Il Cerchio delle Streghe: Mistero in Valle Argentina

Ecco. Lo vedete nell’immagine quel cerchio sul prato? IMG-20150626-WA0003No, non si tratta dei classici “cerchi nel grano” che tanto hanno fatto discutere la popolazione a livello mondiale. In questo cerchio, se riuscite a notare bene, la circonferenza non è designata dalla mancanza d’erba, bensì è come se la stessa erba fosse nata sfoggiando un altro lato di sè oppure ancora, proprio formando un perfetto circolo, sia nata un’ altra erba che ha creato questo disegno geometrico. Cerchio_delle_streghe1Un’alone piacevole di mistero e magia. Siamo nell’Alta Valle Argentina ma, il luogo preciso, tramite le ricerche che ho condotto sul web, mi suggeriscono di non rivelarlo per non creare una sorta di mito che causerebbe l’arrivo di folle probabilmente poi incriminabili di inquinamento e disturbo della quiete di questo luogo meraviglioso dove flora e fauna vivono in perfetta armonia ogni giorno. Gli abitanti del luogo inoltre, preferiscono fare gli indifferenti sul caso e non è certo mio volere usurpare la loro intimità. Questo perchè riguardo a questo cerchio sospetto, si sono venute ovviamente a creare delle leggende e delle storie che come spesso accade non si sa mai quanto possano essere vere. Ma affascinanti si, su questo non c’è dubbio. Innanzi tutto, a codesta figura, già è stato dato un nome arcano e suggestivo. “Il Cerchio delle Streghe” si chiama e, nome migliore, non potevano scegliere per la mia valle che ha come protagonista il paese di Triora conosciuto come la Salem d’Italia. Parrebbe che questo cerchio, abbia il diametro di una dozzina di metri. Mi sembrano tanti per come l’ho visto io ma non sono all’altezza di dare una valida misurazione e inoltre ero abbastanza lontana in un sentiero stupendo e panoramico. Ora, potrete ben capire come sia assolutamente interdetta la zona interna, anche se solo moralmente, in quanto, le Streghe, con le loro persecuzioni, potrebbero compiere nuovi atti malvagi nei confronti della popolazione. Le credenze continuano a vivere ma, su sanremonews, il ricercatore Vittorio Stoinich, racconta che la tradizione è sempre viva nel cuore della Valle. Perciò, quando si sente dire che un pastore, che ha voluto sfidare il potere delle nostre Bazue (streghe), dopo aver messo il piede all’interno del cerchio per raccogliere il fieno, si è ritrovato con le pecore che producevano il latte rosso come il sangue anzichè candido come sempre, tutti si sta zitti e ci si fa cullare da questa sorta di affascinante racconto che rapisce gli animi. E anche la mia Valle quindi, come se già non le bastassero tutte le varie storie di Wicca e stregonerie che vivono da anni nel suo cuore, vuole avere il suo primato. E attenzione; questo cerchio pare non essere l’unico nella Valle Argentina. Ne scoprirò altri? Lo saprete nelle prossime puntate amici! Sgattaiolo immediatamente sui monti come un piccolo segugio! Baci e…. non fatene parola con nessuno!

photo – la seconda immagine appartiene a sanremonews ed è stata scattata da Vittorio Stoinich

Soldano – perchè paese vuol dire…

Paese vuol dire “non essere soli”. “Famiglia”. Questo si legge entrando in questo borgo. Rimaniamo nelle valli attaccate alla mia. WP_20150705_045Sono anch’esse molto belle da scoprire e i loro paesi, tutti arroccati come nella Valle Argentina, offrono dei bei panorami. La nostra meta oggi sarà Soldano un comune di quasi mille anime lungo le rive del torrente Verbone. Un torrente che, se pur piccolo, tanti anni fa ha esondato rovinando gran parte del villaggio. WP_20150705_051Soldano fu fondato, prevalentemente con l’utilizzo della pietra, da un gruppo di profughi o di carcerati giunti da Ventimiglia (la cosa non è ben nota) e prende il nome dal Re Sultano dell’epoca, Imperatore arabo con il quale s’intrattenevano rapporti commerciali via mare e, ancora oggi, racconta tutta la sua storia passata. Basta osservarlo.WP_20150705_052Attraverso diverse iconografie e pergamene colorate, appese sotto ai suoi carrugi, un’idea che ho trovato simpaticissima tra l’altro, racconta la sua esistenza, i suoi perchè, la sua vita. Dalla mappa è comprensibilissimo che è stato costruito al solo scopo di difendersi. Probabilmente dai feroci Saraceni. WP_20150705_054Un labirinto ma non solo. Racconta della Porta Nord con tanto di grossi cardini che dava accesso dal monte e che obbligava il nemico ad entrar da sinistra e qui rimanere intrappolato. Racconta del Bivio con Vicolo Chiuso dal quale si accede alla prima fortificazione del borgo, antecedente pare addirittura all’anno 1000, facilmente difendibile perchè si trovava molto in alto e circondata da due torrenti. WP_20150705_060Un vicolo che spaventa, che mette timore. Da qui, dall’alto, veniva lasciato cadere olio o acqua bollente sul saccheggiatore nemico attraverso aperture che erano chiamate “bocche”. Brividi! WP_20150705_057Racconta della Piazza Nuova, la Piazza dove esiste anche l’Oratorio, la Piazza di San Giovanni Battista, divenuto anche patrono, che prima era solo un terreno coltivato e pieno di ulivi. WP_20150705_061San Giovanni Battista che da il nome persino alla nuova Chiesa, grande e imponente, colorata. E il Municipio, esteticamente abbellito con opere in stile trompe l’oeil.WP_20150705_062Racconta di dove passava il Rio Fullavin, proprio qui sotto, dove vedete ora questo praticello verde e gli scalini rossi. WP_20150705_067Un elemento basilare della struttura del “castrum”. Qui non c’era nessun ponte e non si poteva quindi arrivare al borgo se non attraversando a piedi o a nuoto il Rio. Cosa ardua. Si pensava ad ogni cosa. Si costruiva in base agli attacchi che non si dovevano subire! Tutto riporta ai castellari, alle fortificazioni. In effetti, sembra di essere dentro ad un guscio. WP_20150705_058Soldano, a soli 80 metri di altitudine, è silenzioso. WP_20150705_043Gli anziani passano il pomeriggio seduti sulle panchine e qualche giovane, al bar con gli amici, su umili sedie di legno di locali ancora di un tempo. Soldano ci spiega come si viveva una volta, persino i suoi colori sono rimasti gli stessi di sempre. WP_20150705_044Tante le guerre e le battaglie che lo sconvolsero. L’ultima nel 1944 ovviamente, quando venne occupato dalle truppe naziste che daranno alle fiamme molte case contando però fortunatamente, nel male, solo due vittime civili, un panettiere che stava facendo il pane da portare alla gente fuggita nelle campagne e un giovane ventenne che tentò di rientrare in paese per recuperare del denaro da utilizzare per la festa di san Luigi.WP_20150705_048 Tanti i domini che subì, primo fra tutti quello dell’Impero Napoleonico. Fu verso la metà del ‘700 che, a Soldano, venne fatta costruire una delle prime e più antiche scuole della zona. Venne edificata da Giò Battista Soldano che volle fare un regalo al parroco e ai ragazzi, alunni del paese. WP_20150705_049Un tempo Soldano era conosciuto soprattutto per la sua agricoltura. Era varia e molto ampia, adagiandosi anche sulle colline circostanti. Alcune opere in gesso dimostrano come la maggior parte degli abitanti si dedicavano a coltivare la terra. WP_20150705_050Uomini e donne. Agricoltori e contadine. Oggi invece si presta molto per la coltivazione di un particolare vigneto e produce il famoso Rossese di Dolceacqua, un vino conosciuto ovunque e prodotto in tutta la valle. I vigneti che scendono ricoprendo i pendii del monte appaiono ordinati e lussureggianti, di un bel verde acceso.WP_20150705_055 Il monte si chiama Cima Gian Domenico e arriva a 454 metri d’altezza. Oggi, tutto terrazzato. Soldano sta qui, a 5,6 km dal mare. Sta nel suo fresco, nel buio dei suoi carrugi e nel sole delle sue mura. Soldano non dimentica. WP_20150705_063Tanti sono nel borgo, sparsi qua e là, gli emblemi che obbligano a ricordare. Messaggi che celano sempre comunque un qualcosa di triste come un velo di malinconia. Persino il cercare di abbellire con operette originali è umile e povero. Piccole biglie. Semplici pietre.WP_20150705_053Ma Soldano la sua ricchezza ce l’ha intrinseca. E la porta riparata con orgoglio. Un bacione a tutti, alla prossima.WP_20150705_065

