lo stessimo chiamando. Si perché vedete amici topi, voi dovete saperlo, io capisco che può sembrarvi retorica ma credetemi che non è così: questo gatto, non è normale.WP_20140727_005 No, non lo è veramente. Voglio dire, da buona topina che sono, di gatti ne ho avuti per così nella mia vita. Maschi, femmine, trovatelli, mezzi morti, sani e vegeti, orfani, non orfani, insomma, di tutte le mene e di tutte le specie ma io vi assicuro che persino San Francesco mi avrebbe detto – Pigmy….. ahimè, questo micio non è normale -. WP_20140727_006Vi dico che persino sua mamma lo ha rifiutato. No, no, questa volta non facciamocene una colpa; Mamma Gatta ha avuto in seguito tutta la mia comprensione ve lo assicuro. Lei aveva già capito. Mica non aveva latte sufficiente? O una crisi post partum…. No! Lei aveva subdorato di aver partorito l’Attila del Regno Felino. Appena arrivato a casa, sempre lungo 10cm appena, ci rendiamo conto che come gattino, era parecchio sveglio. WP_20140806_001Vi ripeto, conosco moooolto bene i miei antagonisti come topo. Mi soffermai a credere però che si trattasse di una spiccata intelligenza naturale. Ma dopo soli tre giorni dovetti già ricredermi. Ora, era lungo 10,2cm e i miei due porcellini d’india ne erano già altamente terrorizzati. Con una zampa lunga quanto un mio mignolo cercava con tutte le sue forze di acchiappare la mela all’interno della loro gabbia e se loro facevano tanto che scappare impaurite, egli si attaccava alle sbarre e iniziava a sibilare col pelo dritto a testa in giù come un pipistrello inferocito.WP_20140807_002 Aveva ragione lui! Da notare che le mie cavie convivono serenamente con il cane e con la MIA gatta da anni, senza alcun problema. La MIA gatta infatti, non ha mai dimostrato fastidio nemmeno per criceti o uccellini che porto a casa per curare (all’inverso di quando è fuori, si sa), ma quando vede Gino inizia ad emettere soffi e brontolii che diventavano via, via veri ruggiti. E pensate che dopo tutto questo avvertimento Gino se ne fa forse un problema? Per tutta risposta, il nuovo arrivato, fin dal terzo giorno, prende la rincorsa e le salta sulla schiena per poi lasciarsi cadere con i piccoli artigli protratti, in modo tale da eliminare, alla MIA piccina offesa, praticamente la metà del pelo che ha e che poi raccolgo a batuffoli per tutta la casa accarezzandola. Lui, nel mentre, con sussiego, se ne sta già studiando un’altra del tipo, attaccarsi a peso morto alla sua coda come un barattolo di latta. L’effetto è lo stesso. WP_20141020_001Ora immagino abbiate capito anche voi perché i due gattacci adulti di prima non sono riusciti a fargli nulla. Topomarito è passato dal – Ma guarda sto patatino che strano modo di giocare ha? Chissà quante ne ha viste! -, al – Pigmy! Gino ha il diavolo in corpo!! -. Oh si! Le mie Orchidee? Di 10, me ne sono rimaste 3. Secondo lui, ogni pianta è erba-gatta. E dire che dovrebbero avere un istinto naturale.WP_20141029_002 Di suppellettili? Neanche più l’ombra. Le scarpe? Per noi sono diventate un op tional e potete ben vedere anche voi che si tratta di un gatto non di un cane. Anche perché dovete sapere che il signorino, se stiamo a casa la sera (e dobbiamo quindi obbligatoriamente giocare con lui), allora rimane sveglio e di notte dorme, ma se per caso decidiamo di uscire e quindi lui si annoia, dorme prima, e…. alla notte, non vi