La bellezza pura del Giglio

Il Giglio è un fiore particolare. Nella mia Valle non c’è comare che nella sua corte non abbia questo bellissimo fiore, in vaso, in giardino… ovunque.

Il suo nome deriva dal celtico e vuol dire bianco, come simbolo di purezza e splendore. La sua è una bellezza pulita.

In realtà, oggi se ne trovano di tutti i colori e ognuno ha il suo significato. Quelli che vi mostro sono: il Giglio giallo o Cytronella, che significa nobiltà, il Giglio arancio screziato o Davidii che simboleggia ricchezza e orgoglio, e il Giglio rosa e bianco o Superbum che rappresenta la vanità.

Questo fiore, conosciuto anche con il nome di Lilium, e appartenente alla famiglia delle Liliaceae, ed è originario di diverse parti del mondo: Asia, Europa, America.

La nostra tradizione cristiana vuole che provenga dalla Palestina e ne simboleggia la Madonna, Vergine, pura, immacolata, maestosa. E’ il fiore religioso per eccellenza; il Sosan Sahor, Giglio in ebraico, lo è diventato addirittura tramite un editto papale del XVII secolo.

Un’antica leggenda narra che Maria scelse come uomo della sua vita Giuseppe, proprio perchè lo vide con un Giglio in mano, ed è per questo che San Giuseppe è spesso accompagnato da un bastone ricoperto di Gigli. Oggi, però, non è più solo emblema di castità come un tempo, (appartenuto anche a tanti altri santi della nostra religione, come Sant’Antonio, San Luigi, etc…), ma anche di dignità e nobiltà d’animo. Lla mitologia vuole che il Giglio sia nato da una goccia di latte caduta dal seno della madre di Ercole (Giunone o Alcmena, non è chiaro), mentre allattava il figlio prediletto di Giove ancora in fasce.

Siate felici, quindi, se qualcuno vi regala un Giglio, soprattutto voi topine. I maschi potranno pavoneggiarsi come gagliardi, arditi, coraggiosi, distinti… ma voi feminucce, nel riceverlo,, dovrete pensare che è come se vi stessero dando un bigliettino con sopra scritta la frase: “Sei la mia Regina”. Regina di virtù, forte, fiera, elegante, dall’animo pulito.

Se, come immagino, vi farete prendere da tanta gioia, state solo attente nell’abbracciare il donatore a non scontrare gli stami del fiore; i vostri abiti si macchieranno in modo irreparabile. Indelebile è anche il suo profumo:  è persistente, deciso.

Alto fino a un metro e mezzo, il Giglio è un bulbo e le sue radici sono perenni e capaci di rinnovarsi ogni anno per sbocciare durante la primavera o l’estate e regalarci la loro bella visione. I petali, chiamati in realtà tepali, si alternano con i sepali per donarci una meraviglia colorata. I tepali si alternano tra loro, uno sopra, uno sotto e così via a formare la corolla.

Anche il Giglio ha delle proprietà terapeutiche, anche se non se ne conoscono tantissime e, per la maggior parte, sono da utilizzare in modo esterno, se non per il decotto fatto con il bulbo, che risulta essere diuretico ed espettorante. E’ bene usare il bulbo solo in autunno, quando ha completamente finito la fase di fioritura. Il resto di questo fiore può essere utilizzato su ferite, eczemi e dermatiti perchè ha capacità astringenti, decongestionanti e cicatrizzanti.

Mi sembra di vederlo, così nobile e altero, farsi largo tra i germi della nostra lesione e, con tono imperativo, dichiarare: “Oderint dum metuant” alla maniera di Caligola.

Il Giglio è così: può essere tanto bello quanto autoritario. Non per niente stiamo parlando di un fiore abituato a difendere e che in natura deve proteggersi con l’unica arma a sua disposizione: la beltà, mettendosi in mostra. Deve avere per forza questo carattere. E’ lui. lo specchio per le allodole. Innalzandosi così tanto sopra gli altri fiori ed essendo affascinante, fa calare in secondo piano tutti gli altri fiorellini. Accade, allora, che gli altri fiori, bellissimi ma infestanti, non vengano esageratamente fatti riprodurre dagli insetti,  ma rimangano comunque difesi, mentre lui può essere impollinato e creare altri Gigli.

Quanti sono i pittori che lo hanno dipinto! Tantissimi, davvero. Tiziano, Lippi e Botticelli lo raffiguravano spesso in immagini sacre.

Io non potevo fare altro che immortalarlo per voi e per me, con la mia macchina fotografica. E’ meraviglioso. Un’emozione per gli occhi.

Un abbraccio di purezza dalla vostra Pigmy.

M.

14 pensieri su “La bellezza pura del Giglio

  1. Se devo essere sincero, non mi piacciono molto i fiori grandi, il giglio non è il mio preferito.
    Non conoscevo però la variante gialla, quella è molto allegra.
    Buona domenica, Pigmy.

    • Anch’io preferisco i fiorellini piccoli, meglio se di campo ma devo dire che il Giglio ha una bellezza austera che non può non farsi rimirare. Che piacere sentirti! Buona prossima settimana Chaggy!

  2. uff…meno male che i nomi li hai dati tutti, altrimenti dovrei andare a rovistare nei miei polverosi archivi. Che poi…quelle tue scarpette ancora non le ho trovate

  3. A me invece piace il giglio, specialmente se è bianco, io adoro tutti i fiori bianchi!
    Ma poi a me piacciono tutti i fiori, quello giallo lassù è proprio trionfante e il secondo è tutto sfumato, che eleganza!

  4. Ammappa Pigmy, sei un pozzo di scienza!! Io ne ho uno in terrazza arancione scuro, quasi rosso che se ne sta lì, ricco e orgoglioso, in mezzo ai gerani!!In realtà ora se ne è andato in letargo per prepararsi alla fioritura del prossimo anno!! bacione

    • Lo immagino! Signor Giglio ha fatto quello che doveva fare e ora può andarsene a dormire! Orgoglioso si, hai detto bene! Bellissimo quello arancione. Spero tanto te l’abbia regalato tuo marito quindi… 😀

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