Dai 1600 ai 1300… metri. E poi di nuovo su.

Tante atmosfere, tanta natura in un solo luogo. Pini, Larici, Abeti, Faggi, Noccioli. WP_20150703_001E le radure dove cantano i grilli a squarciagola e i boschetti dove tutto tace. L’erba dorata riarsa al sole che giace morbida sui campi. WP_20150703_024Terreni estivi che ormai hanno già dato e ora riposano attendendo l’autunno per spogliarsi. Zone più umide, più ombrose, più verdi dove l’oro lascia il posto alla speranza. WP_20150703_016Dove le sfumature di verde nascondono i funghi, i lamponi e le fragoline selvatiche. Qui, al sole, è concesso di entrare poco per volta e la rugiada continua la sua esistenza mattutina. WP_20150703_026Prati fioriti di giallo intercalato al rosa regalano tuffi alla fantasia e agli occhi.WP_20150703_012 Tante le farfalle che si rincorrono, che vengono ad annusarti le mani, che srotolano la loro lingua sopra a un fiore. WP_20150703_009E noi srotoliamo felicità. Monte Ceppo. Il mio Monte Ceppo. A Ovest nella Valle Argentina. Meta ambita di chi vuole passare ore liete lontano da tutto. Dove la bellezza della natura regala tonfi al cuore. Monte Ceppo dai panorami vasti e meravigliosi. WP_20150703_002Un sentiero che porta all’incirca sopra il paese di Ciabaudo sarà il nostro itinerario. Vi ci avevo già portato ma come si fa a non tornare. E’ un territorio talmente vasto e sorprendente che affascina in modo diverso da mese a mese, da stagione a stagione. Il frinire, il ronzare, il cinguettare e poi… qualche verso strano, sconosciuto che pare allarmato o forse è solo incuriosito. E si vola. Quando i monti di fronte si aprono, lo sguardo sorvola un mondo nuovo. WP_20150703_003La foschia del mattino si dirada nelle ore più tarde e mette in mostra i paesi sulla costa. Sembrano lì, a un passo da noi. Sembra di poterli toccare con un dito come si toccano i fiori. WP_20150703_010Malvoni, Iperico, Sparviere dei Boschi, Bardana, i tanti colori profumati ci fanno strada, ci disegnano il sentiero ancora poco battuto in questo periodo. WP_20150703_015Gli amanti della mountain bike non sono ancora passati di qua, aspetteranno le ferie di agosto, per cui i ciuffi d’erba tendono trappole piacevoli, sono lunghi e  sottili. Bisogna avanzare con calma per non inciampare.WP_20150703_005 Trattengono le caviglie, sembrano non voler mollare – Guardaci! Guarda quanto siamo belle! – dicono le spighe in coro. Di qui sono passate pecore e volpi, lo si capisce da ciò che hanno lasciato nutrendosi dei frutti del bosco. Ora la natura è viva, è tutto un via vai di fremiti e attenzioni. WP_20150703_004Per qualche metro, le piccole pigne cadute, formano uno spesso tappeto. Gli scoiattoli han già fatto man bassa, ligi, preparandosi al periodo più freddo che oggi, pare possibile arrivare. WP_20150703_014Sulle piccole praterie, non protette dai folti alberi, il sole batte caldo e la calura rende più difficile passeggiare ma fa assaporar ancor di più la vittoria. La vittoria della conquista della meta. Qui, dove tutto ha un senso, persino gli scarabei che, per nulla impauriti, continuano nella loro attività molto indaffarati. WP_20150703_027Un paesaggio meraviglioso. Come diceva Toro Seduto – Per voi il Paradiso è il cielo, per noi il Paradiso è la Terra -. La Madre Terra. Si, questo è il mio Paradiso. Uno dei tanti della mia Valle.