dico. WP_20141108_001Non vi dico nemmeno le litigate per pappa e cassettina dei bisogni con la MIA Giuggiola. Lui, impertinente e spavaldo, le si attacca alla collottola dandole più fastidio di qualsiasi altra cosa. Curioso come pochi. Persino quando si tira lo sciacquone del gabinetto deve andare a vedere quale magolamagamagia sta accadendo all’interno del WC. WP_20141127_004Fai la doccia? E lui si tuffa nella vasca all’interno della quale ancora non ha capito che c’è l’acqua che lui detesta. Immaginatevi quindi il risultato di lui che fradicio salta via e corre per tutta la casa. Fai la lavatrice? E devi accertarti più e più volte che non ci sia finito dentro, dato un dramma sfiorato tempo fa. Leggi nel letto? Prova a voltare la pagina del libro se sei capace. Da nascosto non si sa dove, balza all’improvviso artigliandoti la mano. Tutto il giorno, tutto il giorno. Azzanna gli stinchi al cane. Pretende di rosicchiare i fili elettrici. Ruba le spugne per lavare i piatti trasportando acqua ovunque e facendone poi mille pezzi. Saltella sulla tastiera del computer quasi facendotelo apposta. Insomma, prima di andare a dormire, dobbiamo passare un’ora a togliere tutto ciò che può essere di suo gradimento, comprese le calamite attaccate al frigo. Tra l’altro, sbadato com’è, prende botte a destra e a manca ma mica capisce. Adesso ad esempio, sta pretendendo di saltare da una poltroncina a terra, fin su al secondo letto a castello dove Topina ha una specie di capanna con tanto di sbarra davanti. E’ già due volte che cade rumorosamente al suolo, scappa e poi torna fiero col petto in fuori guardando il letto lassù come a sfidarlo. Ovviamente, la seconda volta si è portato giù anche cuscino e metà coperte. E dire che la maggior parte del tempo la passa fuori a sfogarsi! Dove: toglie la terra dai vasi, sradica piante, rompe sacchetti dell’immondizia, spinge via con le zampe le mattonelle, si arrampica in cima alle persiane e poi urla perché non è più capace a scendere. Insomma, per la serie “si cede GRATUITAMENTE simpaticissimo gatto con tanto di assegno di mantenimento mensile incorporato!!!”. Ok? Ok che? Ok no. No perché alla fine comunque io sotto, sotto, penso di avere ancora un pezzettino di cuore per lui. Anzi no guardate, lo confesso. Gli voglio bene. Ok l’ho detto. Ma dimenticatevelo subito. E’ solo che…. che quando viene a dormire solo dove sono io, quando faccio il bagno e lui mi aspetta sul bordo della vasca (la massa d’acqua, quella la conosce a confronto della doccia), quando lo chiamo e arriva, quando con la testa s’infila sotto il palmo della mia mano, quando lo sgrido e facendo finta di niente mi si siede accanto sperando ch’io non lo veda, quando faccio ginnastica e lui vuole farla con me, quando piange perché esco sul terrazzo a stendere, quando mi viene in braccio e mi ciuccia una ciocca di capelli, quando misura la lunghezza della sua zampa a confronto di un mio piede, quando sta a guardarmi innamorato mentre mi vesto al mattino, quando pretende di passarmi lui il pennello del phard sulle guance o sceglie il colore per il mio ombretto, quando mi perde gli orecchini ma poi dopo giorni me li riporta felice…. Per tutto questo si, lo ammetto, gli voglio bene. WP_20150213_003E’ il gatto più vivace che ho conosciuto nella mia vita ma posso dire con sicurezza che è anche il più affettuoso. Il MIO Gino.