I Gatti di San Biagio

E come ogni paese che si rispetti, anche qui, sempre qui, a San Biagio della Cima, un mucchio di gatti popolano il borgo. Nelle ore pomeridiane si dedicano prevalentemente al riposo per poi svegliarsi verso sera e iniziare altre attività di caccia e di lavoro come al mattino. WP_20150705_003Ognuno di loro ha la sua espressione, persino dormendo e, all’ombra di Crassule e Plumbaghi, sognano corse senza freni. Si tengono puliti tutto il tempo leccandosi e strofinandosi e ti guardano, ognuno a modo suo. C’è quello che apre un solo occhio e ti scruta di traverso e quello più impaurito che invece si mette sull’attenti spalancando le palpebre come fanali abbaglianti. WP_20150705_038C’è quello che gradisce due coccole e sta volentieri a farsi accarezzare emettendo rumorose fusa mentre altri, più timidi, abbassano le orecchie con fare minaccioso se solo provi ad avvicinarti. Che buffi sono. Sotto ai carrugi scuri i loro occhi sembrano piccole lanterne luminose che ti scrutano con fare sussiegoso o preoccupato dall’alto verso il basso. WP_20150705_039Nessuno è deperito e anche il loro pelo è bello. Lucido e pettinato. Probabilmente vengono trattati bene e sembra quasi che ad essi piace ricambiare la generosità degli abitanti. Oh, si! Fanno un mucchio di mestieri aiutando la popolazione! WP_20150705_005C’è il micio parroco che, vestito in abito talare, con tanto di collarino ecclesiastico bianco, aspetta tranquillo i fedeli sui gradini della chiesa e micio attacchino, che appiccica manifesti ovunque litigando con il vento. WP_20150705_041Una vera scocciatura incollarsi il pelo, mica vuole farsi la ceretta lui! E poi c’è micio vedetta. Poteva mica mancare? Questi borghi hanno messo tutta la loro vita in mano alle vedette dai tempi più antichi e, ancora oggi, funziona così. WP_20150705_042Ecco, probabilmente ha visto qualcosa, speriamo nulla di preoccupante per il villaggio. Compagni di strada fantastici. Simpatici e partecipi. Appartengono al borgo e quando si va via, si pensa anche a loro che rimangono nel cuore. Bianchi, neri, tricolore, tutti sfoggiano la loro personalità, i segni del loro passato e la curiosità verso l’avvenire. Ascoltano le campane che in questi luoghi ancora segnano il tempo e rincorrono le api che svolazzano di fiore in fiore. Mettono allegria e sono molto numerosi. Una ricchezza per San Biagio della Cima. Una piacevole cornice parlando da passante. Avevo già parlato tempo fa dei gatti di un altro paese, forse, se non ricordo male di Castelvittorio. Questi sono diversi. Sono di una valle più a Ovest! Vi lascio in loro compagnia, io corro a preparare il prossimo articolo. Un abbraccio e un miao questa volta anzichè uno squit!

San Biagio della Cima – il paese di Biamonti

Conoscete lo scrittore Francesco Biamonti? Nacque qui in questo paesello di circa mille anime nel primo entroterra di questa mia Liguria. WP_20150705_001Questo paese, a 100 metri s.l.m. si chiama San Biagio della Cima. Qui, Biamonti, che nelle sue famose opere come: Vento largo, L’Angelo di Avrigue e Attesa sul mare racconta di una terra, la sua, aspra e corrosa dalla salsedine, nacque nel 1928 e vi morì nel 2001. WP_20150705_018Siamo nella Valle Nervia, una valle accanto alla mia e, il territorio è pressochè simile. Gli ulivi, il sole che bacia i colli e le case assemblate una su l’altra da scoprire, passo dopo passo, tra i carrugi poco illuminati da una luce che non penetra.WP_20150705_006 Il caldo fa dormire il paese e l’unico rumore è il ticchettio di una fontana che gocciola acqua dalla bocca di un leone scolpito nella pietra. Questo paese appartenne fino al 1700, ai Conti di Ventimiglia, città di frontiera poco più ad Ovest e, ancora oggi, le sue bellezze, ne raccontano la storia. WP_20150705_010Sembra di entrare in una pigna. In un alveare. Un labirinto. Alcuni antri mettono quasi timore.WP_20150705_011 Le viuzze si chiudono come capillari giunti alla meta e l’umidità rende fresco l’ambiente. Guardate i gradini, verdi di muschio.WP_20150705_025 Questo è il centro storico. Il centro protetto dove un tempo i nemici faticavano ad entrare. I locali sono chiusi. La Birreria, forse l’unica, scherzosamente, chiusa anch’essa, usa un deterrente simpatico contro gli avventori. WP_20150705_035Si passa sotto alle case, sotto ai panni stesi, sotto all’eco di una radio che probabilmente parla da sola.WP_20150705_004 Si respira l’aria della letteratura in strade nelle quali vige il silenzio ed è persino vietato suonare il clacson. I percorsi in onore di Francesco Biamonti, portano alla scoperta delle sue opere. WP_20150705_016C’è persino la sua casa. La casa nella quale è nato e vissuto e, previo appuntamento è visitabile assieme a tutti i suoi scritti. Si respira aria di opere che hanno saputo descrivere bene queste terre come ha saputo fare Montale precedentemente. WP_20150705_015Si parla di contrabbando, di fughe, di speranza. Un luogo che a tratti pare un presepe. Le sue cantine, le dimore, le pavimentazioni. Tutto è in pietra grigia. Monocolore. WP_20150705_007Ma alcuni scorci invece, sono abbelliti da fiori e piccole opere d’arte colorate.WP_20150705_028 Più o meno al centro del paese, una loggia che offre da sedersi, mette in mostra una tipica citazione ligure la quale traduzione è:WP_20150705_029 Piove, pioviggina, i gatti vanno nel mare, le donne sotto la terra e gli uomini in guerra -. Fa sorridere pur non essendo buffa, l’idea di questa scritta. WP_20150705_034Altri muri sono arricchiti da affreschi o lastre che indicano l’esistenza di ulteriori personaggi famosi e importanti in quel di San Biagio come l’abate Giuseppe Biamonti descritto come “astro fulgentissimo della classica e italiana letteratura”, probabilmente parente dello scrittore più recente che qui, in questa casa che vedete, è nato.WP_20150705_030 E il Prof. Francesco Macario esperto di ginecologia ed ostetricia. Oltre le targhe, a ricordarlo, persino un busto in bronzo ovviamente, anche in questo caso, il tutto è stato creato davanti alla sua abitazione. WP_20150705_026La Passiflora e il Plumbago sono in fiore tra le ombrose stradine. Sono loro a donare quei tocchi colorati in alcuni angoli del paese di cui vi parlavo prima. Salendo alcuni gradini e bagnandoci un pò dalle fontanelle che si trovano in giro, ci troviamo in una piccola piazza che ospita in vecchio Oratoria dell’Assunta. WP_20150705_005E’ antico e rispecchia appieno l’impostazione tipica degli Oratori confraternali liguri dalla forma architettonica a navata unica in pianta rettangolare. Il fuori, nonostante i vecchi e i preziosi dipinti sulla facciata principale, appare logoro e malconcio. Povero. Mentre l’interno, nasconde diverse ricchezze come un organo del 1850 creato da Nicomede Agati. Purtroppo non posso fotografarvelo. Questo Oratorio non è l’unica attrazione religiosa.WP_20150705_027 Le chiese di San Biagio della Cima sono diverse, come la Chiesa dei Santi Fabiano, Sebastiano e Biagio ma soprattutto, quella fuori paese, in cima al monte dietro il borgo, che in estate, diventa un luogo d’interesse per ammirar le stelle. E’ il Santuario di Nostra Signora Addolorata. WP_20150705_019Ed è stato passeggiando davanti ad una di queste architetture che scorgemmo un indicazione riguardo un’opera di Biamonti:WP_20150705_031I vecchi, ancora numerosi, erano tutti radunati sotto a un portico. La piazza era vuota -. Si. E’ un verso tratto da “L’Angelo di Avrigue”, la sua opera del 1983. Un paese da leggere. Da guardare nei minimi particolari. Osservate qui. WP_20150705_033Una lastra di cemento. Un numero. Una data. Niente di che. 1784. Ebbene è l’anno della Guerra di Successione Austriaca e, un anonimo agricoltore, incise questa data in ricordo di quel tragico periodo. Le truppe austro-sarde saccheggiarono questo paese distruggendo vigne e uliveti e riducendo, di conseguenza, la popolazione in un completo stato di miseria. Erano il loro unico sostentamento.WP_20150705_017 Ogni villaggio ha la sua storia. San Biagio della Cima, tra la sua frescura, il suo panorama, il suo essere cullato un pò dal mare e un pò dai colli, ha questa. Una storia scritta elegantemente, sottolineando l’importanza della lingua e della prosa. San Biagio della Cima, attraversato dal suo torrente, il Verbone, che trascina via con se tutti i brutti ricordi. Giù, sino al mare poco distante. WP_20150705_024Un paese dal lungo passato. Si pensi che pare essere stato uno dei primi nuclei abitativi del Medioevo, vissuto da fuggitivi e nomadi francesi: i “passeurs” come li chiamava Biamonti nelle sue storie. WP_20150705_014Coloro che volevano attraversare il confine. Coloro che lasciavano la loro vita. E per oggi, in senso metaforico, vi lascio anch’io ma prima, vi riporto alcune parole scritte da lui stesso.WP_20150705_002 Io mi vado a preparare per il prossimo tour, nel quale ovviamente, verrete con me. Spero vi siate divertiti. Buona giornata a tutti.