Di nuovo un pò di Valle

Allora vediamo un po’ dov’ero rimasta? Ai giardini si! Alla Rocca su a Montecarlo, ricordate? Ehm… e probabilmente mi ci sono anche persa in quei giardini o, come aveva predetto Pani, un gufo mi ha portata via. Bhè sono riuscita a tornare in tana topi. Son riuscita a tornare e devo dirvi che fa davvero freddino qui. Urca! Ma non posso certo lamentarmi sentendo le notizia provenienti dalle altre parti d’Italia! Qui è un paradiso in fondo! Lo sapete che i primi di febbraio sono persino maturate le banane su delle piante in quel di San Remo? Oh già! Leggete http://www.puntosanremo.it/litalia-nella-morsa-del-gelo-e-a-sanremo-maturano-le-banane-lo-strano-clima-che-sconvolge-la-natura/ E la mia valle è sempre bella come un tempo sapete? Guardate, eccovene una prova. WP_20150125_001I monti, la neve e laggiù, il mare che sembra un piatto dorato. Non è una meraviglia? E sono in alto eh? Sono a circa 1300 mt s.l.m., sto quasi per arrivare in cima al Monte Ceppo. C’è silenzio intorno a me. Pensavo di trovare gli amici Ghiri e Scoiattoli ma mi sta che stanno ronfando alla grande. Io con questa storia che mi son persa nella Cote d’Azur quest’anno mi son saltata il letargo ma -meno male- direte voi! Altrimenti chissà quanti altri mesi passavano! Insomma, vi ho rinfrescato un po’ la memoria? La Valle Argentina, in tutto il suo splendore. Ora vado a prepararvi altri articoli. Abbiate pazienza sono un po’ in arretrato. Un abbraccio e uno squit!

Eccomi di nuovo qui

Eccomi di nuovo qui. Perdonatemi il tremendo silenzio per favore. Ci sono stati un po’ di disguidi di diversa natura ma posso assicurarvi di non essermi mai dimenticata di persone splendide come voi. Questo post nasce infatti unicamente per ringraziarvi, con tutto il cuore, per i vostri commenti e le vostre mail che ho letto, in questi giorni e che mi hanno commossa. Tanti nuovi follower e voi, incredibili come sempre, nonostante lo stop di più di un anno. Ho capito che “La Topina della Valle Argentina”, non poteva “morire” grazie all’impegno e la dedizione con i quali ho sempre portato avanti questo blog, ma soprattutto grazie a voi. Dico subito a tutti, viste le numerose domande che ho ricevuto a proposito, che Topononno non c’è più. Alcuni non si osavano a chiedere, altri han chiesto senza timore. Ebbene, si sa, questa è la vita. Ma lui e i suoi racconti han fatto si che una parte della Topina della V.A. si formasse per cui, motivo in più per continuare questo cammino. Era uno dei protagonisti diciamo. Ho comunque ancora nel cuore e nella mente tanti suoi racconti che risulteranno interessanti quindi, se ancora vi andrà di seguirmi, potrete mi auguro, passare le stesse ore liete che ho passato io ascoltandolo. Grazie ancora per tutto. Vi considero dei veri amici. Un grazie in particolare a Miss Fletcher in quanto, avendo con lei unicamente anche un rapporto telefonico, è stata quella che più di tutti, con una dolce insistenza, mi ha portata a continuare quest’avventura che volevo alla fine lasciare
– Ormai come torno Miss? – le dicevo.
Ma lei continuava. Ostinata. Punzecchiando. Garbata e gentile. E ha fatto bene. Quando, dopo un anno, ho riaperto la mail, ho capito cos’intendesse dire. Per cui un grazie tutto per te Miss, sincero. E allora grazie, grazie ancora a tutti. Siete pronti quindi per ritornare a girovagare in valle? Ne abbiamo di lavoro da fare. Per troppo tempo abbiamo abbandonato, anzi ho abbandonato, questi magici luoghi. Ci aspettano, preparatevi, si torna a gironzolare topini. Un fortissimo abbraccio, la vostra Pigmy.
P.S.= Una cosa ci tengo a sottolineare. Ho passato due giorni a rispondere a tutti i messaggi e c’è stato un momento che arrivavano risposte da ogni dove, insomma un casino….. un meraviglioso e stupendo casino, perdonatemi il termine, per il quale non finirò mai di ringraziarvi. Se però, non ho per caso risposto a qualcuno o mi è scappato un commento, sappiate che non l’ho fatto volontariamente e me ne scuso in anticipo.

Vi abbraccio forte.