WP_20150705_009« Il confine non è tra Italia e Francia: coinvolge tutti i vecchi, ancora numerosi, erano tutti radunati sotto a un portico. La piazza era vuota o il Mediterraneo. Ci sono tre grandi personaggi nel Mediterraneo: il Golfo di Genova (Montale); il Golfo di Marsiglia (Valéry), e il Golfo di Orano (Camus) che hanno creato una civiltà letteraria legata alle cose, in cui le cose parlano al posto dell’uomo. I loro paesi diventano aspri e emblematici di una civiltà umana legata a una sorta di corrosione dell’esistenza, quella che provoca il salino. È una civiltà data dalla luce e dal sapere, dalla lucidità e dalla corrosione ».WP_20150705_021

(Francesco Biamonti)

Il contatto con la Natura: da Passo della Guardia alla Galleria del Garezzo

Valle Argentina? No. Alta Valle Argentina! Uno dei luoghi più belli della mia valle e, questa volta, si va a piedi per poter apprezzare ancora di più la fantastica e sorprendente natura che ci circonda. IMG-20150626-WA0004Eh… invidia, invidia… dov’è che vi ho portato l’ultima volta? Ah, si! Al mare! Ricordate?! L’acqua limpida, la sabbia calda… si, si… e invece dove siamo adesso? Arriveremo quasi a 1.800 metri s.l.m.! :-D non arrabbiatevi, seguitemi piuttosto. E ripeto: a piedi! Se per quasi un anno sono dovuta stare ferma, ora mi rifaccio completamente. Il panorama è suggestivo e il luogo surreale. IMG-20150626-WA0003La felicità pura, dovete credermi. Una meraviglia davvero per gli occhi, per la mente, per il cuore. Si lascia la macchina dopo il paese di Triora, appena finisce l’asfalto, e si passa sotto ad una pineta ombrosa che possiede un’atmosfera incredibile. Sembra magica. A tratti, i Pini e gli Abeti si mescolano ai Noccioli che formano boschi interi. A bordo strada, le fragoline di bosco sono numerosissime e si possono fare grandi scorpacciate. Che bello vedere questi puntini rossi tra il verde acceso delle foglie!WP_20150626_001 Ce n’erano tantissime ma ne abbiamo mangiate poche per non portarne via troppe. Ogni volta che vi capita di raccogliere qualcosa in un bosco usate sempre cestini e non sacchetti di plastica e ogni tanto scrollateli in modo che le spore, cadendo, possano dar vita a nuovi frutti. A proposito, portatevi dietro tanta acqua mi raccomando, perchè da qui in poi, se volete fare il mio stesso percorso, l’unica fontanella che trovate non possiede acqua potabile. Si cammina fino al famoso bivio. WP_20150626_007E’ il bivio che porta, a sinistra, a Colle Melosa e a destra invece, dove dobbiamo andare noi, a Monesi e poi al Monte Saccarello. Lo vedrete, non potrete sbagliarvi. Infatti giriamo a destra. Siamo in un punto importante della mia valle. Qui, Piemontesi e Francesi hanno combattuto a lungo per conquistare questi luoghi. WP_20150626_010Per questi sentieri, nell’anno 1794, si è sparso il sangue di molti uomini.  Siamo vicini al sentiero dei Flysch termine svizzero che indica formazioni di roccia complesse costituite prevalentemente da arenarie fini con intercalazioni di siltoso. WP_20150626_008Si possono toccare, sono calde. Alla vista invece austere e possenti. Inutile descrivervi la pace. Ma quanto via vai per gli animaletti durante le ore mattutine! Farfalle, api, calabroni, tafani, uccellini, tutti a ronzare, tutti a cinguettare, tutti a lavorare. Gli insetti si cullano di fiore in fiore. Quanti colori! Solo di margherite ne ho visto di tre tinte diverse: bianche, gialle e viola. Mi è persino capitato di vedere un Sempervivum fiorito, nato spontaneo tra le rocce, con meravigliose sfumature rosa acceso. WP_20150626_002Per ora siamo a circa 1650 metri s.l.m. ma dobbiamo salire ancora. Così tanto che, se una nuvola ricopre il sole, l’aria si fa così frizzantina da obbligarti a indossare la felpa. Il bosco ormai lo abbiamo abbandonato e tutto intorno a noi è ancora più roccioso intorno ma, la strada è sempre sterrata. Ci massaggia i piedi.WP_20150626_003Piano, piano gli alberi si fermano per lasciare posto ai prati e le varie tonalità di verde disegnano ambienti mozzafiato. Nel naso entrano i profumi della Lavanda, una Lavanda più blu di quella che nasce più a valle, del Timo e dell’Origano. E c’è la Melissa, il Sedum Muntano, la Ginestra e il Dragoncello. E ci sono cascate di fiori bianchi incantevoli su tutti i massi nudi pronti ad accogliere le aquile.WP_20150626_012 Speravamo di vederne almeno una ma sarà per la prossima volta. Siamo in uno dei tanti e antichi percorsi denominati “la Via del Sale” dove passavano infatti i mercanti a commerciare il sale a piedi o con i muli. WP_20150626_017Siamo sul confine tra Liguria e Piemonte, tra la provincia di Cuneo e quella di Imperia e, vicinissima a noi, c’è la Francia con le Alpi che si smistano nei vari territori. Sentieri duri per gente tosta. Per esseri che riescono a farcela sempre. Anche la flora è così tenace. Guardate questa piccola piantina di Lavanda dov’è nata. WP_20150626_018Nel bel mezzo di una pietra posizionata per proteggere dal dirupo. Una passeggiata splendida che insegna anche molto se si sa osservare e ascoltare. Mi auguro sia piaciuta anche a voi così come a me.WP_20150626_009Per oggi ci fermiamo, un’altra volta, oltrepasseremo il tunnel e vi porterò nei pascoli verdi. Alla prossima quindi. Un bacione a tutti.

Il Mio Mare

 

Ciaf! Ciaf!

Così facevo, come una bambina.WP_20150618_004 In queste calde mattine di giugno, con ancora poca gente intorno a me e l’acqua più limpida di quella che beviamo, mi sono concessa una splendida passeggiata in riva al mare. L’acqua non era freddissima e mi arrivava alle ginocchia. WP_20150618_001Ogni tanto un’onda, come se quell’immensa distesa azzurra avesse voluto dire – Ehi! Sono viva eh?! Mi muovo! -. Altrimenti, data la pace e il suo esser così calma, non si sarebbe mai detto. Era bellissimo ammirare l’orizzonte celeste. WP_20150618_003Era bellissimo guardare il mio paese che si rifletteva in quello specchio immenso. Era divertente vedere quelle poche persone che c’erano, prevalentemente anziane, fare ginnastica sugli scogli per mantenersi in forma. Attivi. Così si fa! Tutta la mia ammirazione. Non si sentivano rumori, persino i gabbiani non osavano emettere alcun suono. Volavano sopra la mia testa planando delicati tra le lievi correnti d’aria. Nell’acqua, qualche pesciolino trasparente, dai riflessi brillanti, guizzava di qua e di là. Sembrava di essere in un microcosmo fantastico e mai visto prima. Eppure era lei. Era sempre Arma. WP_20150618_005Arma di Taggia ad offrire quel panorama, quella vita così particolare. Arma di Taggia che quest’anno ha ricevuto il riconoscimento internazionale Bandiera Blu. Quella sabbia morbida sotto ai miei piedi che sentivo spostarsi ad ogni mio passo e formare una culla.WP_20150618_006 L’acqua faceva attrito e mi massaggiava le gambe, una sensazione di benessere unica. Camminare nell’acqua fa davvero bene. Smuove la circolazione, per cui ossigena il sangue, elasticizza i vasi sanguigni, diminuisce gli edemi, è davvero un toccasana. WP_20150618_007Che quiete, che rilassatezza! Il sole indisturbato illuminava ogni cosa e le creste d’acqua scintillavano sotto ai suoi baci. WP_20150618_002C’era anche qualche barchetta più al largo che con la sua vela disegna chiari triangoli verso la Corsica. La mia passeggiata è stata mattiniera ed è durata solo un’ora e mezza ma è stata meravigliosa. Poi il dovere mi ha chiamata e sono dovuta rientrare ma che bellezza! Da ripetere sicuramente! Come vi ho già detto tante volte, il bello della mia Valle è proprio questo: poter scegliere quel giorno quale ambiente frequentare, se il mare o la montagna. Ambedue sono vicini a me e pronti a farsi vivere e a tenerti compagnia. WP_20150618_008Lo so, vi faccio un po’ invidia… ma so anche che la vostra è un’invidia buona. Vi saluto e vi lascio attendere. Chissà dove sarò la prossima volta!

Le Acque buone e che fanno bene. Per chi non ama l’Acqua.

Cari amici, oggi vi riporto un post che ho scritto nell’altro mio blog prositvita.wordpress.com Un blog volto allo stare bene. In tutti i sensi. Ho deciso di trascriverlo anche qui perchè ciò di cui parlo la trovo un’idea innanzi tutto molto estiva, anche se adatta a tutto l’anno, e poi lo sapete che noi, nel bosco, alla salute ci teniamo e quando la salute ci è data proprio da elementi naturali ancor meglio. Vi lascio quindi le parole del mio articolo sperando vi possano suggerire una cosina deliziosa da gustare come rimedio a diversi inestetismi o stati d’animo e soprattutto sana. Buona lettura!

“Acqua sciogli-grasso, acqua dolce, acqua che dona il buonumore, sono infinite le acque che possiamo creare con le nostre stesse mani e, oltre ad essere buone, sono anche utili al nostro organismo. Oggi vi farò vedere come ho preparato l’acqua di Fragole e Stevia, una bontà ricca di Vit. A, Vit. C, Calcio, Ferro, Magnesio e tantissimi altri elementi fantastici. WP_20150609_001Le Fragole sono grandi contenitori di Vit. C e hanno un’azione antiossidante potentissima. La Stevia invece, pianta conosciuta anche con il nome di sugarleaf grazie al suo sapore, è un dolcificante naturale che però al contrario dello zucchero, può essere usato in caso di Diabete (chiedete il parere medico), non alza il livello glicemico nel sangue e soprattutto non ha calorie quindi, non ingrassa. Ovviamente per tutti gli alimenti che Madre Natura ci offre, si consiglia sempre di non abusarne altrimenti rischierete di ottenere effetti negativi anzichè benefici, si sa. Quest’acqua quindi, preparata solo con questi due ingredienti, ma che voi potrete modificare a vostro piacimento, sarà quindi un’acqua molto dolce ma salutare che può piacere sicuramente anche ai bambini.WP_20150609_003 Per 1 lt. d’acqua consiglio di mettere 7/8 Fragole in quanto intendo Fragole da coltivazione biologica che sono sempre molto più piccole rispetto a quelle che troviamo al Supermercato e anche più dolci ma ovviamente sarà il vostro palato a darvi in seguito i giusti suggerimenti. Di Stevia invece ne metterei almeno una decina di foglie grossolanamente spezzettate. Se non avete la pianta di Stevia sul terrazzo o in giardino sappiate che potete acquistarla in bustine ma per la dose dovrete leggere cosa riporta la confezione. Anche le Fragole andranno tagliate in 4 parti, grosso modo, e il tutto, bisognerà metterlo all’interno di una caraffa. Aggiungete l’acqua fino a riempire e lasciate almeno 12 ore in frigo a riposare. WP_20150610_001Non ci sono conservanti per cui ricordate che non durerà molti giorni, nel giro di 2 giorni dovrete berla anche se la lascerete in frigo per non far andar a male gli ingredienti. Vi assicuro comunque che 1 lt. è una quantità minima e che questo elisir da voi creato è molto buono. Vi consiglio, sempre per non rischiare di eccedere, di cambiare di volta in volta gli elementi e creare quindi altre acque adatte ad altri scopi, come quella di Menta e Limone dissetante, rinfrescante, antinfiammatoria e dimagrante. Oppure quella con Zenzero, Cetriolo, Limone e Menta, idratante e anticellulite. Potrete spaziare con la fantasia e trovare così il modo di bere anche se non vi piace bere acqua. Qui http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/13526-acqua-aromatizzata-frutta ce ne sono molte. Non vi resta che dare spazio alla fantasia e alla voglia di creare. Io la trovo un’idea fantastica, squisita, divertente e valida! Prosit!”

E allora buona preparazione a tutti, alla prossima!

La Natura, la Chiesetta e il Torrente.

Qui tutto è ancora acerbo. No, non tutto, ma i principali frutti dei miei boschi si, lo sono ancora, anzi, si stanno iniziando a formare solo adesso. Guardate i piccoli ricci delle buone Castagne. WP_20150612_005Minuscoli, verdi, morbidi. I Castagni sono in fiore, fiorellini piumosi e piccini e dipingono di tocchi di giallo tutta la vallata in questo periodo sbucando tra il Brugo e le Acacie. E poi le Noci, ancora verdi, ancora molli dentro ma già formate. WP_20150615_003Il gheriglio e’ appena accennato e il guscio ancora non esiste. Con le loro foglie lucide si riconoscono e non si confondono. WP_20150612_006Sono meravigliosi frutti che stanno prendendo vita e dimostrano bene le stagioni che scorrono. Ci troviamo nel bel mezzo della mia valle, sotto a Montalto Ligure, davanti alla piccola frazione di Isolalunga. Ci troviamo accanto “Alla Capanna dei Celti” una bella locanda e punto di ristoro e ci troviamo per una stradina asfaltata ma circondata dalla natura più verde che c’è. WP_20150612_001Sotto a noi scorre il torrente Argentina che si disegna tra massi e rii da far invidia a certi panorami americani. Laghetti, cascatelle, l’acqua assume forme e colori strabilianti. WP_20150612_002Qui cupa, qui brillante. Qui calma, qui bizzarra. E’ meravigliosa da guardare e da ascoltare, il suo rumore infatti ci tiene compagnia nella tranquillità di questo spicchio di mondo. WP_20150612_003Le More sono ancora in fiore, così come il Pisello Selvatico e il Tarassaco e colorano il luogo di rosa e di verde in un tripudio di sfumature come la tavolozza di un allegro pittore. WP_20150612_008Tante quelle che vengono definite Erbacce, che crescono spontanee ma in realtà sono edibili e molto salutari. Crescono da una parte e dall’altra del torrente rendendo il panorama rigoglioso e lussureggiante. E insieme a loro, anche tanti piccoli e simpatici animaletti ci tengono compagnia.WP_20150612_007 Proprio sul piccolo ponte, che fa da strada per giungere sull’altro lato, c’è una piccola chiesetta color bianco avorio che controlla il fluire della vita beata. WP_20150612_004E’ purtroppo chiusa per cui ci dovremmo accontentare di vederla da fuori e ammirare il suo minuscolo tetto formato dalle famose ciappe. WP_20150614_003Una crocetta di ferro posizionata su di lei, si staglia contro il cielo turchese. E c’è la pace e la tranquillità. Gli alberi che la circondano, e ora stò per dirvi una cosa buffa, si chiamano Ailanti e sono denominati anche Alberi del Sole o del Paradiso ma, a causa dell’odore sgradevole che emanano le loro foglie, a Genova, vengono soprannominati “Alberi della Cacca”. Ma vi assicuro che se si lasciano stare non si sente alcun olezzo! Un posticino affascinante che rapisce gli animi, che permette di rilassarsi e ritemprarsi. Un posticino per passare bei momenti, per leggere un buon libro, per guardarsi intorno e imparare a conoscere i frutti che la natura ci regala. Io mi sono molto divertita. Spero anche voi. Un bacione a tutti.