Nei giardini, di notte

E potevo forse andarmene da Monte Carlo, dalla Rocca, senza passare prima dai meravigliosi Giardini di San Martino? Ricordate il Principato di Monaco nel quale vi portai giorni fa? Ci ritorniamo. Voglio ancora farvi vedere una cosa. Un parco bellissimo che ospita numerosissime specie di piante grasse e non, ma soprattutto fiori.SONY DSC Fiori bellissimi e colorati. Questa volta, vedremo questi giardini in un contesto particolare. Un contesto creato dal tramonto. La luce fioca della sera non mi ha permesso meravigliose foto, accontentatevi per favore, vi prometto un reportage migliore eSONY DSC al sole ma, in notturno, credetemi, l’atmosfera è comunque fantastica. Non c’è folla a quest’ora, solo moscerini e farfalline che danzano frenetici intorno alle luci.SONY DSCNon saprei dirvi il nome di queste piante, non saprei dirvi da che paese arrivano o qualcosa di scientifico come spesso faccio, mi limito a godere di questa strana passeggiata e, ad acchiappare maggiormente la mia attenzione, ci pensano le statue in bronzo. Più suggestive che di giorno. SONY DSCRiflettono la luminosità in modo discreto e, i personaggi rappresentati, sotto l’oscurità, appaiono più vulnerabili. Le sfumature di luce, disegnano delle espressioni in più sui loro volti. Intorno alle siepi che circondano le strette viuzze utili per la visita, si apre un panorama surreale; lo stesso che vi mostrai nel post precedente su Monte Carlo. SONY DSCQuesto giardino è pubblico, non bisogna pagare nulla per venirci ma, per i topini, è l’ideale visto che accoglie anche una grande vasca di pesciolini rossi, Papiri e Ninfee. Qua e là, qualche panchina, che rimane all’ombra durante le calde ore del giorno, permette un fresco riposo sotto a pergolati di Rose e altri rampicanti.SONY DSCMaestose fontane possono rinfrescare in caso di bisogno ma ormai, in autunno, non si soffoca più e, anche tutte queste belle piante, dalle foglie lucide e turgide, lo dimostrano. Tutto assume un’altra vita. Mi sento come in un luogo surreale. Le strade buie, chissà cosa ci sarà più in là. Flora, tanta flora che ci fa ammirare esemplari rari e alcuni anche giganteschi come gli alberi sopra le nostre teste.SONY DSC Ma che belli i giardini di notte! Così silenziosi, eleganti e intimi. Il rosa delle 17:00 pomeridiane, ha lasciato il posto a un blu cupo e le tinte del parco sembrano per assurdo, ancora più vive, più forti. Le foglie, come vi dicevo, appaiono nitide, brillanti, sfavillanti. Le colonnine in pietra si nascondono ma sembrano anch’esse, appena lucidate e pulite.SONY DSC Le lastre di pietra nelle aiuole rischiarano splendendo i piccoli prati curati con precisione e dedizione. La maestria dei giardinieri si sente così forte che pare di riuscire a toccarla. SONY DSCLa corteccia appare argentata e la luna, già alta nel cielo, dona quel pizzico finale di magia in più. Questo parco è all’inizio della Rocca e si affaccia direttamente sul mare. Lo spettacolo è incredibile quando i colori lo permettono e sembra, sporgendosi un poco di più, di poter toccare l’acqua scura. SONY DSCDi fronte a noi, l’orizzonte più ampio e intorno, quando il buio aumenta ulteriormente, le figure più strane, ci indicano il luogo in cui ci troviamo.SONY DSC Ma non abbiate paura, il tutto è un insieme emozionante. E divertente.SONY DSC Spero di aver divertito anche voi topi. So che anche qui, molti di voi, sono probabilmente già stati ma, se così non fosse, vi suggerisco di segnarvi quest’ulteriore meta. Un’altra tappa che merita. SONY DSCUn bacione grande e una buona giornata.

Voci precedenti più vecchie

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luci Lucy Luisa lumache luna lupi macchia macchina fotografica Madonna Madonna della Neve Madonnina madre madri maggiociondolo Malva mamma mangiare manifestazione mano manto marchesi mare margherita Marguareis mari Maria marinai marito marmellate marmo Martini martire marzo Massimo Centini matematica matrimoni medici medico medievale medioevo meditazione melanzane mele menta meraviglia mia miao mici micia miele migliore amica. vecchietta Milano militari miracoli miraggio Mirial mistero mitologia moglie Molini Molini di Triora monaci Monaco mondi mondo monete montagna montagne Montalto monte Monte Carlo Monte Ceppo Monte FAudo monti monumento Monviso mosca mostra mucche mucillagini mulattiere muli munizioni mura murales muro muschio museo museo della lavanda musica muso Napoleone Bonaparte naso natale natura nebbia negozio nenia nero nettare neve Nikon Niky ninfee nipoti Nizza Nocciola nocciolo noci noia nome nonna nonno Nord notte notturno novi ligure numeri nuotare Nuvola nuvole occhi 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Pigmy pini Pinocchio Pino Silvestre pioggia piove pipì pirati pittori pitture Plinio Podestà poesia poeta poeti polizia pomodori Pompeiana ponente ponte ponte romano ponti popolo porte post potassio pozioni d'amore prati prato preghiera premio presepe prete prezzemolo prigioni prigionieri primavera Principe Alberto problema profumo programma pronto soccorso proprietà protesi proverbi pulci pulire quadri quercia quiete raccolta ragazza ragazze ragazzi raggi ramazza rami ratti Ravenna razze re Realdo Redentore regali regione regole religione Repubblica di Genova ricamo Riccardo Venturi ricci ricercatore ricetta ricette ricordi ridere rifugio rinfrescante ripieno ristrutturazione Rocca rocce roccia roditore Roma romane Romani rosa rose rosmarino rosso roveto rovine ruderi ruggine rugiada ruscello Russia sabbia Salamandra sale sali minerali salita salsa salsedine salvia san benedetto San Bernardo San Pietro SanRemo San Remo sanremonews Santa Brigida Santa Corona santa lucia santuario saraceni Sardegna Savona sax scalogno scarpe scarpette della Madonna schiuma scioglilingua scogli scoglio scoiattolo scopo sculture scuola scuole secolo seconda guerra mondiale semplicità semprevivi sentieri sentiero sentimento sentinella separazioni sera settimana sfinge Shakespeare siepi significato Signore simbolo simpatiche smeraldo socia Socrate Sofia sogni soldati sole soluzione sorpresa sorriso Sospel spettacolo spiaggia spighe spine Spinola spocchioso spruzzi squadra stagioni stanze star Stato statue statuti Stella stelle stemma storia strada stravagaria streghe strumenti studio vacuo stufa Sud superba Taggia tane tarassaco te tecnica tecnico tedeschi telefonata telefono tempo temporale tenda tepore terra terra brigasca testa testamento tetti tetto Tiberio Timperi Tigro timo tinte tisana tisane tomba topi topina topine topini topino topo Topolino tornata torre torrente torrente Argentina torture tradizioni traduzione tramonto tranquillità treno tribunale trifoglio Triora trompe l'oeil trote Trudy truppe tuffi Tunisi tunnel U Camin uccelli uccello ulivi ulivo umidità università uomini uovo upega uva vacanza vallata valle Valle Argentina valle delle Meraviglie valli Valloria Val Tanaro Vanity Fair vasi vegetale veleno velluto Ventimiglia vento verde Verdeggia verdure vermi vestiti vestito vetro viaggio viagra via Soleri vicoli video vie vigili Vignai villa Villa Boselli Villa Faraldi vino vino rosso Viola viole violette Viozene Virgilio virtù visi viso vita vitello vittime viuzze voce volare Wikipedia Winx zafferano zampe zampe posteriori zampette zanzare zenzero Zerni Zeus zia zucche zucchero zucchini

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