Frana per andare al Lago Degno

L’ordinanza del Comune, all’inizio del sentiero, non ci ha fermati. Si avvertiva la popolazione di fare attenzione, si avvertiva che il terreno era franabile (forse a causa delle intense piogge dello scorso autunno), si avvertiva di badare bene a dove si mettevano i piedi ma di certo, nonostante tutto, non si credeva una cosa così. Iniziamo a passeggiare.WP_20150614_004 La piccola strada è meravigliosa. Si accede ad essa dal primo tornante per la via ombrosa che da Molini di Triora porta a Perallo e a Carmo Langan. Le fronde degli alberi sono piene di foglie. Pesanti. Grandi. Ricoprono il cielo sopra di noi. Sembra di essere in un bosco magico. Sembra veder sbucare uno gnomo, una fata o un folletto da li a poco. Possiamo raccogliere le fragoline selvatiche. Ce n’è una marea. Rosse, piccole, dolcissime. Tutto è umido e ci bagnamo le mani. Il sottobosco brilla di microscopiche stille lucenti di una rugiada che ancora non si è prosciugata. Il sole c’è, se ne percepisce la luce però fa fatica a penetrare tra questi alti Noccioli. La terra sotto ai nostri piedi è soffice, non si riesce a stabilizzare bene il piede ma, grazie ad alcune pietre, si va avanti lo stesso in perfetta armonia. Qualche uccellino cinguetta e qualcun altro gli risponde. Il bosco invece è muto. Non c’è vento, non c’è rumore, solo un lieve andar del torrente sotto di noi. E’ proprio li che dobbiamo arrivare. Al torrente. Si perchè in un punto ben preciso, in un’insenatura da fiaba, l’acqua si sofferma e forma un bellissimo piccolo lago. E’ il Lago Degno. E’ uno dei luoghi più suggestivi della mia valle ma…. Cosa succede? WP_20150614_005Il sentiero, letteralmente finisce qui. Guardate. Tagliato di netto! Sembra la scenografia di un film di fantascienza! Oh Mamma Santa! E adesso? E’ impressionante. Una frana. WP_20150614_006Una frana….. impressionate! Mi ripeto, scusate, non ho altre parole! Una liscia distesa di terra marrone immobile, arriva fino al fiume. Non c’è più bosco, sembra deserto. Non c’è più armonia, non c’è più il rigoglioso colore della natura anche se natura è anch’essa. Non oso guardare. Credetemi che si rimane senza parole. E laggiù, di fronte a me, l’altro pezzo si sentiero che continua ma come si fa? Non si può proprio. Forse la foto non rende l’idea ma questa frana è davvero grande! Che dispiacere, che amarezza! Che altro dirvi amici? E ora come si fa ad arrivare al Lago Degno? Rimanete in linea! Vi terrò aggiornati! Nella speranza che tutto possa tornare come un tempo. Che venga ripristinato un sentiero. Ma sarà poi la cosa giusta se Madre Natura ha deciso di eliminarlo? Che domande difficili…WP_20150614_009E allora… allora si fa retromarcia. Si torna da dove siam partiti. Poi si gira a destra e si scende giù, di nuovo verso Molini. Dispiaciuti, a cercar consolazione dai simpatici asinelli all’inizio della strada. Sono simpaticissimi e molto affettuosi. Adorabili! WP_20150614_012Ma quanto mangiano! Son sempre alla ricerca di qualche buona foglia tra le dita delle nostre mani… Che carini! E niente, rimaniamo con i ciuchini, per oggi, non possiamo fare altro. Un bacio amici. E uno squit un pò malinconico.

Voci precedenti più vecchie

abbandono abbigliamento abitanti acqua adulti aereo affettuosa affreschi aforismi africa Agaggio aghi aglio agosto agricoltura agriturismo Aigovo aiuto alberi alcool Alfred Hitchcock ali alimento alpini altare alveare amanti ambiente America amica amiche amici amico amore andagna Andrea angeli angoli angora animaletto animali anni anno antica antiche antichità antico antipasti anziani api aquila arazzi arbusto archi archibugi arco arcobaleno ardesia argentina argento aria Arma Arma di Taggia arte artista artisti Arzene aspettatemi assessore associazione atmosfera auguri austera auto autunno avventura avvocato award azzurro bacche Bacco bacio Badalucco baffi ballare bambina bambini bambino bambù banana band bar Barbara barbecue barche barche a vela barista basilico bastione battaglia beagle befana bella bellezza bello bere biancheria bianco biancospino biberon biblioteca bici bionda birra blog blu Blue blues bocce Bordighera borgo boschi bosco bosco delle navette botte bottega botteghe bottiglia boy scouts braccia braccio brodo bronzo Brugo bruno bunker Bussana Cabbage Cafè Cabotina cacciatori cachi caduta caduti caffè calcio calda caldo Caligola Calvino camion camomilla campagna campana campanile campi Campo Marzio cancello cane cani cannella canzoncina canzoncine canzone canzoni cappelletta cappelli capre capriole Carabinieri carattere carciofi Carpasio carpe koi Carpenosa carrugi Cary Grant casa cascatelle case casette castagne castagni Castellaro castello cavalli celti cemento cerchio Cervo Cervo Ligure chiesa chiesetta chilometri chitarra Ciabaudo ciappe cielo Cima Marta cimitero cinema cinghiale cinghiali cipolla Cirano Claudio Porchia Clint Eastwood coccole coda collane collezione collina Collodi colonia colore colori coltivazioni commissario compleanno Comune coniglio consigli consiglio degli anziani contadini coppa coppia cordialità cornice correre Corsica Corte corteccia cortile credenze croce Crocus cucciolo cucina cucina ligure cultura cuneo cunicoli cuore curry danza Dario Argento decoupage dedica Dei dialetto. diavoli Diavolo dicembre diga dimore Dio Dionisio dipinti disegni disinfettante divertimento documenti Doge dolce dolore domande donne Dragut Drego eco edera Egitto egizi Eleonora Curlo Ruffini emozione emozioni energia entroterra equilibrio erba erbacce erbe erbe officinali Erli estate età Eugenio Montale euro Europa evento Ezio Sclavi Fabio Fabrizio De Andrè facebook faggio falene falesia falesie fame famiglia fango fans fantasia fantasma farfalle Fata Morgana fatto a mano fattoria favole febbraio felice femmina festa festeggiamenti festival fiaba fiabe fichi fienile figli figlio filastrocca filastrocche film finestra finocchio fiocchi fiore fiorellini fiori fiume flora focaccia foglie folletti fontana fontane fontanella foresta formaggio formiche forno fortezza fortificazione fortificazioni fortuna foto fragoline selvatiche Francesco francesi Francia frasi frati freddo fresco friscioi frusta frutti fucile funghi fungo fuoco gabbia gabbiani galleria gatti gattini gatto Gavano gelato gelo genio Genova geografia Gesù ghiaccio ghiro giallo Giampiero Laiolo giardini giardiniere giardino ginepro giochi gioia giorni giovani giudice Giuseppe Giuseppina Gli Ausenda Glori gnomi gocce gola Grace Kelly gradi grano grappa grata Grattino grazie Greci grigio grigliate grotte guardie Guccini guerra gufo guscio habitat Halloween hobby hotel Giovanna idratante il sentiero dei nidi di ragno immagini Imperia incidente India Indieisponente indigeni indovinello Inghilterra inglese insalata insegna insegne insetti insetto interiorità interno intervista intrugli inverno invidia Italia Italo Calvino Ivan Graziani labirinto lacrima laghetti laghetto lago Laiolo lampadario Lampedusa lampioni lamponi lana lapide larice larve latte Lattuga Laura lavagna lavanda lavatoio lavoro lecci legge leggi legna legno lenza Leopardi letargo letteratura lettere letto Levà Libereso Libereso Guglielmi libri libro ligure liguri Liguria limoni lingua liquore Loreto Lourdes lucciole luce Lucertola lucertole luci Lucy Luisa lumache luna lupi macchia Madonna Madonna della Neve Madonnina madre madri maggiociondolo mail Malva mamma mangiare manifestazione mano manto marchesi mare margherita Marguareis Maria marinai marito marmellate marmo Martini martire marzo Massimo Centini matematica matrimoni medici medico medievale medioevo meditazione melanzane mele menta meraviglia mercatino meridiana mia miao mici micia microcosmo miele Milano militari miracoli miraggio Mirial mistero mitologia moglie Molini Molini di Triora molo monaci mondo monete montagna montagne Montalto Montalto Ligure monte Monte Carlo Monte Ceppo Monte FAudo monti monumento Monviso mosca mostra mucche mucillagini mulattiere muli munizioni mura murales muro muschio museo museo della lavanda musica muso Napoleone Bonaparte naso natale natura nebbia negozio nenia nero nettare neve Nikon Niky ninfee nipoti Nizza Nocciola nocciolo noci nome nonna nonno Nord notte notturno novi ligure numeri nuotare Nuvola nuvole occhi occhiali offerta oli olio olive taggiasche ombra onde operai opere oratorio orchidee ordinanza oriente origano orizzonte oro orti Ortica orto ospedale Osvaldo Poggio pace padre Padre Pio padri paesaggio paese palazzi palco pallone palme panchina panchine pancia pane panna panorama Pantan Pantano Papavero papà paradiso parchi parco Parigi Parodi parole partenza pascoli pascolo Pasqua passeggiata passeggiate passione passioni pastore pastori patate pato patologia paziente pecore pelle pelo Pepe peperoncino percorso personaggi pescatori pesce pesche pesci pesto petali pezzi pianta piante piante grasse piatti piatti tipici piatto piazza pie piedi piemontesi Piero Angela pietra pietre. Pigmy pini Pinocchio Pino Silvestre pioggia piove pipì pirati pittori pitture Plinio Podestà poesia poeta poeti polizia polline pomodori Pompeiana ponente ponte ponte romano ponti popolo porta porte post potassio pozioni d'amore prati prato preghiera premio presepe prete prezzemolo prigioni prigionieri primavera Principe Alberto problema profumo programma pronto soccorso proprietà proverbi pulci pulire quadri quercia quiete raccolta ragazza ragazze ragazzi raggi ramazza rami Ravenna razze re Realdo Redentore regali regione regole Repubblica di Genova ricamo Riccardo Venturi ricci ricercatore ricetta ricette ricordi ridere rifugio rinfrescante rio ripieno ristrutturazione rocce roccia roditore Roma romane Romani rosa rose rosmarino rosso roveto rovine ruderi ruggine rugiada ruscello Russia sabbia Salamandra sale sali minerali salita salsa salsedine salvia san benedetto San Bernardo San Biagio della Cima sano San Pietro San Remo SanRemo sanremonews Santa Brigida Santa Corona santa lucia santuario saraceni Savona scalogno scarpe scarpette della Madonna schiuma scioglilingua scogli scoglio scoiattolo scopo sculture scuola scuole secolo seconda guerra mondiale semplicità semprevivi sentieri sentiero sentimento sentinella separazioni settimana sfinge Shakespeare significato Signore silenzio simbolo simpatiche smeraldo socia Socrate sogni soldati sole soluzione sorpresa sorriso spettacolo spezie spiaggia spine Spinola squadra stagioni star Stato statue statuti Stella stelle stemma storia strada stravagaria streghe strumenti studio vacuo stufa Sud superba Taggia tane tarassaco te tecnica tecnico tedeschi telefonata telefono tempo temporale tenda terra terra brigasca terrazze terrazzo testa testamento tetti Tiberio Timperi Tigro timo tinte tisana tisane tomba topi topina topine topini topino topo Topolino tornante tornata torre torrente torrente Argentina torture Tovetto Tovo tradizioni traduzione tramonto tranquillità treno tribunale trifoglio Triora trote Trudy truppe tuffi tunnel U Camin uccelli uccello ulivi ulivo umidità università uomini uovo upega uva vacanza vallata valle Valle Argentina valle delle Meraviglie valli Valloria Val Tanaro Vanity Fair vasi vegetale veleno velluto Ventimiglia vento verde Verdeggia verdure vermi vestiti vestito vetro viaggio viagra via Soleri vicoli video vie vigili Vignai villa Villa Boselli Villa Faraldi vino vino rosso Viola viole violette Viozene Virgilio virtù viso vita vitamine vitello vittime viuzze voce volare volpi Wikipedia Winx zafferano zampe zampe posteriori zampette zanzare zenzero Zerni Zeus zia zucche zucchero zucchini

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